Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 ottobre 2004
Spett. le Aduc, due anni fa ho stipulato una polizza infortuni decennale. Al momento della stipula credevo che si potesse disdire alla scadenza di ogni anno, invece ho scoperto in seguito che potevo disdire solo alla scadenza (Maggio 2013) o in determinati casi (dopo la liquidazione di un infortunio ad esempio). Percio' il 15 maggio scorso avrei dovuto versare la somma di 173 euro semestrale alla Gan Italia. Pochi giorni dopo ho chiesto di parlare con il direttore dell'Agenzia di Roma Portuense, che ha emesso la polizza, chiedendone l'annullamento in via del tutto eccezionale (purtroppo sto sostenendo delle grosse spese di denaro per curare mio padre e non posso piu' permettermi di pagare queste cifre). A suo tempo il titolare dell'agenzia, dopo aver esaminato le ricevute delle spese mediche, mi diede a parole ampie assicurazioni in merito, garantendomi l'annullamento della polizza. Sono passati cinque mesi da allora. Quindici giorni fa ho avuto un infortunio che mi costretto anche ad un intervento chirurgico in Day Hospital, ma non ho presentato richiesta di indennizzo all'assicurazione in quanto per me la questione si poteva dichiarare chiusa. Tre giorni fa invece mi e' giunta a casa una raccomandata in cui la Gan mi chiedeva il pagamento della polizza infortuni, avvisandomi che se entro 15 giorni non adempiro', adiranno per vie legali. Se avessi saputo che la mia richiesta di annullamento non fosse stata accettata in qualche modo, anche facendomi prestare dei soldi, avrei cercato di pagare la polizza per restare comunque coperto dall'assicurazione e, in tal caso, avrei potuto presentare richiesta di indennizzo per l'infortunio subito. Ho cercato di ricontattare il titolare dell'agenzia ma non e' mai rintracciabile. Insomma io mi sono fidato della parola del titolare dell'agenzia e ho prestato fede al nostro patto verbale, invece ora mi ritrovo a pagare una polizza che credevo estinta da cinque mesi. Questa convinzione si era rafforzata in me anche perche' durante tutto questo tempo nessuno dell'agenzia mi ha contattato per sollecitarne il pagamento. E' possibile chiedere l'annullamento della polizza basandomi soltanto sulla "parola" del direttore? Possono agire in giudizio contro di me anche dopo cinque mesi dalla scadenza del premio, senza avermi mai "sollecitato" al pagamento? Ma e' possibile che la legge permetta queste trappole decennali, senza dare la possibilita' al cliente di disdire la polizza se in difficolta' economiche? Se proprio debbo pagarla, posso dimostrare che anch'io ho subito un danno da questa vicenda perche' mi avevano dato la parola che la polizza sarebbe stata annullata, non permettendomi cosi' di pagarla anche successivamente e privandomi cosi' la possibilita' di presentare quindici giorni fa richiesta di indennizzo per l'infortunio subito? Aspetto in merito una vostra gradita risposta. Distinti Saluti.
Massimiliano, da Roma
Massimiliano, da Roma
Risposta ADUC
quantomeno ha imparato che la parola, almeno nell'ambito contrattualistico, non vale nulla. La richiesta che le hanno inviato per il pagamento, ci sembra legittima. Ci sono, a nostro avviso due possibilita':
- dimostrare cio' che le e' stato detto (con testimonianze) e farsi valere di conseguenza.
- pagare il dovuto e chiedere una scissione anticipata della polizza, dichiarandosi disposto al pagamento di una penale. Prima per via bonaria e, in caso di insuccesso, per via formale: raccomandata A/R in cui chiede la scissione anticipata e si dichiara disposto a pagare una penale di xx euro, e chiede che le si dia comunicazione dell'accettazione della sua proposta entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata stessa, minacciando in alternativa le vie legali. Passato infruttuosamente il tempo dato, si rivolga al giudice di pace della sua citta', che decidera' per voi, se nel caso.
- dimostrare cio' che le e' stato detto (con testimonianze) e farsi valere di conseguenza.
- pagare il dovuto e chiedere una scissione anticipata della polizza, dichiarandosi disposto al pagamento di una penale. Prima per via bonaria e, in caso di insuccesso, per via formale: raccomandata A/R in cui chiede la scissione anticipata e si dichiara disposto a pagare una penale di xx euro, e chiede che le si dia comunicazione dell'accettazione della sua proposta entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata stessa, minacciando in alternativa le vie legali. Passato infruttuosamente il tempo dato, si rivolga al giudice di pace della sua citta', che decidera' per voi, se nel caso.
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