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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 ottobre 2004
Domanda 23 ottobre 2004
Mia moglie ha presentato per il periodo di imposta 2001 la dichiarazione dove espone il reddito di due immobili. Il reddito complessivo (RN1) ammonta a L. 5793, con deduzione per abitazione principale (RN4) di L. 2940. Il rigo RN3 (oneri deducibili) non riporta nessuna cifra. Nel mio unico, per lo stesso periodo, leggo nelle istruzioni sulle detrazioni per familiari a carico (pag. 28): "Dal punto di vista fiscale sono considerati familiari a carico tutti i membri della vostra famiglia che nel 2001 non hanno posseduto un reddito complessivo superiore a Euro 2840.51, pari a Lire 5.500.000, al lordo degli oneri deducibili". Piu' avanti specifica "Nel limite di reddito... di Lire 5.500.000, al lordo degli oneri deducibili... devono essere compresi: - le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali...
- i redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera... "Come si vede non c'e' menzione del reddito prima casa. Ne', nel mio modo di intendere, e' possibile interpretare tale reddito come un "onere". Il rigo RN4 riporta infatti la descrizione "Deduzione per l'abitazione principale". Nessuna indicazione, nemmeno a pag. 44 delle istruzioni, che si tratti di un "onere", mentre e' chiaro, nella stessa pagina, che gli oneri deducibili sono quelli esposti nel rigo P28, che nell'unico di mia moglie e' vuoto. Ho pertanto capito che dal reddito complessivo di mia moglie non avrei potuto dedurre, al fine di considerarla a mio carico, i soli "oneri", e avrei potuto dedurre il reddito prima casa. Per queste considerazioni il reddito di mia moglie sarebbe stato di Lire (5743-2940) = 2803 (000, importo inferiore al limite di 5500. L'ho pertanto considerata a mio carico nel mio Unico 2002. L'agenzia delle Entrate mi ha richiesto la documentazione relativa ai familiari a carico. Negli uffici della stessa Agenzia il funzionario mi ha contestato la mia dichiarazione, e mi ha preannunciato un avviso di accertamento pari alla detrazione di imposta per coniuge a carico, piu' ammenda ed interessi. Alle mie rimostranze ammetteva che le istruzioni riportate nel fascicolo 1 relativo all'Unico 2002 Persone Fisiche non erano chiare, ma chiare erano le disposizioni che l'Agenzia delle entrate aveva diramato al suo interno, secondo le quali ai fini del calcolo del tetto doveva considerarsi anche la rendita dell'abitazione principale. Devo credere che l'interpretazione della legge da parte del funzionario dell'Agenzia sia corretta. Mi resta pero' il dubbio di dover pagare ammenda ed interessi causati da una mia interpretazione razionale di una istruzione non sufficientemente chiara. Quali possibilita' ha un cittadino di difendersi quando e' indotto in errore da istruzioni non sufficientemente chiare? Si badi bene, sono confuse e contradditorie per me che ho una una laurea in Economia. Il cittadino normale deve per forza farsi assistere da esperti professionisti anche quando deve presentare un Unico assai semplice, costituito da redditi di lavoro o pensione, come il sottoscritto? Cordialmente.
Ugo, da Roma

Risposta ADUC
noi non ci occupiamo di questa materia: occorre si rivolga al caaf di un sindacato di categoria (oppure, potrebbe presentare un interpello all'Agenzia Entrate, mediante il Garante del Contribuente, sul punto specifico).
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