Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 febbraio 2003
Gentili Signori, mai come quest'anno ho pagato controvoglia l'abbonamento TV, con la convinzione di sborsare un vero e proprio balzello non dovuto, dato che, ormai da tempo, le mie visite sui tre canali RAI sono praticamente inesistenti.
Infatti, sono stanco di vedere nella TV Pubblica sedicenti santoni, lottologhi e veggenti (sono esclusi il "Divino Otelma" ed "Alias Silias Trilias", che non saprei come definire senza ricorrere al turpiloquio...); e sono stanco anche di un altro autentico cialtrone, sedicente mago che - come qualche tempo fa ha chiaramente documentato "Striscia la notizia" - usa i denari degli abbonati per fare giochetti non proprio puliti (mi piacerebbe sapere se qualcuno ha approfondito il caso!..).
E poi, non ne posso piu' degli atletici ed eternamente ridanciani Teen Agers Americani, degli inseguimenti in macchina dei poliziotti Americani, degli efficienti ospedali Americani, dei fottuti Marines Americani, dei bastardi detectives Americani, dei documentari Americani sulla capra dalla coda bianca del Minnesota...
E sono stanco della continua riproposizione del fiabesco, artificioso stile di vita Americano e della stucchevole famiglia-tipo Americana: i figlioli intelligenti ed assennati, il papa' buono e comprensivo, la mogliettina perennemente sculettante, i quali, tutti insieme, con la mano sul cuore, cantano l'inno Nazionale Americano davanti alla bandiera Americana, sul prato della villetta a tre livelli, tipicamente Americana, con alle spalle la piscina e la macchina Americana lunga da qui a li', mentre sulla tavola il tacchino arrosto, ripieno e fumante, e' pronto per la festa Americana del ringraziamento!
E le vallette seminude, con l'ombelico e le cosce generosamente scoperte - squallido espediente mutuato dalle TV commerciali per incrementare gli ascolti stuzzicando l'italico gallismo - sono senz'altro deliziosamente allettanti e seducenti, ma mi ricordano tanto l'uso che, fino alla meta' degli anni '50, si faceva di tali attributi femminili in quelle case dove queste esibizioni avevano qualche buona ragione di essere, mentre non ne hanno alcuna nella TV di Stato, per quanto ormai feudo di una Casa non molto dissimile da quelle di allora...
Ed infine, devo purtroppo costatare che ormai le trasmissioni della RAI sono imbottite di pubblicita' quanto e forse piu' di quelle delle TV commerciali e, di conseguenza, ho l'impressione di pagare tre volte per il medesimo servizio: un primo canone, in chiaro, alla RAI; un secondo, occulto e di importo imprecisato, sempre alla RAI, attraverso l'acquisto dei prodotti reclamizzati nei programmi TV, ed infine un terzo, anche questo occulto ed imprecisato, alle TV private, per lo stesso motivo.
Oltretutto, per assistere a spot pubblicitari beceri e privi di qualsiasi pudore: come puo', la televisione pubblica, accettare di diffondere pubblicita' di alimenti dietetici per cani obesi, quando ogni giorno nel mondo migliaia di bambini muoiono di fame? E che dire dei dentifrici con le vitamine, delle acque minerali dimagranti, degli assorbenti igienici con le ali, ultima novita': TRASPARENTI!... E di quella pubblicita' dalla quale sembrerebbe che il popolo Italiano sia costituito da colerosi diarroici incontinenti, continua preda di cacarella sciolta?
Sarei quindi giunto alla determinazione di dare disdetta dell'abbonamento RAI, con il proposito di utilizzare, per il futuro, solo il videoregistratore, il DVD, la parabola o, semmai, esclusivamente le TV commerciali, anche se queste riportano gli stessi inconvenienti che rilevo a carico della RAI: da queste TV, pero', dopotutto, non mi attendo programmi intelligenti e di qualita', so in partenza che da queste TV non posso pretendere un servizio educativo e di stimolo al progresso sociale, so che non posso richiedere rispetto per il cervello mio e di qualche altro milione di telespettatori Italiani, cose tutte che invece mi sento in pieno diritto di esigere dalla Televisione Pubblica, secondo me anche indipendentemente dal pagamento del canone di abbonamento e dalla diretta fruizione dei programmi.
I soliti "bene informati" mi dicono pero' che, dando disdetta dell'abbonamento RAI, dovrei rinunciare del tutto all'utilizzo del televisore, poiche' questo verrebbe sigillato, non so bene a cura di quale autorita'.
A parte che non credo che mi si possa obbligare a tenere in casa, vita natural durante, un attrezzo inutilizzabile, solo per mostrarlo, con i sigilli integri, ad una molto improbabile verifica, non credo nemmeno che l'utilizzo di un apparecchio di mia proprieta' - che puo' essere usato per tanti altri scopi, oltre che per ricevere i programmi della TV di Stato - possa essere condizionato alla sottoscrizione di un abbonamento ad un servizio del quale non intendo usufruire; inoltre, mi sembra che, in questo modo, al possesso di un apparecchio televisivo si applichi una specie di tassa patrimoniale, la cui legittimita' - pur non essendo un esperto di diritto economico e finanziario - mi appare alquanto dubbia.
E' vero che, fregandomene di tutti questi scrupoli, potrei inviare la disdetta e, se anche un domani dovessero scoprirmi con il televisore sintonizzato su un canale RAI (ipotesi un po' fantasiosa, da KGB, ma non si sa mai...), potrei sempre confidare in uno dei prossimi condoni!
Comunque, invece, prima di procedere, vorrei essere certo di non trovarmi poi di fronte a sorprese spiacevoli.
Poiche' penso che proteste simili siano gia' giunte alle Associazioni in indirizzo, vorrei sapere se qualcuna di queste ha in corso o sta studiando qualche iniziativa organizzata, magari meno drastica delle mie intenzioni, oppure se puo' indicarmi se c'e' n'e' qualche altra che se ne sta interessando; qualche commento, anche critico, ai miei ragionamenti sarebbe comunque gradito, accompagnato, se possibile, da qualche "dritta" e qualche consiglio.
Mi rendo conto che forse qualcuno sara' rimasto urtato da qualche passaggio di questa mia, ma tant'e': mi auguro comunque di non aver angustiato nessuno con la mia robusta verbosita', probabile frutto della mia non piu' verde eta': desideravo esporre con chiarezza i miei pensieri e, pur consapevole di allungare il brodo, ho tentato di usare una forma che non risultasse troppo pesante: spero di esserci riuscito.
Cordiali saluti.
Infatti, sono stanco di vedere nella TV Pubblica sedicenti santoni, lottologhi e veggenti (sono esclusi il "Divino Otelma" ed "Alias Silias Trilias", che non saprei come definire senza ricorrere al turpiloquio...); e sono stanco anche di un altro autentico cialtrone, sedicente mago che - come qualche tempo fa ha chiaramente documentato "Striscia la notizia" - usa i denari degli abbonati per fare giochetti non proprio puliti (mi piacerebbe sapere se qualcuno ha approfondito il caso!..).
E poi, non ne posso piu' degli atletici ed eternamente ridanciani Teen Agers Americani, degli inseguimenti in macchina dei poliziotti Americani, degli efficienti ospedali Americani, dei fottuti Marines Americani, dei bastardi detectives Americani, dei documentari Americani sulla capra dalla coda bianca del Minnesota...
E sono stanco della continua riproposizione del fiabesco, artificioso stile di vita Americano e della stucchevole famiglia-tipo Americana: i figlioli intelligenti ed assennati, il papa' buono e comprensivo, la mogliettina perennemente sculettante, i quali, tutti insieme, con la mano sul cuore, cantano l'inno Nazionale Americano davanti alla bandiera Americana, sul prato della villetta a tre livelli, tipicamente Americana, con alle spalle la piscina e la macchina Americana lunga da qui a li', mentre sulla tavola il tacchino arrosto, ripieno e fumante, e' pronto per la festa Americana del ringraziamento!
E le vallette seminude, con l'ombelico e le cosce generosamente scoperte - squallido espediente mutuato dalle TV commerciali per incrementare gli ascolti stuzzicando l'italico gallismo - sono senz'altro deliziosamente allettanti e seducenti, ma mi ricordano tanto l'uso che, fino alla meta' degli anni '50, si faceva di tali attributi femminili in quelle case dove queste esibizioni avevano qualche buona ragione di essere, mentre non ne hanno alcuna nella TV di Stato, per quanto ormai feudo di una Casa non molto dissimile da quelle di allora...
Ed infine, devo purtroppo costatare che ormai le trasmissioni della RAI sono imbottite di pubblicita' quanto e forse piu' di quelle delle TV commerciali e, di conseguenza, ho l'impressione di pagare tre volte per il medesimo servizio: un primo canone, in chiaro, alla RAI; un secondo, occulto e di importo imprecisato, sempre alla RAI, attraverso l'acquisto dei prodotti reclamizzati nei programmi TV, ed infine un terzo, anche questo occulto ed imprecisato, alle TV private, per lo stesso motivo.
Oltretutto, per assistere a spot pubblicitari beceri e privi di qualsiasi pudore: come puo', la televisione pubblica, accettare di diffondere pubblicita' di alimenti dietetici per cani obesi, quando ogni giorno nel mondo migliaia di bambini muoiono di fame? E che dire dei dentifrici con le vitamine, delle acque minerali dimagranti, degli assorbenti igienici con le ali, ultima novita': TRASPARENTI!... E di quella pubblicita' dalla quale sembrerebbe che il popolo Italiano sia costituito da colerosi diarroici incontinenti, continua preda di cacarella sciolta?
Sarei quindi giunto alla determinazione di dare disdetta dell'abbonamento RAI, con il proposito di utilizzare, per il futuro, solo il videoregistratore, il DVD, la parabola o, semmai, esclusivamente le TV commerciali, anche se queste riportano gli stessi inconvenienti che rilevo a carico della RAI: da queste TV, pero', dopotutto, non mi attendo programmi intelligenti e di qualita', so in partenza che da queste TV non posso pretendere un servizio educativo e di stimolo al progresso sociale, so che non posso richiedere rispetto per il cervello mio e di qualche altro milione di telespettatori Italiani, cose tutte che invece mi sento in pieno diritto di esigere dalla Televisione Pubblica, secondo me anche indipendentemente dal pagamento del canone di abbonamento e dalla diretta fruizione dei programmi.
I soliti "bene informati" mi dicono pero' che, dando disdetta dell'abbonamento RAI, dovrei rinunciare del tutto all'utilizzo del televisore, poiche' questo verrebbe sigillato, non so bene a cura di quale autorita'.
A parte che non credo che mi si possa obbligare a tenere in casa, vita natural durante, un attrezzo inutilizzabile, solo per mostrarlo, con i sigilli integri, ad una molto improbabile verifica, non credo nemmeno che l'utilizzo di un apparecchio di mia proprieta' - che puo' essere usato per tanti altri scopi, oltre che per ricevere i programmi della TV di Stato - possa essere condizionato alla sottoscrizione di un abbonamento ad un servizio del quale non intendo usufruire; inoltre, mi sembra che, in questo modo, al possesso di un apparecchio televisivo si applichi una specie di tassa patrimoniale, la cui legittimita' - pur non essendo un esperto di diritto economico e finanziario - mi appare alquanto dubbia.
E' vero che, fregandomene di tutti questi scrupoli, potrei inviare la disdetta e, se anche un domani dovessero scoprirmi con il televisore sintonizzato su un canale RAI (ipotesi un po' fantasiosa, da KGB, ma non si sa mai...), potrei sempre confidare in uno dei prossimi condoni!
Comunque, invece, prima di procedere, vorrei essere certo di non trovarmi poi di fronte a sorprese spiacevoli.
Poiche' penso che proteste simili siano gia' giunte alle Associazioni in indirizzo, vorrei sapere se qualcuna di queste ha in corso o sta studiando qualche iniziativa organizzata, magari meno drastica delle mie intenzioni, oppure se puo' indicarmi se c'e' n'e' qualche altra che se ne sta interessando; qualche commento, anche critico, ai miei ragionamenti sarebbe comunque gradito, accompagnato, se possibile, da qualche "dritta" e qualche consiglio.
Mi rendo conto che forse qualcuno sara' rimasto urtato da qualche passaggio di questa mia, ma tant'e': mi auguro comunque di non aver angustiato nessuno con la mia robusta verbosita', probabile frutto della mia non piu' verde eta': desideravo esporre con chiarezza i miei pensieri e, pur consapevole di allungare il brodo, ho tentato di usare una forma che non risultasse troppo pesante: spero di esserci riuscito.
Cordiali saluti.
Risposta ADUC
ci pare di capire che lei sappia gia' che il canone a fronte del possesso di un apparecchio atto alla ricezione dei canali televisivi (pubblici o privati) e' dovuto, in quanto tassa sul possesso.
L'alternativa e' tra il suggello e la disdetta -da inviare entro il 31 dicembre dell'anno in corso, se il canone e' stato pagato interamente, oppure entro il 30 giugno se pagato per il primo semestre dell'anno.
Ma soprattutto nlla disdetta dovrebbe indicare dove e' il televisore: se regalato (indicando a chi) o rottamato.
Successivamente potrebbero anche esserci dei controlli della Guardia di Finanza o dei funzionari Urar.
L'alternativa e' tra il suggello e la disdetta -da inviare entro il 31 dicembre dell'anno in corso, se il canone e' stato pagato interamente, oppure entro il 30 giugno se pagato per il primo semestre dell'anno.
Ma soprattutto nlla disdetta dovrebbe indicare dove e' il televisore: se regalato (indicando a chi) o rottamato.
Successivamente potrebbero anche esserci dei controlli della Guardia di Finanza o dei funzionari Urar.
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