Martedì 9 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 aprile 2004
Domanda 16 aprile 2004
Vorrei segnalare il mio caso.
-Ero titolare di una utenza telefonica contraddistinta col n. xxx ad uso abitativo in Salerno al viale delle Ginestre n. 30.
-Ho seVmpre avuto consumi costanti nell'ordine medio delle 300/400.000 delle vecchie lire ogni bimestre, consumo consolidatosi negli anni.
-Le lusinghe dei nuovi gestori delle linee telefoniche mi indussero alla stipula di contratto con Wind con decorrenza dal mese di agosto 2000 e successivamente con Infostrada del mese di settembre 2000.
-Interessato, ancora, dai servizi a banda larga pubblicizzati dal nuovo gestore Kingcom mi inducevo a sottoscrivere in data 31.01.2001 ulteriore contratto con la nuova societa'.
-La moltiplicazione delle opzioni sempre "appoggiate" all'unico numero originario Telecom fornito di una sola linea, ha, determinato, piuttosto che una auspicata e preventivata riduzione dei costi, una vera e propria intollerabile moltiplicazione ed aumento degli stessi.
-Ed infatti a fronte di una bolletta Telecom relativa al IV bimestre 2001 con un incremento di L. 779.000 sono stato destinatario di due abnormi fatture della Kingcom in data 29.11.2001, relativa al periodo 27/2/01-30/09/01 per L. 1.804.000, ed in data 7/01/02 interessante il periodo dal 1/10/01 al 31/12 successivo, per l'astronomico importo di L. 3.533.000.
-Per parte loro, sempre nello stesso periodo, Infostrada richiedeva l'importo di L. 500.000 mentre Wind inviava fattura per L. 600.000.
-In definitiva per l'intero anno 2001, i vari gestori telefonici mi richiedevano complessivamente un importo di L. 10.000.000 di vecchie lire rispetto ad un consumo, consolidato nel corso degli anni, di circa 2 milioni su base annua.
-La paradossale situazione mi induceva ad una prima, parziale analisi dei tabulati relativi alle distinte societa' cosi' venendo a scoprire una serie di incomprensibili sovrapposizioni di addebiti.
-In effetti dal riscontro comparativo dei tabulati si evidenziava che in alcuni casi la stessa telefonata veniva addebitata e richiesta dai due gestori, mentre altre volte risultava che nel corso di una telefonata addebitata da un gestore risultavano addebitate telefonate verso altri destinatari da un altro gestore o addirittura altri due gestori e questo in assenza di una linea ISDN.
-La particolarita' e gravita' della situazione mi induceva ad inviare lettera-diffida circolare ai diversi gestori richiedendo urgenti spiegazioni e giustificazioni nonche' sollecitando l'invio di tutti i tabulati mancanti relativi al traffico addebitato al fine di ogni compiuto riscontro ed in particolare, alla Telecom, l'invio di due fatture relative al periodo interessato regolarmente pagate a mezzo accredito diretto in conto corrente e mai ricevute.
-In relazione ai fatti segnalati procedevo all'immediato recesso dai contratti con i gestori diversi da Telecom.
-E' a dirsi che ad eccezione, tuttavia, di un iniziale riscontro solo telefonico dell'apparentemente dispiaciuta e stupita Kingcom, tutte le lettere di diffida da me inviate sino ad oggi sono rimaste prive di riscontro.
-A margine di tali silenzi colpevoli alle richieste di chiarimento - gravi specialmente con riferimento alla Telecom quale gestore dell'utenza principale - iniziavano una serie di solleciti di pagamento da parte della societa' a capitale pubblico seguiti alla minaccia di distacco dell'utenza attuato, nel traffico in uscita il 13.05.2002 e relativamente a quello di entrata dal 11/05/2002.
-Il distacco dell'utenza veniva dalla societa' attuato nonostante una prima diffida telegrafica del mio legale, avv. Gianfranco Mobilio da Salerno, ed una mia nota ricevuta dalla Telecom in data antecedente al distacco.
-Nelle richieste di chiarimenti e anche nella mia ultima indicata missiva ho sempre manifestato l'intenzione e la disponibilita' al pagamento del dovuto lamentando il mancato riscontro alla varie missive di richieste di giustificazioni e chiarimenti in ordine a quanto fatto oggetto di reclamo nonche' alla inevasa richiesta delle due fatture mai pervenute.
-Tutto quanto riferito avveniva in totale dispregio degli art. 4 e 6 della Carta dei Servizi Telecom in virtu' della quale la stessa e' impegnata a fornire entro trenta giorni una risposta scritta a fronte dei reclami inoltrati ed in dispregio del IV comma dell'art. 17 delle condizioni generali di contratto in cui la facolta' di sospensione del servizio prevista dagli artt. 18 e 19, e' sospesa fino alla comunicazione al Cliente dell'esito del reclamo stesso.
-In seguito al distacco dell'utenza proponevo ricorso al Presidente del Tribunale di Salerno ex art 700 C. P. C. anche in relazione a specifiche necessita' familiari laddove mia madre, vedova ed anziana, convive con mia sorella portatrice di handicap con necessita' costante, pertanto, di immediata reperibilita' per improvvise richieste di assistenza oggi impedite dalle ulteriori possibilita' del mezzo principe di comunicazione.
-Tale ricorso, nel settembre 2002, veniva rigettato non ravvisando il Giudice i motivi di urgenza ritenendo che per le comunicazioni urgenti potevo, in alternativa, usufruire della telefonia mobile.
-Successivamente, in data 12 maggio 2003 ricevevo da una societa' di recupero crediti una raccomandata con l'invito a versare entro giorni cinque dalla ricezione la somma dovuta di euro 1481.01.
- A tale ultima nota non ho inteso dare alcun riscontro nella convinzione delle mie ragioni da far valere eventualmente in sede di opposizione.
- Successivamente la Telecom, evidentemente modificando il suo comportamento, in data 29 settembre 2003, mi ha inviato all'indirizzo in cui ha sede il mio studio professionale di ingegnere, una R. A. R. in cui (sic!) lamentava la mancanza di riscontro ai precedenti solleciti e mi informava che avrebbe provveduto a riaddebitare l'importo dovuto (euro 1481.01) sulla bolletta relativa all'utenza telefonica xxx relativa al mio studio.
-E, infatti, nella successiva bolletta relativa al bimestre novembre-dicembre 2003, oltre ai costi dell'utenza telefonica dello studio mi e' stato addebitato l' importo di euro 1485.08.
-In relazione a tale ultima fattura, in data 15.01.2004, per tutti i motivi in precedenza riferiti, ho inoltrato regolare reclamo per la quota eccedente i normali servizi che ho regolarmente pagato.
-Ancora una volta, in dispregio a tutti gli obblighi sia contrattuali che relativi alla carta dei servizi, la Telecom non solo ha ritenuto di non dover dare alcun riscontro al reclamo ma in data 2 aprile mi ha inviato una nota datata 20.03.2004 in cui mi comunicava che il mancato pagamento della precedente fattura nei quindi giorni successivi alla data della missiva avrebbe comportato il distacco anche di questa utenza.
Premessi i fatti innanzi indicati e' da segnalare il continuo inadempimento della Telecom alle richieste di chiarimenti in piu' sedi e con diverse forme sollecitate.
Si segnala allo scopo che, come innanzi detto, ai sensi dell'art. 17, comma 4 delle Condizioni Generali di Contratto, la facolta' di sospensione del servizio prevista dagli artt. 18 e 19 e' sospesa fino alla comunicazione al cliente dell'esito dello stesso reclamo.
Si segnala ulteriormente che la diversita' delle utenze, uso abitativo e uso studio, determina palese illegittimita' dell'uso del diverso contratto ad uso ufficio per il recupero coattivo e per certi aspetti coatto di somme di presunti crediti maturati sull'utenza abitativa non giustificati all'esito dei reclami.
Si segnala ancora il ragguardevole danno che deriverebbe al sottoscritto dall'eventuale distacco dell'utenza professionale anche per l'accesso al servizio Internet (Tin. it ADSL) che costituisce, oggi, strumento operativo di notevole importanza senza tenere conto che ho gia' subito, a fronte di regolare reclamo anche esso rimasto inevaso, inopinatamente, il distacco dell'utenza abitativa sin dal maggio 2002.
Ho inteso segnalare i fatti come sovraesposti per sollecitare un intervento dei destinatari della presente al fine di evitare di potere essere annoverato tra le c. d. "vittime delle Telecom", in presenza tra l'altro, di una sempre manifestata disponibilita' a pagare l'importo dovuto all'esito, tuttavia, di quei chiarimenti piu' volte sollecitati che rappresentano, nel rispetto del principio di trasparenza, diritto del ricorrente e dovere della Telecom.
Luigi, da Salerno

Risposta ADUC
quello che sinceramente ci chiediamo e' per quale motivo si stia trascinando la questione da due anni senza aver ancora fatto causa. Tutto cio' che ci ha detto e' scontato: non v'erano dubbi che le avrebbero staccate le linee e che avrebbero poi addebitato il tutto sull'altra utenza a suo nome, cosi' come era ovvio che avrebbero ignorato le diffide ed archiviati i reclami come infondati. Informalmente non si risolvono queste situazioni: lei ha perso due anni inutilmente, in quanto dettato loro un termine per provvedere a quanto richiedeva, decorso inutilmente lo stesso, non poteva che agire in giudizio. Possiamo solo invitarla a farlo adesso, se ancora ve ne sono i termini.
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