Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 febbraio 2005
Cara ADUC, spero davvero ci sia una risposta alla questione che intendo porvi. Ad ogni modo la mia vuole essere innanzitutto una denuncia. Cerchero' di sintetizzare quanto piu' possibile.
Mio marito ha avuto un incidente stradale circa 5 anni fa. Essendo stato sottoposto ad esame alcolometrico (con esami del sangue effettuati in ospedale subito dopo l'incidente e risultati positivi) vive da allora una condizione a dir poco penalizzante e "criminalizzante" verso la sua persona e dignita', culminata a Giugno 2004 nel ritiro della patente per 1 anno. A tale epilogo si e' giunti in seguito all'ennesimo controllo (esame alcolometrico) al quale mio marito e' costretto a sottoporsi periodicamente appunto oramai da quasi 5 anni per avere il rinnovo della patente. Il controllo in questione prevede 3 prelievi del sangue fatti a giorni alterni nell'arco della settimana. L'ultimo controllo ha dato due esiti (0,01 e 0,02) entro il parametro limite stabilito (0,50) ed uno (0,59) oltre il parametro. Alla luce di tali risultati la patente e' stata sospesa per 1 anno. A nulla e' valso l'appello rivolto da mio marito alla commissione medica della nostra citta' (Forli') di ripetere gli esami, in quanto certo di essere incappato in un errore. Di fronte alla mancanza di buon senso(che in questi mesi ho potuto appurare essere una costante della burocrazia e delle leggi che la governano) per non dire di sensibilita' ed umanita' (decisamente assenti), alla totale ignoranza degli attori competenti coinvolti incapaci di dare delucidazioni sull'argomento, sull'iter della pratica, sulle autorita' interlocutorie, sui tempi, sugli sviluppi da attendersi, etc, innanzi a tutto cio appunto ci siamo rivolti ad un avvocato che ha inoltrato una pratica di ricorso al Ministero dei Trasporti di Roma (unico "mezzuccio" a nostra disposizione per poter tentare di rivalersi per il danno arrecato). E vi assicuro che il danno c'e' stato, non solo di carattere psicologico ma anche e soprattutto economico visto che mio marito ha perso il lavoro essendo agente di commercio e sprovvisto di patente. Il ricorso e' stato presentato a Luglio 2004. Il primo cenno di riscontro e' arrivato a Dicembre 2004. Mio marito e' stato convocato a Gennaio 2005 per accertamenti medici presso la commissione medica della Polfer di Bologna e gli e' stato chiesto di presentare entro 90 gg dalla visita esami del sangue prestabiliti ai quali si sta sottoponendo in questi giorni. Ammesso che l'esito degli esami sia soddisfacente, la commissione di Bologna inoltrera' la pratica nuovamente al Ministero di Roma il quale la passera' al vaglio di altre 2 commissioni. Per dirla in breve ci e' stato detto che ci vorra' ancora almeno un mese per vedersi riconsegnare la patente. E l'anno di sospensione e' quasi agli "sgoccioli".
La vicenda ha veramente del GROTTESCO. Non entro nel merito di cio' che questo incubo ha determinato nelle vite di due persone giovani, sposate da due anni e la cui aspirazione era costruirsi un futuro sereno.
Ho timore che non potremo rivalerci su nessuno per essere ripagati del danno subito. E' proprio questo che desidero chiedervi. C'e' qualcuno che puo' rispondere per quanto stiamo passando?
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete riservarmi.
Cordiali Saluti.
Sabrina, da Forli'
Mio marito ha avuto un incidente stradale circa 5 anni fa. Essendo stato sottoposto ad esame alcolometrico (con esami del sangue effettuati in ospedale subito dopo l'incidente e risultati positivi) vive da allora una condizione a dir poco penalizzante e "criminalizzante" verso la sua persona e dignita', culminata a Giugno 2004 nel ritiro della patente per 1 anno. A tale epilogo si e' giunti in seguito all'ennesimo controllo (esame alcolometrico) al quale mio marito e' costretto a sottoporsi periodicamente appunto oramai da quasi 5 anni per avere il rinnovo della patente. Il controllo in questione prevede 3 prelievi del sangue fatti a giorni alterni nell'arco della settimana. L'ultimo controllo ha dato due esiti (0,01 e 0,02) entro il parametro limite stabilito (0,50) ed uno (0,59) oltre il parametro. Alla luce di tali risultati la patente e' stata sospesa per 1 anno. A nulla e' valso l'appello rivolto da mio marito alla commissione medica della nostra citta' (Forli') di ripetere gli esami, in quanto certo di essere incappato in un errore. Di fronte alla mancanza di buon senso(che in questi mesi ho potuto appurare essere una costante della burocrazia e delle leggi che la governano) per non dire di sensibilita' ed umanita' (decisamente assenti), alla totale ignoranza degli attori competenti coinvolti incapaci di dare delucidazioni sull'argomento, sull'iter della pratica, sulle autorita' interlocutorie, sui tempi, sugli sviluppi da attendersi, etc, innanzi a tutto cio appunto ci siamo rivolti ad un avvocato che ha inoltrato una pratica di ricorso al Ministero dei Trasporti di Roma (unico "mezzuccio" a nostra disposizione per poter tentare di rivalersi per il danno arrecato). E vi assicuro che il danno c'e' stato, non solo di carattere psicologico ma anche e soprattutto economico visto che mio marito ha perso il lavoro essendo agente di commercio e sprovvisto di patente. Il ricorso e' stato presentato a Luglio 2004. Il primo cenno di riscontro e' arrivato a Dicembre 2004. Mio marito e' stato convocato a Gennaio 2005 per accertamenti medici presso la commissione medica della Polfer di Bologna e gli e' stato chiesto di presentare entro 90 gg dalla visita esami del sangue prestabiliti ai quali si sta sottoponendo in questi giorni. Ammesso che l'esito degli esami sia soddisfacente, la commissione di Bologna inoltrera' la pratica nuovamente al Ministero di Roma il quale la passera' al vaglio di altre 2 commissioni. Per dirla in breve ci e' stato detto che ci vorra' ancora almeno un mese per vedersi riconsegnare la patente. E l'anno di sospensione e' quasi agli "sgoccioli".
La vicenda ha veramente del GROTTESCO. Non entro nel merito di cio' che questo incubo ha determinato nelle vite di due persone giovani, sposate da due anni e la cui aspirazione era costruirsi un futuro sereno.
Ho timore che non potremo rivalerci su nessuno per essere ripagati del danno subito. E' proprio questo che desidero chiedervi. C'e' qualcuno che puo' rispondere per quanto stiamo passando?
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete riservarmi.
Cordiali Saluti.
Sabrina, da Forli'
Risposta ADUC
non siamo in grado di risponderle, ma dovrebbe esserlo l'avvocato a cui vi siete rivolti e che conosce la vicenda e le pratiche nei minimi particolari, che sono necessari nel caso in cui vi potesse ravvedere un qualche illecito civile o penale da parte della pubblica amministrazione.
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