Cara ADUC
Nuovo regolamento sul pagamento assegni e rischio usura
Domanda
6 settembre 2006
Da alcuni mesi l'Abi sta cercando di far aderire gli Istituti di Credito ad un regolamento sul pagamento degli assegni di conto corrente. Premesso che legge ha istituito nell' anno 2005 la ormai famosa centrale allarmi interbancaria denominata CAI che segnala in tutto il circuto bancariol'eventuale protesto di un assegno inabilitando (nel caso in cui non fornisca nel termine di giorni 60 liberatoria autenticata dal debitore dell' avvenuto pagamento)l'emittente dall' emissione di assegni per un anno.Fino a qui tutto normale quello che invece risulta essere gravissimo è il nuovo regolamento a cui già alcuni Istituti hanno aderito. Nello specifico nel caso di mancanza fondi nell' emissione di un assegno bancario al traente nel momento che il titolo viene appoggiato al notaio viene richiesto un ulteriore versamento par al 10% dell'importo nominale dell' assegno stesso (es. ¤3000 + ¤300)non considerando più possibile il pagamento del solo importo nominale. Mi spiego meglio, nel caso in cui l'emittente versasse i fondi pari all' importo dell' assegno, in ritardo ma comunque nei tempi per il pagamento dal notaio questo è costretto a versare anche una maggiorazione del 10% pena il protesto dell' assegno stesso e l'iscrizione nella famosa CAI
Ritengo che questo normativa possa essere fortemente dannosa per gli utenti bancari e potrebbe altresi allargare il fenomeno dell' usura visto che una penale di tal misura può spingere chi con un attività commerciale o imprenditoriale puo subire o necessitare anche di un giorno in più per i pagamenti. Penalizzare cosi fortemente l'utente potrebbe significare distruggere migliaia di attività già in difficoltà per il momento storico del paese. Da segnalare che le banche adernti a questo regolamento che ripeto è solo un regolamento interno e non un decreto legge inviano un foglio informativo incomprensibile che è praticamente Arabo per chi non conosce la materia bancaria. Da settembre c'è inoltre il progetto di attuare tale norma anche sul mancato pagamento in prima presentazione detta oggi CHECK TRUNCATION procedurta che già addebita sia all' emittente che al traente ¤ 12 di spese per la seconda presentazione del titolo nel giorno succesivo alla prima avvenuta in modo telmetico. Tale procedura velocizza il pagamento dell' assegno ma le spese in caso di mancanza non di fondi ma di valuta solo le stesse di un assegno impagato.Pertanto se anche in questa procedura venissero applicate le spese del 10% del valore nominale del titolo il consumatore che al momento non ha valuta ma dopo tre giorni sicuramete l'avrebbe verrebbe egualmente penalizzato con esborso di denaro inutile. Per finire vi indico el banche che hanno già aderito San paolo di Torino Unicredit Bnl . Il tutto viene giustificato con la ricerca di regolarizzare l'emissione delgi assegni e che parte di queste spese vengono rimesse al debitore per il ritardo. Credo che questa sia la maniera peggiore per raggiungere tale obbiettivo per i motivi sopra espressi e per il fatto che la banca sta cercando di regolare i rapporti tra privati cosa che compete al nostro legislatore. Questa è una situazione gravissima ed un tentativo che non deve passare inosservato è inutile parlare di spese di chiussura gratis quando poi si arriva a minare le regole fissate dal nostro codiced civile e penale. Spero in un Vostro pronto intervento e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento Cordiali Saluti.
Massimiliano
Ritengo che questo normativa possa essere fortemente dannosa per gli utenti bancari e potrebbe altresi allargare il fenomeno dell' usura visto che una penale di tal misura può spingere chi con un attività commerciale o imprenditoriale puo subire o necessitare anche di un giorno in più per i pagamenti. Penalizzare cosi fortemente l'utente potrebbe significare distruggere migliaia di attività già in difficoltà per il momento storico del paese. Da segnalare che le banche adernti a questo regolamento che ripeto è solo un regolamento interno e non un decreto legge inviano un foglio informativo incomprensibile che è praticamente Arabo per chi non conosce la materia bancaria. Da settembre c'è inoltre il progetto di attuare tale norma anche sul mancato pagamento in prima presentazione detta oggi CHECK TRUNCATION procedurta che già addebita sia all' emittente che al traente ¤ 12 di spese per la seconda presentazione del titolo nel giorno succesivo alla prima avvenuta in modo telmetico. Tale procedura velocizza il pagamento dell' assegno ma le spese in caso di mancanza non di fondi ma di valuta solo le stesse di un assegno impagato.Pertanto se anche in questa procedura venissero applicate le spese del 10% del valore nominale del titolo il consumatore che al momento non ha valuta ma dopo tre giorni sicuramete l'avrebbe verrebbe egualmente penalizzato con esborso di denaro inutile. Per finire vi indico el banche che hanno già aderito San paolo di Torino Unicredit Bnl . Il tutto viene giustificato con la ricerca di regolarizzare l'emissione delgi assegni e che parte di queste spese vengono rimesse al debitore per il ritardo. Credo che questa sia la maniera peggiore per raggiungere tale obbiettivo per i motivi sopra espressi e per il fatto che la banca sta cercando di regolare i rapporti tra privati cosa che compete al nostro legislatore. Questa è una situazione gravissima ed un tentativo che non deve passare inosservato è inutile parlare di spese di chiussura gratis quando poi si arriva a minare le regole fissate dal nostro codiced civile e penale. Spero in un Vostro pronto intervento e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento Cordiali Saluti.
Massimiliano
Risposta ADUC
Pubblichiamo il suo pensiero sul tema ed invitiamo i tanti addetti ai lavori che ci seguono a dire la loro sul tema.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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