Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 maggio 2005
Questo e' quello che ho scritto al negoziante per la messa in mora, pensate che abbia fatto bene? Se si pensate che abbia qualche speranza? In riferimento all'oggetto e' mio dovere in quanto consumatore descrivere la cronologia dei fatti accaduti come segue:
1. in data 21 aprile 2005 scarto il regalo ricevuto (macchina per caffe' Pavoni mod. Cellini) e seguendo le istruzioni provo il funzionamento. La macchina mi si presenta subito con un problema nell'agganciare il filtro porta caffe' all'apparato, a questo punto mi fermo con il montaggio e riposiziono la macchina nel proprio imballo.
2. in data 22 aprile 2005 mi presento presso il negozio Gerardo (dove era stata prenotata la nostra lista di nozze) chiedendo informazioni sul montaggio e funzionamento, a tale proposito viene aperto l'imballo per illustrare il problema; la commessa avendo assistito all'illustrazione prova a prendere il filtro porta caffe' della macchina in esposizione e serrarlo e anche questo modello ha lo stesso problema. A questo punto la commessa mi dice che la cosa e' normale e che quindi la macchina va bene, io continuo a spiegargli che l'aggancio all'apparato non e' adeguato in quanto si aggancia solo per qualche millimetro non riuscendo mai a raggiungere la mezzeria dell'apparato riscaldante ma la commessa continua ad insistere che la macchina va bene e quindi io riprendo la macchina e la porto a casa. Riposizionando tutto il necessario per il funzionamento provo a fare un caffe' ed immediatamente casca il filtro porta caffe' (non ostante avessi cercato di serrarlo il piu' possibile) e facendo uscire acqua bollente dall'apparato.
3. in data 23 aprile provo a fare altri caffe' con miscele diverse ma il problema persiste e in alcuni casi continua a cascare il filtro rompendo anche una tazzina da caffe'.
4. in data 26 aprile chiamo la ditta Pavoni di Milano chiedendo di essere messo in comunicazione con un tecnico. Parlando con il tecnico mi viene detto che la cosa non e' normale ma che telefonicamente non possono valutare la situazione. I giorni seguenti provo a fare altri caffe' ma la macchina si comporta nella stessa maniera rompendo nuovamente un bicchiere da caffe'.
5. in data 12 maggio 2005 porto la macchina al negozio Gerardo per restituire la macchina e avere in dietro i soldi dell'acquisto ma la commessa mi dice che i soldi non me li dara' mai e che comunque io devo portare la macchina ad un centro assistenza, io dico che secondo la legge (decreto legislativo n° 24 del 2 febbraio 2002) i responsabili sono loro in quanto mi hanno venduto la macchina e che quindi loro eventualmente devono contattare il centro assistenza e consegnare il macchia. Per la commessa non e' cosi ma sostiene che chiamera' il rappresentante per farla ritirare e farla visionare a Firenze, ed insistendo piu' volte che ci vorra' piu' di un mese. A tale situazione decido di lasciarli la macchina insistendo che la riconsegna della macchina e' comunque stabilita per legge in un congruo termine di 15 giorni solari. Dopo tutto quanto in appresso descritto mi vedro' costretto a rifiutare la restituzione della macchina, quindi la restituzione della somma pagata in buono acquisto (in quanto difettosa e non piu' nuova come al primo avviso in negozio 22 aprile 2005), riservandomi comunque la messa in mora dei fatti sopra descritti e di avviare le vie legali se non mi verranno riconosciuti i miei diritti di consumatore.
Alessandro, da Quiesa
1. in data 21 aprile 2005 scarto il regalo ricevuto (macchina per caffe' Pavoni mod. Cellini) e seguendo le istruzioni provo il funzionamento. La macchina mi si presenta subito con un problema nell'agganciare il filtro porta caffe' all'apparato, a questo punto mi fermo con il montaggio e riposiziono la macchina nel proprio imballo.
2. in data 22 aprile 2005 mi presento presso il negozio Gerardo (dove era stata prenotata la nostra lista di nozze) chiedendo informazioni sul montaggio e funzionamento, a tale proposito viene aperto l'imballo per illustrare il problema; la commessa avendo assistito all'illustrazione prova a prendere il filtro porta caffe' della macchina in esposizione e serrarlo e anche questo modello ha lo stesso problema. A questo punto la commessa mi dice che la cosa e' normale e che quindi la macchina va bene, io continuo a spiegargli che l'aggancio all'apparato non e' adeguato in quanto si aggancia solo per qualche millimetro non riuscendo mai a raggiungere la mezzeria dell'apparato riscaldante ma la commessa continua ad insistere che la macchina va bene e quindi io riprendo la macchina e la porto a casa. Riposizionando tutto il necessario per il funzionamento provo a fare un caffe' ed immediatamente casca il filtro porta caffe' (non ostante avessi cercato di serrarlo il piu' possibile) e facendo uscire acqua bollente dall'apparato.
3. in data 23 aprile provo a fare altri caffe' con miscele diverse ma il problema persiste e in alcuni casi continua a cascare il filtro rompendo anche una tazzina da caffe'.
4. in data 26 aprile chiamo la ditta Pavoni di Milano chiedendo di essere messo in comunicazione con un tecnico. Parlando con il tecnico mi viene detto che la cosa non e' normale ma che telefonicamente non possono valutare la situazione. I giorni seguenti provo a fare altri caffe' ma la macchina si comporta nella stessa maniera rompendo nuovamente un bicchiere da caffe'.
5. in data 12 maggio 2005 porto la macchina al negozio Gerardo per restituire la macchina e avere in dietro i soldi dell'acquisto ma la commessa mi dice che i soldi non me li dara' mai e che comunque io devo portare la macchina ad un centro assistenza, io dico che secondo la legge (decreto legislativo n° 24 del 2 febbraio 2002) i responsabili sono loro in quanto mi hanno venduto la macchina e che quindi loro eventualmente devono contattare il centro assistenza e consegnare il macchia. Per la commessa non e' cosi ma sostiene che chiamera' il rappresentante per farla ritirare e farla visionare a Firenze, ed insistendo piu' volte che ci vorra' piu' di un mese. A tale situazione decido di lasciarli la macchina insistendo che la riconsegna della macchina e' comunque stabilita per legge in un congruo termine di 15 giorni solari. Dopo tutto quanto in appresso descritto mi vedro' costretto a rifiutare la restituzione della macchina, quindi la restituzione della somma pagata in buono acquisto (in quanto difettosa e non piu' nuova come al primo avviso in negozio 22 aprile 2005), riservandomi comunque la messa in mora dei fatti sopra descritti e di avviare le vie legali se non mi verranno riconosciuti i miei diritti di consumatore.
Alessandro, da Quiesa
Risposta ADUC
Riteniamo che tale lettera non sia impostata bene. Dovrebbe prima di tutto essere piu' conciso nel decrivere i fatti (tolga tutti i dettagli non importanti, come il primo contatto andato a vuoto e la cronaca di tutti i suoi tentativi di far funzionare la macchina), rivolgendosi direttamente alla controparte con precise richieste e minacciando esplicitamente le vie legali in caso non provvedano entro un termine preciso (i 15gg, che non c'entrano niente col termine legale di riconsegna in caso di riparazione, inesistente in quanto, appunto, la legge si limita a definirlo congruo). Puo' seguire, in tal senso, lo schema da noi proposto in questa scheda pratica:
clicca qui. Da cio' che scrive capiamo anche che e' stata fatta un po' di confusione rispetto a cio' che prevede la legge (d.lgs.24/2002). La risoluzione contrattuale, infatti, con la conseguente restituzione del prezzo pagato, puo' avvenire solo nei casi in cui si rivelino impossibili, eccessivamente onerose o non risolutive la riparazione o la sostituzione (prima scelta a disposizione del consumatore). Inoltre per poter utilizzare tale legge deve essere rilevata, e chiaramente contestata, la presenza sul bene di un vizio di produzione, comunque presumibile da parte sua se la contestazione avviene nei primi sei mesi dall'acquisto. La rimandiamo all'attenta lettura di questa scheda pratica, nonche' al testo della legge all'interno della quale trova il link: clicca qui
clicca qui. Da cio' che scrive capiamo anche che e' stata fatta un po' di confusione rispetto a cio' che prevede la legge (d.lgs.24/2002). La risoluzione contrattuale, infatti, con la conseguente restituzione del prezzo pagato, puo' avvenire solo nei casi in cui si rivelino impossibili, eccessivamente onerose o non risolutive la riparazione o la sostituzione (prima scelta a disposizione del consumatore). Inoltre per poter utilizzare tale legge deve essere rilevata, e chiaramente contestata, la presenza sul bene di un vizio di produzione, comunque presumibile da parte sua se la contestazione avviene nei primi sei mesi dall'acquisto. La rimandiamo all'attenta lettura di questa scheda pratica, nonche' al testo della legge all'interno della quale trova il link: clicca qui
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