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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 ottobre 2003
Domanda 31 ottobre 2003
Aiutateci anche voi ed aderite alla Petizione Popolare Appello a favore della vita indipendente per le persone con disabilita'.
Stiamo svolgendo una grossa battaglia per i diritti delle persone con disabilita' per tale motivo di seguito scritto le invio/inviamo petizione popolare per vita indipendente di persone con disabilita', sperando che Voi la promuoviate presso i Vs. colleghi e con i Vs. mezzi di informazione al fine della promulgazione di una proposta di legge che garantisca realmente e senza sorta di sotterfugi o escamotages le applicazioni delle leggi gia' esistenti sulla disabilita'. A mio/nostro avviso sarebbe opportuno un testo di legge e/o emendamento che includa i fondi e/o vengano destinati i fondi della l.162/98 e la l.328/2000 nei LEA in modo di assicurare sempre da parte dello Stato il diritto inviolabile alla vita di ogni persona con disabilita'. Per questi motivi Vi chiedo/chiediamo la Vs. adesione e collaborazione ed un eventuale incontro nella sede che Voi vorrete prima della presentazione ufficiale della stessa petizione che avverra' entro la fine dell'anno in corso. Ed ancora di seguito scritto invio altro materiale esplicativo delle nostre richieste.
Vi ringrazio sentitamente e distintamente Vi saluto

Al Presidente della Repubblica Italiana Al Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano.
Al Presidente della Commissione Unione Europea.
Al Presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati Italiana.
Al Presidente Del Senato e della Camera Della Repubblica Italiana.
Al Presidente Nazionale delle Regioni Ai Presidenti dei Gruppi Senatoriali del Senato della Repubblica Italiana.
Ai Parlamentari tutti.
A mezzi di informazione, trasmissioni televisive, associazioni.

OGGETTO: PETIZIONE POPOLARE A SOSTEGNO DELLA VITA INDIPENDENTE DELLE PERSONE CON DISABILITA' PETIZIONE POPOLARE APPELLO PER I DISABILI VIVI DEL 2003 ADERISCI E SOSTIENICI FIRMA ANCHE TU PERCHE' I DIRITTI NON ABBIANO CONFINI PERCHE' IL DISABILE NON SIA UNA MERCE PERCHE' LA DIGNITA' NON ABBIA UN PREZZO PERCHE' LA LEGGE SIA UGUALE PER TUTTI

FIRMA alla petizione contro l'assistenzialismo arbitrario, per liberta' e la dignita' nella vita, per una societa' piu' giusta, per una vita civile e non discriminante.

La discrezionalita' dei comuni sull'assistenza ai disabili e la non esigibilita' della stessa sono un tratto di barbarie sociali, perche' fondano i rapporti sociali sull'arbitrio e negano i principi costituzionali di difesa dei soggetti piu' deboli e ha ricadute sostanziali su diritti fondamentali quali la liberta', la dignita', pari opportunita', diritto alla vita ed alla salute ed il dovere dello Stato a rimuovere ogni fonte di discriminazione e di disuguaglianza fra tutti i suoi cittadini singoli.

Oggi la tutela da questo arbitrio non e' garantita e questo determina una condizione evidente di disparita' e di ingiustizia. mentre in varie parti del mondo il disabile si afferma come persona unica nella gestione dei suoi bisogni per la sua autonomia fonte anche di nuove, giuste ed importanti centri produttivi globali e non piu' di discriminante, ghettizzante assistenzialismo mirato solo a rimpinguare e sostenere le fasce sociali deboli lillipuziane che abitano le tasche di molti amministratori, operatori fantasmi, progetti devianti ed enti ed associazioni che come i funghi nascono e come funghi spariscono raccolti chi sa da chi facendo cosi' emergere differenze di trattamento, di condizioni sociali, frammentazioni dei diritti dei disabili e spreco indiscriminato di danaro pubblico a favore di chi? Certamente non di chi ne ha vera necessita'. Da una parte quindi produzione senza confini e, dall'altra, diritti confinati.

Non si difende un diritto se lo si lascia a pochi o lo si richiede in pochi, cosi' come un diritto o e' universale o non e'. Per questo la vittoria di questa Petizione, che estende a tutti questi diritti, riguarda dignita', sicurezza e liberta', rende effettiva la nostra Costituzione, da' corpo alla Carta europea dei diritti fondamentali.

6 MOTIVI PER FIRMARE IL CAMBIAMENTO DELL'ATTUALE SISTEMA

1. "Danneggia l'uomo nella sua liberta', dignita' ed uguaglianza e danneggia l'economia delle tasche di ognuno di noi per rimpinguire quelle di pochi e che nulla a che vedere con noi disabili".

2. " Impedisce a noi disabili e famiglie di vivere e contribuire attivamente alla vita del ns Paese".

3. " E' inadeguato ai reali bisogni individuali"

4. "Perche' divide e disuguaglia cittadini di uno stesso Paese".

5. "Perche' e' fuori dagli indirizzi delle politiche sociali dell'Europa e del Mondo".

6. "Perche' l'esercizio del diritto non sia come oggi una mera enunciazione di principio ma un diritto effettivo".

Per informazioni:
Laura [email protected] 057281900 3286853028
Mario [email protected] 0573364653 3339682056

Vita Indipendente [email protected]

Petizione Vita [email protected]

Associazione Centro Studi e Documentazione per L'Handicap CSDH Via Cancellieri, 30 51100 Pistoia

Di cosa parliamo quando parliamo di vita indipendente.
Il concetto di vita indipendente puo' essere inteso come la possibilita' per la persona con disabilita' di compiere delle scelte (qualsiasi tipo di scelta) con le sole limitazioni che hanno le persone senza disabilita'. E' logico quindi che in presenza di disabilita' gravi la vita indipendente possa essere attuata esclusivamente con un servizio di assistenza personale. Per assistenza personale si deve intendere la presenza accanto al disabile, di un professionista, adeguatamente retribuito, che gli permetta di compiere azioni che altrimenti sarebbero impossibili. Si tratta quindi di un rapporto di lavoro, dove la persona con con disabilita' e' il datore e l'assistente l'impiegato. In parole semplici la persona con con disabilita' riceve dall'amministrazione pubblica una cifra con cui pagarsi il servizio, ma e' lui a formare, addestrare, decidere chi assumere, gli orari e le mansioni.
Cosa prevedono le leggi 104 162 e 328 e a chi si applicano la legislazione vigente prevede che le persone con disabilita' che lo vogliono, possano vivere in maniera indipendente (lett. l-ter) del comma 2 dell'art. 39 della Legge n. 104 del 1992 cit., cosi' come modificato dalla lett. c) del comma 1 dell'art. 1 della Legge 21 maggio 1998, n. 162, e cosi' come riportato ancora dalla Legge 8 novembre 2000 n. 328. Cio' si applica secondo la legislazione vigente che prevede l'assistenza personale soltanto per chi viene riconosciuto in situazione di "handicap grave" dall'apposita commissione e quindi si e' stati riconosciuti persona con handicap in situazione di gravita' Gli effetti dei limiti di tali leggi.
I limiti di tali leggi sono tutti riportabili all'ultima legge emanata nell'ambito del sociale che e' la legge n. 328 dell'8 novembre 2000.
Fondamentale nella limitazione e' la mancanza di diritti esigibili nella legge 328/2000 e' stata, riconosciuta dallo stesso On. Gianfranco Morgando, Sottosegretario al tesoro, nella seduta del Senato del 18 luglio 2000. In merito ai finanziamenti, altra condizione sine qua non per l'esigibilita' dei diritti, nella legge 328/2000 viene piu' volte precisato che le prestazioni sono fornite "nei limiti delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali" (art. 4, 6, 14, 18, 20 e 22): il che dimostra ancora una volta, l'assenza di disposizioni azionabili da parte dei cittadini. Da notare che, ai sensi del 4° comma dell'art. 15 della legge 328/2000 "qualora una o piu' Regioni non provvedano all'impegno contabile delle quote di competenza entro i termini indicati nel riparto di cui al 2° comma, il Ministro per la solidarieta' sociale, di concerto con il Ministro della sanita', sentita la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281, provvede alla rideterminazione e riassegnazione dei finanziamenti alle Regioni". In parole semplici, se le Regioni sono inadempienti non viene nominato un commissario ad acta incaricato dell' esecuzione dei provvedimenti non assunti, ma sono revocati i finanziamenti, con le evidenti gravissime conseguenze negative. La legge prevede che tutto possa essere assicurato a tutti, ma nulla e' obbligatorio per i piu' deboli.
Un ruolo molto ampio, a nostro avviso preoccupante, e' assegnato dalla legge 328/2000 al terzo settore e cioe' alla cooperazione sociale. Non solo il terzo settore partecipa "alla gestione e all'offerta dei servizi" ed e' uno dei "soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi" (art. 1, comma 5), ma gli Enti locali, le Regioni e lo Stato sono tenuti a promuovere "azioni per il sostegno e la qualificazione dei soggetti operanti nel terzo settore anche attraverso politiche formative ed interventi per l'accesso agevolato al credito ed ai fondi dell'Unione europea" (art. 5, 1° comma). E' addirittura stabilito che "sulla base di un atto di indirizzo e coordinamento del Governo" le Regioni debbano adottare "specifici indirizzi per regolamentare i rapporti tra enti locali e terzo settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona" (art. 5 comma 3). Come risulta evidente, mentre il Parlamento ed il Governo non hanno voluto dare alcuna garanzia agli utenti dei servizi sociali, hanno definito sia sul piano dei principi generali, sia con molti e precisi dettagli il campo di azione del terzo settore. La speciale benevolenza della legge 328/2000 nei confronti del terzo settore e' la conseguenza diretta dell'intesa fra il Governo e il terzo settore sottoscritta il 12 febbraio 1999. Una delle caratteristiche salienti dell' accordo e' il riconoscimento da parte del Governo del terzo settore quale soggetto politico, sociale ed economico in grado sia di "corrispondere in modo efficace alla domanda insoddisfatta di servizi di interesse collettivo e al diffuso bisogno di "beni relazionali" necessari per la convivenza civile e la coesione sociale", sia di incentivare "l'occupabilita' di lavoratori svantaggiati". In concreto, questi soggetti, se senza congiunti o altri che ne rivendichino i diritti, sono emarginati presso le cooperative sociali. Gli operatori dei servizi sociali, come avviene gia' attualmente, hanno ampie possibilita' discrezionali di inviare nelle cooperative sociali i soggetti che vogliono. Il compenso del lavoro svolto puo' anche essere irrisorio. D'altro lato, se l'utente reclama, rischia di essere espulso e di rimanere abbandonato a se stesso. Disastrose sono, a volte, le conseguenze per gli utenti delle strutture (comunita' alloggio, centri diurni ecc.) gestite da cooperative sociali: bambini senza famiglia, adolescenti in difficolta', handicappati intellettivi ecc. Le loro difficolta', infatti, vengono accentuate dal continuo cambiamento degli operatori che sono alla continua ricerca di posti di lavoro piu' remunerativi. Soffrono per l' incessante susseguirsi di nuovi addetti e per le continue mutazioni dei programmi e dei metodi educativi.
Questa e' la tabella di adesioni firme da noi adottata

ADERISCO ALLA PETIZIONE POPOLARE APPELLO A SOSTEGNO DELLA VITA INDIPENDENTE, PROMOSSA DALL' E-GROUP VITA INDIPENDENTE DI YAHOO.

Autorizzo l'uso dei miei dati personali a sostegno di questa petizione e per ricevere informazioni secondo la legge 675/96
COGNOME E NOME
LUOGO E DATA DI NASCITA
LUOGO DI RESIDENZA
DOC. IDENTITA'

FIRMA

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