Cara ADUC
Accusa infondata di abbandono rifiuti
Domanda
21 marzo 2008
Salve.
Da alcuni mesi è partita la raccolta differenziata nel mio Comune e ho sempre adeguatamente raccolto e smaltito gli stessi.
Ho ricevuto in data 11/03/08 un'ordinanza del Sindaco con allegato un verbale di violazione per abbandono rifiuti. L'ordinanza del Sindaco è datata al 13/02/08; il verbale del vigile che ha "accertato" l'infrazione è datato al 29/01/08 e l'infrazione "accertata" risale al 23/01/08. Già l'essere trascorsi così tanti giorni dall'accadimento all'"accertamento" (ben 6), da questo all'ordinanza del Sindaco (ben 15) e da quest'ultima alla notifica (27 giorni), per un totale di oltre un mese e mezzo, mi lascia già perplesso; ma il punto non è questo anche se vi chiedo se può passare così tanto tempo visto e considerato che nell'ordinanza viene chiesto esplicitamente di <<provvedere a proprie spese e cura, nel termine di gg. 5 dalla data di notificazione, alla rimozione dei rifiuti e al relativo smaltimento e/o recupero nel rispetto delle prescrizioni del D.L. 152/06>>, cosa impossibile visto che tali rifiuti sono stati dallo stesso vigile ritirati, controllati e credo smaltiti con la conservazione solamente di ciò che loro chiamano "prova".
La questione, comunque, è relativa alle parole che ho scritto tra virgolette: "accertamento" e "prova".
Il vigile e il Comandante della P.M. ritengono infatti che l'aver rinvenuto nella busta contenente i rifiuti, tra <<riviste, bottiglie di vetro e carta>> quello che hanno conservato come "prova", e cioè una lettera pubblicitaria di alcuni prodotti, ancora sigillata, con su stampato il mio nome e indirizzo, sia sufficiente per "attestare" che io sarei il trasgressore.
Oltre al fatto che nella busta vi erano anche altri materiali che in casa non circolano (siringhe), è evidente che nessuno può dire che abbia effettivamente ricevuto tale pubblicità, non è infatti una raccomandata con ricevuta di ritorno, che al limite potrebbe attestare che quella lettera è passata effettivamente sotto le mie mani.
In parole povere per loro quella è una "prova" che "accerta" che io sono il trasgressore, ma se quella fosse una prova io potrei tranquillamente accusare della stessa trasgressione chiunque, basterebbe far cadere per terra, o mettere in una busta della spazzatura lasciandola poi in giro, una lettera presa a caso da qualsiasi cassetta della posta!
E' mia intenzione procedere in qualche modo contro tale verbale e ordinanza; vi chiedo che strade percorrere poiché:
1) Nel verbale c'è scritto che <<Avverso il presente verbale, ai sensi dell'articolo 187 della legge 24/11/81 n. 689, gli interessati potranno presentare memorie, documenti o richieste di audizione, entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del presente atto>>;
2) Nell'ordinanza si avverte che <<il presente atto potrà essere impugnato dall'interessato con ricorso al TAR della Sardegna, entro il termine di gg 60 dalla data di notificazione>>.
Inoltre vi faccio una considerazione sul punto 1), infatti dall'art. 18 (e non il 187 che loro mi indicano e che oltretutto non esiste!) della citata legge 689, mi pare di capire che l'ordinanza l'avrebbero potuta fare soltanto dopo avermi contestato o notificato la violazione (che come detto è stata notificata insieme all'ordinanza stessa) e avermi quindi dato l'opportunità di fare quanto indicato al punto 1) e solo qualora avessero ritenuto fondato l'accertamento, cosa che non è avvenuta.
Gradirei un parere su come impostare il tutto (non solo che strada seguire ma anche come) e se può essere il caso di richiedere eventualmente anche "danni morali" poiché l'ordinanza mi pare sia un atto pubblico che viene affisso nelle bacheche del comune rendendo così pubblico il mio nome e cognome con l'indicazione della trasgressione, squalificando la mia reputazione davanti ai concittadini.
Scusate la lunghezza e grazie per la disponibilità.
PS: Considerato l'argomento gradirei, se possibile, se doveste pubblicare la lettera, che non comparisse ne il mio nome e ne' il paese.
Matteo, da Villaputzu (CA)
Da alcuni mesi è partita la raccolta differenziata nel mio Comune e ho sempre adeguatamente raccolto e smaltito gli stessi.
Ho ricevuto in data 11/03/08 un'ordinanza del Sindaco con allegato un verbale di violazione per abbandono rifiuti. L'ordinanza del Sindaco è datata al 13/02/08; il verbale del vigile che ha "accertato" l'infrazione è datato al 29/01/08 e l'infrazione "accertata" risale al 23/01/08. Già l'essere trascorsi così tanti giorni dall'accadimento all'"accertamento" (ben 6), da questo all'ordinanza del Sindaco (ben 15) e da quest'ultima alla notifica (27 giorni), per un totale di oltre un mese e mezzo, mi lascia già perplesso; ma il punto non è questo anche se vi chiedo se può passare così tanto tempo visto e considerato che nell'ordinanza viene chiesto esplicitamente di <<provvedere a proprie spese e cura, nel termine di gg. 5 dalla data di notificazione, alla rimozione dei rifiuti e al relativo smaltimento e/o recupero nel rispetto delle prescrizioni del D.L. 152/06>>, cosa impossibile visto che tali rifiuti sono stati dallo stesso vigile ritirati, controllati e credo smaltiti con la conservazione solamente di ciò che loro chiamano "prova".
La questione, comunque, è relativa alle parole che ho scritto tra virgolette: "accertamento" e "prova".
Il vigile e il Comandante della P.M. ritengono infatti che l'aver rinvenuto nella busta contenente i rifiuti, tra <<riviste, bottiglie di vetro e carta>> quello che hanno conservato come "prova", e cioè una lettera pubblicitaria di alcuni prodotti, ancora sigillata, con su stampato il mio nome e indirizzo, sia sufficiente per "attestare" che io sarei il trasgressore.
Oltre al fatto che nella busta vi erano anche altri materiali che in casa non circolano (siringhe), è evidente che nessuno può dire che abbia effettivamente ricevuto tale pubblicità, non è infatti una raccomandata con ricevuta di ritorno, che al limite potrebbe attestare che quella lettera è passata effettivamente sotto le mie mani.
In parole povere per loro quella è una "prova" che "accerta" che io sono il trasgressore, ma se quella fosse una prova io potrei tranquillamente accusare della stessa trasgressione chiunque, basterebbe far cadere per terra, o mettere in una busta della spazzatura lasciandola poi in giro, una lettera presa a caso da qualsiasi cassetta della posta!
E' mia intenzione procedere in qualche modo contro tale verbale e ordinanza; vi chiedo che strade percorrere poiché:
1) Nel verbale c'è scritto che <<Avverso il presente verbale, ai sensi dell'articolo 187 della legge 24/11/81 n. 689, gli interessati potranno presentare memorie, documenti o richieste di audizione, entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del presente atto>>;
2) Nell'ordinanza si avverte che <<il presente atto potrà essere impugnato dall'interessato con ricorso al TAR della Sardegna, entro il termine di gg 60 dalla data di notificazione>>.
Inoltre vi faccio una considerazione sul punto 1), infatti dall'art. 18 (e non il 187 che loro mi indicano e che oltretutto non esiste!) della citata legge 689, mi pare di capire che l'ordinanza l'avrebbero potuta fare soltanto dopo avermi contestato o notificato la violazione (che come detto è stata notificata insieme all'ordinanza stessa) e avermi quindi dato l'opportunità di fare quanto indicato al punto 1) e solo qualora avessero ritenuto fondato l'accertamento, cosa che non è avvenuta.
Gradirei un parere su come impostare il tutto (non solo che strada seguire ma anche come) e se può essere il caso di richiedere eventualmente anche "danni morali" poiché l'ordinanza mi pare sia un atto pubblico che viene affisso nelle bacheche del comune rendendo così pubblico il mio nome e cognome con l'indicazione della trasgressione, squalificando la mia reputazione davanti ai concittadini.
Scusate la lunghezza e grazie per la disponibilità.
PS: Considerato l'argomento gradirei, se possibile, se doveste pubblicare la lettera, che non comparisse ne il mio nome e ne' il paese.
Matteo, da Villaputzu (CA)
Risposta ADUC
le sue considerazioni sono assennate, ma vanno tutte dimostrate, perche' si tratterebbe, al momento, delle sue contro quelle dei vigili accertatori che hanno messo il tutto su carta e firmato, e questi vigili, abitualmente, sono ritenuti piu' credibili del comune cittadino. Se e' in grado di supportare le sue posizioni anche con testimonianze e fatti circostanziati, potrebbe procedere nei termini che le sono stati ricordati dal verbale che ha ricevuto.
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