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Cara ADUC

Wind penali di estinzione

7 aprile 2008
Domanda 7 aprile 2008
Salve sono una ragazza di 26 anni che nel marzo del 2007 essendo promotore finanziario ha stipulato tramite consulente un contratto aziendale Wind con partita iva. Da qui iniziano un pò di problemi. Il consulente amico di una collega (che ha sottoscritto anche lei lo stesso contratto) ci ha prospettato i vantaggi del piano tra cui le varie opzioni ma ha omesso i costi delle stesse e il costo iniziale pari ad un canone bimestrale anticipato. Tra le proposte del consulente c'è anche quella di prendere un cellulare abbinato al contratto da pagare a rate: a fronte di una sua insistenza richiedo il cellulare che una volta ricevuto a casa, dietro suo consiglio, consegno allo stesso per la restituzione. Vedendo addebitata la somma nelle successive bollette chiamo il numero assistenza Wind e chiedo informazioni maggiori: il cellulare in questione non è mai arrivato alla Wind. Chiamo il consulente il quale dice di aver restituito il cell al titolare della società per cui lavora. Insospettita, obbligo il consulente a rilasciarmi una dichiarazione in cui attesta l'avvenuta restituzione da parte mia del cellulare e chiedo ogni bimestre il rimborso della somma pagata. Dopo qualche mese, in seguito a problemi della collega con il consulente, richiedo alla Wind copia del contratto sul quale risultano apposte sei firme che riportano il mio nome e cognome ma con una grafia non mia. Oggi ho necessità di chiudere il contratto in quanto sto cambiando attività e devo richiedere la cessazione della partita iva: la Wind, a fronte di una mia richiesta di passaggio ad abbonamento privato, mi ha informata di non poter mantenere attivo il numero ed inoltre mi ha informata dell'applicazione della penale di estinzione anticipata pari a euro 500 (200 per la sim, 200 per un opzione e 100 per il telefono). Ci sono i presupposti per intraprendere un'azione?
Chiedo un vostro consiglio
Maria Grazia, da Taurianova (RC)

Risposta ADUC
si', decisamente. La legge Bersani ha abolito le penali, ma permette ai gestori di addebitare i costi di disattivazione, sempre che 1) siano previsti nel contratto e che 2) siano giustificati al centesimo. Nel primo caso, ignorare la richiesta o rispondere con una lettera raccomandata A/R di diffida: clicca qui. Nel secondo caso, contestare la richiesta (o chiederne puntuale giustificazione) tramite lettera di messa in mora al gestore: clicca qui. In ogni caso, immediatamente segnalare la questione al Garante nelle comunicazioni: clicca qui
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