Cara ADUC
Abito rovinato in lavanderia: come stabilire l'entità del danno?
Domanda
30 aprile 2009
Cara aduc,
ho portato un tailleur giacca e pantalone in lavanderia e me lo hanno riconsegnato notevolmente ristretto, praticamente importabile: strettissimo e cortissimo di maniche e pantaloni. Me ne sono accorta solo al momento di indossarlo per una cerimonia, a cui poi sono dovuta andare in jeans e maglietta perché non ero a casa mia. Ho riportato il capo in lavanderia, e mi hanno detto di averlo lavato a secco con percloro, come indicato sull'etichetta. Eppure il capo era stato ripulito altre due volte, a secco, ma in un'altra lavanderia, e non gli era successo proprio niente. Il proprietario della lavanderia ha anche ipotizzato che fossi ingrassata, ma io l'avevo riprovato il giorno prima di portarlo nella sua lavanderia, per vedere come stava con scarpe e sottogiacca nuovi, e mi stava benissimo, senza considerare che braccia e gambe di solito non cambiano lunghezza!! Mi hanno chiesto di lasciarlo per provare a riallargarlo con la stiratura, ma se dovesse rimanere importabile, come posso chiedere i danni? Ho letto della lettera di messa in mora, ma come si stabilisce di solito l'entità del danno? Io non ho più lo scontrino dell'acquisto dell'abito, anche se ne ricordo indicativamente l'importo. E per la cerimonia "rovinata", posso chiedere un rimborso per quel disagio? Grazie tante, cordiali saluti.
Gina, da Roma (RM)
ho portato un tailleur giacca e pantalone in lavanderia e me lo hanno riconsegnato notevolmente ristretto, praticamente importabile: strettissimo e cortissimo di maniche e pantaloni. Me ne sono accorta solo al momento di indossarlo per una cerimonia, a cui poi sono dovuta andare in jeans e maglietta perché non ero a casa mia. Ho riportato il capo in lavanderia, e mi hanno detto di averlo lavato a secco con percloro, come indicato sull'etichetta. Eppure il capo era stato ripulito altre due volte, a secco, ma in un'altra lavanderia, e non gli era successo proprio niente. Il proprietario della lavanderia ha anche ipotizzato che fossi ingrassata, ma io l'avevo riprovato il giorno prima di portarlo nella sua lavanderia, per vedere come stava con scarpe e sottogiacca nuovi, e mi stava benissimo, senza considerare che braccia e gambe di solito non cambiano lunghezza!! Mi hanno chiesto di lasciarlo per provare a riallargarlo con la stiratura, ma se dovesse rimanere importabile, come posso chiedere i danni? Ho letto della lettera di messa in mora, ma come si stabilisce di solito l'entità del danno? Io non ho più lo scontrino dell'acquisto dell'abito, anche se ne ricordo indicativamente l'importo. E per la cerimonia "rovinata", posso chiedere un rimborso per quel disagio? Grazie tante, cordiali saluti.
Gina, da Roma (RM)
Risposta ADUC
in questi casi non c'e' una regola fissa ne' vi sono tabelle di riferimento, il danno e' ovviamente soggettivo e comunque legato al caso specifico. Teoricamente dovrebbe sentire un perito, ma visti i costi puo' semplicemente quantificare il danno a forfait, sia per quanto riguarda il capo sia per quanto riguarda la cerimonia "rovinata". Il punto e' che, arrivando in conciliazione potra' "contrattare" con la controparte, e poi arrivando all'eventuale causa lascera' ovviamente la decisione al giudice (di pace). Il consiglio generico e' di tenersi sotto i 500 euro cosi' da evitare di dover far causa con un legale nel caso vi arrivasse. Il primo passo e' la messa in mora. Trova tutte le informazioni e le istruzioni necessarie qui:
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