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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 dicembre 2004
Domanda 4 dicembre 2004
Gentilissimi Signori/e, vorrei proporvi un quesito relativo ad un mutuo ipotecario a tasso variabile (corrispondente al Prime Rate ABI) che io e mia moglie abbiamo stipulato in data 03/11/1997 (ultima rata 03/11/2012) con la Banca di Credito Cooperativo del Friuli Centrale (coordinate bancarie = P-08637-64440) per l'ampliamento e la ristrutturazione della nostra abitazione (un cosiddetto "mutuo prima casa").
Prima di stipulare il mutuo, io e mia moglie, di nostra iniziativa, abbiamo acquistato dieci azioni della banca per poter diventare soci e quindi usufruire di un tasso d'interesse "agevolato".
In sostanza, il tasso di interesse dovuto alla banca, anziche' corrispondere al Prime Rate ABI come per i clienti non-soci, era pari al 92% del Prime Rate ABI vigente (per intenderci, nel 1997 era del 9% e quindi noi pagavamo l'8, 30%). In occasione dell'ultima rata pagata (paghiamo una rata a semestre), visto che il Prime Rate ABI era del 7.125%, abbiamo pagato il 92% di tale valore e quindi un interesse del 6, 55% circa.
Venerdi' 26/11/04, abbiamo ricevuto una lettera della banca (datata 22/11/04) in cui ci viene chiesto di restituire firmata entro il 31/11/04 una copia (datata pero' 18/11/04) della stessa lettera una copia della stessa in cui ci informano che - visto che dal 31/12/04 l'ABI cessera' la rilevazione del Prime Rate, il nuovo criterio per determinare il tasso d'interesse sara' d'ora in poi l'"Euribor 6 mesi lettera (media mensile mese precedente) piu' Spread 3, 30. Il tasso come sopra determinato, dovrebbe quindi corrisponde attualmente al 5, 50%. Teoricamente, se non cambieranno le carte in tavola, in quanto soci, dovremmo pagare il 92% di tale valore e quindi il 5, 10%.
In un primo momento il tasso d'interesse che ci verra' applicato sembrerebbe per noi piu' vantaggioso (5, 10 o nel peggiore dei casi 5, 50%, contro il 6, 55% pagato con l'ultima rata).
Ora, premettendo che in campo bancario sia io che mia moglie non ci capiamo molto, ho fatto una piccola ricerca in Internet ed ho trovato una tabella - che sembrerebbe rilasciata dal Dipartimento del Tesoro - che dice che fino al 31/12/2004 per i mutui a tasso variabile (come lo e' di fatto il nostro) i tassi medi annui sono del 3, 84% mentre il tasso considerato usurario e' del 5, 77%.
In definitiva, prima di andare a parlare con il direttore della banca che ogni volta mi riempie la testa di numeri e sigle in modo da "farmi capire" che sul mercato non esiste niente di meglio di quello che ci offrono loro e che poi, di fatto, devo comunque subire, ci piacerebbe molto ricevere - se possibile - un vostro parere in merito a questa questione (della quale ci hanno informato un giorno lavorativo prima della data in cui ci chiedono di sottoscriverla) ed in particolare:.
- possiamo realmente considerare, come sembrerebbe in apparenza, l'Euribor un indice vantaggioso per noi rispetto al Prime Rate ABI?
- come consumatori "in balia" delle banche, e' possibile pretendere una ricontrattazione del mutuo in modo che il tasso d'interesse si avvicini di piu' al tasso medio annuo della succitata tabella? (A patto che quest'ultima abbia un un valore accreditabile).
- se nella succitata tabella, il tasso considerato usurario e' del 5, 77% e noi abbiamo pagato il 6, 55% (ma avremmo pagato il 7, 125% se non fossimo stati soci) significa che ci hanno frodato? In caso affermativo, possiamo in qualche modo rivalerci?
- E' vero che, come ho letto su un documento trovato in Internet, secondo la Legge n. 154/92 i contratti di mutuo a tasso variabile che non fanno riferimento a parametri fissi (il nostro faceva riferimento solo ed esclusivamente al Prime Rate ABI) potrebbero anche essere considerati nulli relativamente alle clausole che parlano del tasso d'interesse?
Mi scuso fin da adesso per le domande che, forse, saranno banali ma, come vi ho gia' detto, in campo bancario e finanziario non ho molte competenze e vi sarei molto grato se poteste aiutarmi.
Ringraziandovi per l'attenzione, vi porgo i piu' cordiali saluti.
Loris, da Moruzzo

Risposta ADUC
il prospetto da lei reperito si riferisce ai contratti che verranno stipulati nel trimestre attuale.
Non le diciamo che debba accettare la variazione: il contratto viene modificato e se non c'e' accordo nulla le impedisce di agire in giudizio. Tuttavia, consiglieremmo semmai di mirare ad un tasso fisso, anche il massimo tasso fisso possibile purche' pero' sia definitivo: con i variabili, rischierete sempre e comunque di pagare piu' del necessario. Cio' che pero' occorre capire e' che il tasso non e' superabile nei limiti d'usura nel momento della stipula, ma non vi sono vincoli per il futuro.
E' anche vero, come gia' dettole, che in questo caso la soluzione rimane una sola: se non c'e' accordo, potete solo agire in giudizio, in quanto a fronte della modifica non ci sono piu' criteri prefissati.
Consigliamo di diffidare da valutazioni troppo ottimistiche di altro genere, in quanto nutrire false aspettative in merito alla possibilita' di annullare un contratto con troppa facilita' e' sicuramente piu' dannoso che altro.
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