Cara ADUC
Acquisto cucina: errori del rivenditore
Domanda
28 maggio 2008
Salve. Ho acquistato una cucina dell'importo di euro 7.750,00.
A giugno del 2007 ho firmato un contratto con caparra di euro 2.000,00 per l'acquisto di una cucina Febal progettata per una casa ancora in costruzione. Le misure considerate sono state quelle prese dalla pianta in mio possesso, che sono state comunque definite, a fine dello scorso anno, con il sopralluogo del rivenditore per verificare la correttezza delle misure. L'infisso esterno della cucina ancora non era stato montato. Esisteva al momento solo la controcassa dello stesso.
A inizio dell'anno in corso, dopo l'arrivo della cucina nei depositi del rivenditore, gli ho consegnato un altro assegno di euro 2750,00.
In aprile 2008 è avvenuta la consegna della cucina, ma durante il montaggio, gli operai hanno dovuto interrompere i lavori perchè hanno constatato che:
1 - il pensile cappa e 2 - una base con cestello estraibile, non potevano aprirsi perchè venivano ostruiti con l'infisso esterno.
Il rivenditore si è reso disponibile per cambiare il tipo di serratura dell'anta. Mentre invece poteva essere fatto per la base estraibile.
Abbiamo allora concordato di modificare la disposizione della cucina, che nei gg. seguenti è stata completamente smontata.
Nel frattempo con l'idraulico è stato verificato che:
3 - il tubo del gas montato sotto il piano cottura filotop non permetteva di chiudere il cassetto della base poggiata sotto di esso.
A seguire ho constatato inoltre che: 4 - l'anta che si appoggia alla lavastoviglie ad incasso era montata male, tanto da rimanermi in mano. Infatti non era stata usata nessuna vite per mantenerla adiacente al pannello della lavastoviglie. Inoltre: 5 - Il piano cottura filotop è stato installato scorrettamente sul top adoperando un mastice. Ho chiesto al rivenditore di riprendersi indietro la cucina, perchè non accettavo che la cucina nuova avesse già tutti questi problemi. Potreste aiutarmi dandomi qualche consiglio?
Grazie.
Loredana, da Uras (OR)
A giugno del 2007 ho firmato un contratto con caparra di euro 2.000,00 per l'acquisto di una cucina Febal progettata per una casa ancora in costruzione. Le misure considerate sono state quelle prese dalla pianta in mio possesso, che sono state comunque definite, a fine dello scorso anno, con il sopralluogo del rivenditore per verificare la correttezza delle misure. L'infisso esterno della cucina ancora non era stato montato. Esisteva al momento solo la controcassa dello stesso.
A inizio dell'anno in corso, dopo l'arrivo della cucina nei depositi del rivenditore, gli ho consegnato un altro assegno di euro 2750,00.
In aprile 2008 è avvenuta la consegna della cucina, ma durante il montaggio, gli operai hanno dovuto interrompere i lavori perchè hanno constatato che:
1 - il pensile cappa e 2 - una base con cestello estraibile, non potevano aprirsi perchè venivano ostruiti con l'infisso esterno.
Il rivenditore si è reso disponibile per cambiare il tipo di serratura dell'anta. Mentre invece poteva essere fatto per la base estraibile.
Abbiamo allora concordato di modificare la disposizione della cucina, che nei gg. seguenti è stata completamente smontata.
Nel frattempo con l'idraulico è stato verificato che:
3 - il tubo del gas montato sotto il piano cottura filotop non permetteva di chiudere il cassetto della base poggiata sotto di esso.
A seguire ho constatato inoltre che: 4 - l'anta che si appoggia alla lavastoviglie ad incasso era montata male, tanto da rimanermi in mano. Infatti non era stata usata nessuna vite per mantenerla adiacente al pannello della lavastoviglie. Inoltre: 5 - Il piano cottura filotop è stato installato scorrettamente sul top adoperando un mastice. Ho chiesto al rivenditore di riprendersi indietro la cucina, perchè non accettavo che la cucina nuova avesse già tutti questi problemi. Potreste aiutarmi dandomi qualche consiglio?
Grazie.
Loredana, da Uras (OR)
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