Cara ADUC
Acquisto difettoso. Chi decide per il rimborso o per il bonus?
Domanda
8 luglio 2008
Buongiorno.
Ho acquistato un abito che si è rivelato palesemente difettoso (danneggiandosi in più punti al primo indossamento). Il negozio (in franchising) mi ha proposto una sostituzione, ma al momento in cui ho visionato il vestito ho trovato anche qui un difetto (tra l'altro uno di quelli che già presentava il pezzo in mio possesso). A questo punto ho rifiutato chiaramente la sostituzione e mi hanno offerto un bonus da usare da qui ai primi di settembre (accampando strane motivazioni per le quali più lungo sarebbe tecnicamente non possibile). Personalmente giudico tale periodo troppo breve e ho risposto che o me lo estendono o voglio indietro i soldi spesi.
A questo punto mi è stato risposto che la legge prevede che il cliente abbia sì diritto al rimborso, ma che è il negoziante a scegliere se questo debba avvenire con la restituzione del denaro o tramite un buono. Dalla lettura della legge invece mi è sembrato di capire che il consumatore, in caso di impossibilità della sostituzione del bene, ha diritto al rimborso e solo a sua discrezione può accettare come soluzione alternativa il bonus. 1)Chi ha ragione? (Pur avendo letto il testo della legge questa cosa continua a non essermi chiara).
2)Se hanno ragione loro, c'è una qualche legge che regolamenta la durata del buono o anche essa sarebbe a discrezione del venditore?
3) Siccome il capo che mi avevano proposto come sostituto ha un difetto più contenuto (ma comunque visibile e che se non aggiustato si estenderebbe sicuramente con l'uso) potrebbero decidere di aggiustarlo e impormelo come sostituto del mio (che è palesemente non riparabile)? Sarebbe mio diritto rifiutare una soluzione di tal genere visto che non riguarda l'aggiustamento del capo che ho comprato?
Vi ringrazio per tutte le eventuali risposte
Cordiali Saluti
Delia, da Bergamo (BG)
Ho acquistato un abito che si è rivelato palesemente difettoso (danneggiandosi in più punti al primo indossamento). Il negozio (in franchising) mi ha proposto una sostituzione, ma al momento in cui ho visionato il vestito ho trovato anche qui un difetto (tra l'altro uno di quelli che già presentava il pezzo in mio possesso). A questo punto ho rifiutato chiaramente la sostituzione e mi hanno offerto un bonus da usare da qui ai primi di settembre (accampando strane motivazioni per le quali più lungo sarebbe tecnicamente non possibile). Personalmente giudico tale periodo troppo breve e ho risposto che o me lo estendono o voglio indietro i soldi spesi.
A questo punto mi è stato risposto che la legge prevede che il cliente abbia sì diritto al rimborso, ma che è il negoziante a scegliere se questo debba avvenire con la restituzione del denaro o tramite un buono. Dalla lettura della legge invece mi è sembrato di capire che il consumatore, in caso di impossibilità della sostituzione del bene, ha diritto al rimborso e solo a sua discrezione può accettare come soluzione alternativa il bonus. 1)Chi ha ragione? (Pur avendo letto il testo della legge questa cosa continua a non essermi chiara).
2)Se hanno ragione loro, c'è una qualche legge che regolamenta la durata del buono o anche essa sarebbe a discrezione del venditore?
3) Siccome il capo che mi avevano proposto come sostituto ha un difetto più contenuto (ma comunque visibile e che se non aggiustato si estenderebbe sicuramente con l'uso) potrebbero decidere di aggiustarlo e impormelo come sostituto del mio (che è palesemente non riparabile)? Sarebbe mio diritto rifiutare una soluzione di tal genere visto che non riguarda l'aggiustamento del capo che ho comprato?
Vi ringrazio per tutte le eventuali risposte
Cordiali Saluti
Delia, da Bergamo (BG)
Risposta ADUC
lei ha diritto ai soldi! Se invece e' possibile la riparazione, il negoziante ha diritto a fare quello. Ma il vestito deve tornare nelle suo condizioni originali (ovvero nuovo), e non con cuciture o toppe varie che ne svalutano la qualita'.
Eventualmente si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
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