Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 ottobre 2003
Argomento: pagamenti bollette domiciliate su conto corrente risultati insoluti.
Premesse: nell'ottobre del 2000 ci stabiliamo nella nostra attuale abitazione e sottoscriviamo un contratto di fornitura gas metano con la societa' Arcalgas. Per circa due anni, nonostante le nostre continue richieste, la societa' non e' in grado di attivarci il servizio di domiciliazione bancaria delle bollette. Finalmente tale servizio ci viene attivato nell'ottobre 2002 con regolare contratto tra noi e la Banca. Da allora la societa' ci recapita bollette da cui risulta che il pagamento e' stato regolarmente effettuato tramite addebito sul nostro conto corrente bancario.
Descrizione dei fatti: Quest'estate veniamo contattati dalla nostra banca: ci comunica che la societa' Arcalgas ha evidenziato un problema nei pagamenti delle nostre bollette e che in pratica da circa un anno e mezzo non vengono addebitate sul nostro conto corrente. L'impiegata chiede cortesemente se possiamo farle avere la documentazione per cercare di capire quale sia il problema. Veniamo successivamente a sapere che c'e' stato un errore di trasmissione dei dati societari da parte dell'Arcalgas alla Banca (nel periodo della stipula del contratto nostro con la Banca pare ci sia stato anche un cambio societario della societa' fornitrice del gas) per cui non c'era stato l'addebito sul conto. Pare, inoltre, da dichiarazioni dell'impiegata della banca che le nostre bollette risultavano regolarmente pagata all'Arcalgas perche' un altro utente le saldava al posto nostro a sua insaputa. A questo punto attendiamo una comunicazione ufficiale da parte della societa' Arcalgas per poter mettere a posto il debito.
Circa 10 giorni fa (primi di ottobre 2003) riceviamo una visita da un impiegato della societa' Arcalgas il quale ci segnala molto cordialmente che dai loro controlli le nostre bollette da ottobre 2002 ad aprile 2003 non risultano pagate, e ci invita a firmare un documento in cui ci impegniamo a saldare il "debito" entro 5 giorni utilizzando le nostre vecchie bollette ricevute (peraltro non utilizzabili per il pagamento). Chiariamo la problematica all'impiegato e chiediamo come possiamo saldare il debito e ci chiede di firmare e di contattare telefonicamente la societa' e di mettersi d'accordo. Naturalmente non firmiamo, vista la totale assenza di documentazione ufficiale.
Successivamente un altro incaricato della societa' Arcalgas si mette in contatto telefonico con noi, e con tono estremamente minaccioso ci comunica che dobbiamo saldare subito il 50% del debito e poi si vedra' tramite bonifico su un conto corrente bancario. Dopo alcune patetiche trattative riusciamo ad ottenere un dilazionamento in 4 rate mensili dell'importo totale (che allora risultava di circa 800 euro). Naturalmente chiediamo pero' che ci venga inviata richiesta scritta ed adeguata giustificazione della stessa, in quanto sono in nostro possesso bollette da cui i pagamenti risultano regolarmente effettuati.
Esito: in data 11 ottobre riceviamo raccomandata in cui viene ribadito l'invito a pagare entro 5 giorni l'intero importo (che nel frattempo e' diventato di circa 1200 euro causa controlli piu' approfonditi). In caso contrario la societa' provvedera' "alla sospensione del servizio ed alla rimozione del contatore". A tutt'oggi pero' la societa' NON e' in grado di dimostrare che non abbiamo pagato.
Considerazioni: la societa' Arcalgas si e' sempre dimostrata, in questi 4 anni, difficilmente all'altezza della situazione: uffici fatiscenti e privi di elementi basilari di automazione (le bollette dei primi anni ci arrivavano addirittura scritte a mano).
Il suo incaricato ha sempre utilizzato toni prepotenti e maleducati, fino a diventare minacciosi.
Non abbiamo MAI ricevuto alcuna segnalazione scritta dalla nostra banca. Siamo venuti solo a sapere che effettivamente i pagamenti non sono stati effettuati dalla banca a causa di un errore della societa' Arcalgas (ma ad una nostra richiesta la banca ci ha comunicato che rilascera' un documento, successivo a richiesta scritta all'Istituto bancario, che dichiarera' che ci sono stati alcuni problemi tecnici). Per quello che ne sappiamo, l'unica segnalazione ufficiale ricevuta e' la raccomandata della Arcalgas di sabato scorso.
Noi naturalmente siamo assolutamente disposti a pagare, alla luce delle segnalazioni anche solo verbali della banca, ma ci sembra corretto ricevere documentazione completa da parte di Arcalgas e da parte della banca.
Un'ultima considerazione: noi, come utenti, ci siamo sempre comportati in modo corretto, l'errore evidentemente non e' nostro ma di Arcalgas. In cambio veniamo trattati come delinquenti proprio da Arcalgas, che sfodera con noi un triste e sgradevole repertorio di minacce e maleducazione.
Cosa chiediamo: di essere trattati in modo corretto.
A voi chiediamo invece cosa possiamo fare, quali sono legalmente i nostri diritti ed i nostri doveri in questa situazione. Grazie.
Premesse: nell'ottobre del 2000 ci stabiliamo nella nostra attuale abitazione e sottoscriviamo un contratto di fornitura gas metano con la societa' Arcalgas. Per circa due anni, nonostante le nostre continue richieste, la societa' non e' in grado di attivarci il servizio di domiciliazione bancaria delle bollette. Finalmente tale servizio ci viene attivato nell'ottobre 2002 con regolare contratto tra noi e la Banca. Da allora la societa' ci recapita bollette da cui risulta che il pagamento e' stato regolarmente effettuato tramite addebito sul nostro conto corrente bancario.
Descrizione dei fatti: Quest'estate veniamo contattati dalla nostra banca: ci comunica che la societa' Arcalgas ha evidenziato un problema nei pagamenti delle nostre bollette e che in pratica da circa un anno e mezzo non vengono addebitate sul nostro conto corrente. L'impiegata chiede cortesemente se possiamo farle avere la documentazione per cercare di capire quale sia il problema. Veniamo successivamente a sapere che c'e' stato un errore di trasmissione dei dati societari da parte dell'Arcalgas alla Banca (nel periodo della stipula del contratto nostro con la Banca pare ci sia stato anche un cambio societario della societa' fornitrice del gas) per cui non c'era stato l'addebito sul conto. Pare, inoltre, da dichiarazioni dell'impiegata della banca che le nostre bollette risultavano regolarmente pagata all'Arcalgas perche' un altro utente le saldava al posto nostro a sua insaputa. A questo punto attendiamo una comunicazione ufficiale da parte della societa' Arcalgas per poter mettere a posto il debito.
Circa 10 giorni fa (primi di ottobre 2003) riceviamo una visita da un impiegato della societa' Arcalgas il quale ci segnala molto cordialmente che dai loro controlli le nostre bollette da ottobre 2002 ad aprile 2003 non risultano pagate, e ci invita a firmare un documento in cui ci impegniamo a saldare il "debito" entro 5 giorni utilizzando le nostre vecchie bollette ricevute (peraltro non utilizzabili per il pagamento). Chiariamo la problematica all'impiegato e chiediamo come possiamo saldare il debito e ci chiede di firmare e di contattare telefonicamente la societa' e di mettersi d'accordo. Naturalmente non firmiamo, vista la totale assenza di documentazione ufficiale.
Successivamente un altro incaricato della societa' Arcalgas si mette in contatto telefonico con noi, e con tono estremamente minaccioso ci comunica che dobbiamo saldare subito il 50% del debito e poi si vedra' tramite bonifico su un conto corrente bancario. Dopo alcune patetiche trattative riusciamo ad ottenere un dilazionamento in 4 rate mensili dell'importo totale (che allora risultava di circa 800 euro). Naturalmente chiediamo pero' che ci venga inviata richiesta scritta ed adeguata giustificazione della stessa, in quanto sono in nostro possesso bollette da cui i pagamenti risultano regolarmente effettuati.
Esito: in data 11 ottobre riceviamo raccomandata in cui viene ribadito l'invito a pagare entro 5 giorni l'intero importo (che nel frattempo e' diventato di circa 1200 euro causa controlli piu' approfonditi). In caso contrario la societa' provvedera' "alla sospensione del servizio ed alla rimozione del contatore". A tutt'oggi pero' la societa' NON e' in grado di dimostrare che non abbiamo pagato.
Considerazioni: la societa' Arcalgas si e' sempre dimostrata, in questi 4 anni, difficilmente all'altezza della situazione: uffici fatiscenti e privi di elementi basilari di automazione (le bollette dei primi anni ci arrivavano addirittura scritte a mano).
Il suo incaricato ha sempre utilizzato toni prepotenti e maleducati, fino a diventare minacciosi.
Non abbiamo MAI ricevuto alcuna segnalazione scritta dalla nostra banca. Siamo venuti solo a sapere che effettivamente i pagamenti non sono stati effettuati dalla banca a causa di un errore della societa' Arcalgas (ma ad una nostra richiesta la banca ci ha comunicato che rilascera' un documento, successivo a richiesta scritta all'Istituto bancario, che dichiarera' che ci sono stati alcuni problemi tecnici). Per quello che ne sappiamo, l'unica segnalazione ufficiale ricevuta e' la raccomandata della Arcalgas di sabato scorso.
Noi naturalmente siamo assolutamente disposti a pagare, alla luce delle segnalazioni anche solo verbali della banca, ma ci sembra corretto ricevere documentazione completa da parte di Arcalgas e da parte della banca.
Un'ultima considerazione: noi, come utenti, ci siamo sempre comportati in modo corretto, l'errore evidentemente non e' nostro ma di Arcalgas. In cambio veniamo trattati come delinquenti proprio da Arcalgas, che sfodera con noi un triste e sgradevole repertorio di minacce e maleducazione.
Cosa chiediamo: di essere trattati in modo corretto.
A voi chiediamo invece cosa possiamo fare, quali sono legalmente i nostri diritti ed i nostri doveri in questa situazione. Grazie.
Risposta ADUC
lei si rende conto di non essersi mai accorto di non pagare le fatture, vero? Non e' detto che la sua buona fede verrebbe data tanto per scontata. Qualsiasi errore abbia fatto la societa', non toglie il fatto che -grazie all'altro correntista- le sia praticamente stato fatto un prestito e che il debito debba essere saldato. Poiche' si tratta di fatture gia' emesse e conosciute, di cui doveva conoscere il non pagamento, non avrebbe neanche diritto ad una rateizzazione. Avrebbe diritto di contestare sanzioni e penali, ma il pagamento del debito doveva effettuarlo nei termini di messa in mora e senza ulteriori ritardi: sbaglia nel ragionare cosi' ritenendo di avere ragione e sbaglia nel ritenere di essere stato cosi' corretto. Le minacce -a fronte del debito- sono legittime e comunque non sono minacce, ma una messa in mora: quel meravigioso strumento che noi consigliamo sempre ai consumatori di utilizzare nei confronti delle controparti (non e' meno buono, se a farlo e' l'azienda). Poiche' e' effettivamente cosciente del debito sin dall'estate scorsa, sarebbe opportuno agire con responsabilita' e saldare il tutto. Se pero' vuole fare finta di nulla e perdere un po' di tempo, va bene: invii una raccomandata A/R di risposta, facendo presente la piena e totale disponibilita' al pagamento dietro esibizione delle fatture (che in realta' lei ha, ma faccia pure finta di no) e conseguentemente garantendo di provvedere al saldo immediato e totale entro 7 gg dall'invio delle fatture. In questo modo, si puo' evitare un decreto ingiuntivo ed una denuncia per appropriazione indebita. Ma se non risponde con questa disponibilita' e continua a tirare la corda, il rischio e' quello -non abbiamo dubbi che la denuncia possa poi finire archiviata, pero' il rischio c'e' e di certo non e' piacevole: la speranza e' che si possa dimostrare che siano decorsi i termini per presentarla da parte della ditta.
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