Cara ADUC
Acquedotto Pugliese "AQP"
Domanda
17 dicembre 2008
Più o meno dalla fine del mese di maggio 2008 l'Acquedotto Pugliese senza darne comunicazione alcuna, ha ridotto in alcune zone la pressione dell'acqua, ciò ha fatto si che i piani più alti non avessero acqua dalle 13,30 alle 5,00 del mattino. Il giorno 11 Settembre 2008, persistendo tale situazione, inviavo un esposto alla Procura Della Repubblica di Bari lamentando questa situazione e in modo particolare, a mio avviso la violazione di almeno un articolo della "carta del servizio idrico integrato", dell'AQP. Più precisamente dell'articolo II punto 2.1 eguaglianza ed imparzialità, che recita testualmente:
"La Società assume l'obbligo di conformare il proprio comportamento, nei confronti degli utenti, a criteri di uguaglianza, obiettività, giustizia ed imparzialità dovendosi interpretare in funzione di tale obbligo le clausole del regolamento.
L'erogazione del servizio deve essere ispirata al principio di eguaglianza dei diritti degli utenti, essendo uguali per tutti le regole riguardanti i rapporti tra utenti e servizio pubblico e per l'accesso al medesimo.
Nessuna distinzione nell'erogazione del servizio può essere compiuta dalla Società per motivi riguardanti sesso, razza, lingua, religione, censo ed opinioni politiche.
L'eguaglianza va intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione, impegnandosi la Società ad adottare nei rapporti con l'utenza le iniziative necessarie nei confronti degli utenti portatori di handicap.
La Società garantisce la parità di trattamento degli utenti, a parità di condizioni impiantistiche e funzionali, nell'ambito di tutto il territorio di competenza, a prescindere dalle situazioni precostituite antecedentemente alla presente Carta."
A distanza di circa un mese dall'invio del sopracitato esposto l'AQP iniziava una campagna d'informazione sulla crisi idrica che gravava sugli invasi della Basilicata che, a suo dire, garantivano il rifornimento idrico in Puglia. In realtà l'acquedotto pugliese (il più lungo d'Europa) mi risulta che si approvvigiona principalmente da un ramo del fiume Sele in Campania e che gli invasi della Basilicata non sono primari per il rifornimento idrico. Sembra in realtà che, almeno a quanto si dice, le tubature ormai vecchissime dell'AQP perdano durante il percorso una percentuale elevatissima d'acqua (ufficialmente il 46% ufficiosamente il 70%). Fatto sta che la situazione è andata progressivamente peggiorando, tanto che ad oggi l'interruzione avviene dalle 11,30 del mattino alle 5,00 del mattino successivo e non si intravede soluzione alcuna nonostante le abbondanti piogge dei giorni scorsi abbiano riempito in maniera importante anche gli invasi della Basilicata. E' mai possibile che da quasi sette mesi le famiglie baresi che non hanno l'autoclave e non possono metterla per motivi logistici (come me) non abbiano la possibilità di accedere alle più elementari norme igieniche come lavarsi, lavare le stoviglie, i panni, ecc. COSA SI PUO' FARE?
Grazie
Daniele, da Bari (BA)
"La Società assume l'obbligo di conformare il proprio comportamento, nei confronti degli utenti, a criteri di uguaglianza, obiettività, giustizia ed imparzialità dovendosi interpretare in funzione di tale obbligo le clausole del regolamento.
L'erogazione del servizio deve essere ispirata al principio di eguaglianza dei diritti degli utenti, essendo uguali per tutti le regole riguardanti i rapporti tra utenti e servizio pubblico e per l'accesso al medesimo.
Nessuna distinzione nell'erogazione del servizio può essere compiuta dalla Società per motivi riguardanti sesso, razza, lingua, religione, censo ed opinioni politiche.
L'eguaglianza va intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione, impegnandosi la Società ad adottare nei rapporti con l'utenza le iniziative necessarie nei confronti degli utenti portatori di handicap.
La Società garantisce la parità di trattamento degli utenti, a parità di condizioni impiantistiche e funzionali, nell'ambito di tutto il territorio di competenza, a prescindere dalle situazioni precostituite antecedentemente alla presente Carta."
A distanza di circa un mese dall'invio del sopracitato esposto l'AQP iniziava una campagna d'informazione sulla crisi idrica che gravava sugli invasi della Basilicata che, a suo dire, garantivano il rifornimento idrico in Puglia. In realtà l'acquedotto pugliese (il più lungo d'Europa) mi risulta che si approvvigiona principalmente da un ramo del fiume Sele in Campania e che gli invasi della Basilicata non sono primari per il rifornimento idrico. Sembra in realtà che, almeno a quanto si dice, le tubature ormai vecchissime dell'AQP perdano durante il percorso una percentuale elevatissima d'acqua (ufficialmente il 46% ufficiosamente il 70%). Fatto sta che la situazione è andata progressivamente peggiorando, tanto che ad oggi l'interruzione avviene dalle 11,30 del mattino alle 5,00 del mattino successivo e non si intravede soluzione alcuna nonostante le abbondanti piogge dei giorni scorsi abbiano riempito in maniera importante anche gli invasi della Basilicata. E' mai possibile che da quasi sette mesi le famiglie baresi che non hanno l'autoclave e non possono metterla per motivi logistici (come me) non abbiano la possibilità di accedere alle più elementari norme igieniche come lavarsi, lavare le stoviglie, i panni, ecc. COSA SI PUO' FARE?
Grazie
Daniele, da Bari (BA)
Risposta ADUC
oltre a verificare che fine abbia fatto l'esposto che ha depositato in Procura, si rivolga anche al difensore civico della regione e, meglio con una lettera pubblica, cerchi di coinvolgere le autorita' istituzionali (Comune, Provincia, Regione) perche' prendano posizione e si muovano in merito. Non sarebbe male anche far si' che la stampa locale affronti il problema con delle inchieste dietro sua sollecitazione alle varie redazioni. Senta anche lo specifico Ato.
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