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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 settembre 2003
Domanda 15 settembre 2003
Vi scrivo per avere un vostro parere riguardo alla legittimita' della seguente richiesta di pagamento del canone RAI. Nel 2001 mi sono trasferito, con la mia famiglia ed i miei suoceri, in una nuova abitazione di mia proprieta' pur mantenendo anagraficamente distinti i nostri due nuclei famigliari.
A seguito di cio' ho provveduto ad inviare alla RAI una disdetta di abbonamento con cessione dell'apparecchio televisivo in mio possesso indicando mio suocero come destinatario della cessione, in quanto anch'egli titolare di abbonamento. In questi giorni ho ricevuto dalla RAI una nuova ingiunzione di pagamento motivata come di seguito: "... le precisiamo che da accertamenti svolti presso i competenti UFFICI ANAGRAFICI COMUNALI, lei non risulta nel nucleo familiare anagrafico del titolare dell'abbonamento televisivo di cui ha dichiarato di fruire nella sua comunicazione. Pertanto per agevolarla nell'apertura di un nuovo abbonamento... ". Ora, a parte il fatto che io ho comunicato una disdetta per cessione e non di usufruire di un altro abbonamento, il punto e' che benche' sia vero che anagraficamente i nostri nuclei familiari siano distinti, di fatto conviviamo nella stessa casa. Puntualizzo che questa non e' in alcun modo divisa in due appartamenti e che tutte le altre utenze, acqua, luce e gas sono uniche. Detto questo non mi sembra ragionevole che per guardare la televisione nel mio salotto si debbano pagare due abbonamenti RAI: uno dovrebbe essere piu' che sufficiente!
La mia convinzione e' che la richiesta RAI oltre che irragionevole sia anche giuridicamente infondata. Un vostro parere ed un suggerimento su come porre definitivamente termine alla questione, mi risulterebbero molto utili.
Ringrazio anticipatamente

Risposta ADUC
se lei ha dichiarato di fruire dell'abbonamento di suo suocero, ha ragione l'Urar. Se invece ha ceduto il televisore e dichiarato di non usufruirne, in quanto -anche in assenza di una divisione catastale- sia possibile sostenere che il televisore rimane nelle stanze e quindi del possesso del suocero, senza alcuna condivisione... allora non dovrebbe pagare.
Ovviamente, e' piu' facile ipotizzare un co-possesso anche per il televisore. Pero', dipende da come lei si esprimera' nella contestazione e da quanto sia effettivamente possibile fare.
In quanto, da questo punto di vista, la norma e' strutturata cosi' male che l'Urar puo' vedersi riconosciuta la ragione.
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