Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 gennaio 2003
La Banca 121 (oggi Monte Paschi di Siena), ha deciso in occasione della acquisizione del 100% del capitale di cui MPS deteneva gia' grossa quota, di chiudere alcune agenzie e sedi (nel caso mio l'unica Sede di Caserta che e' anche Capoluogo di provincia).
Il sottoscritto aveva aperto due conti correnti personali, uno alla moglie ed uno come societa', ed inoltre aveva fatto in passato ottima pubblicita' facendo aprire ad amici parenti e collaboratori numerosi rapporti bancari.
Inizialmente i conti non prevedevano alcuna spesa (addirittura i bolli erano a carico dell'istituto) l'unica spesa era l'eventuale chiusura Lit. 50.000, ma perche' uno avrebbe dovuto chiudere un conto con tali condizioni!
Dal 99 al 2002 alcune condizioni erano cambiate (i bolli e gli interessi) ma il conto restava vantaggioso.
Al 31/03 banca 121 Oramai Mps Chiude l'unica sede Banca 121 di tutta la provincia di Caserta ed i conti o vengono trasformati in conti MPS o trasferiti al Cab di Lecce.
I conti in questione (tranne quello della societa' che e' tradizionale, con spese ed operazioni a forfait) sono on Line e quindi resta qualche possibilita' di consultarli ed operare tramite internet e poi successivamente viene proposta una convenzione che consente di versare e prelevare (con un limite massimo di Lit.1.500.000) presso uno sportello MPS.
Appena a conoscenza di tale decisione, non aderendo alla trasformazione dei conti B121 in conti MPS a tutt'altre condizioni, chiedo al mio promotore di riferimento di:
1) Chiudere nel giro di 3 mesi dal 31/3 3 dei 4 conti a me riferiti (su uno dei miei due avevo dei fondi azionari in grave perdita e non volevo venderli in quel momento) senza dover pagare la spesa di chiusura poiche' scelta obbligata.
2) aderire solo per il conto che non chiudevo alla convenzione MPS per poter fare qualche versamento e prelievo.
Tale condizione mi viene garantita ed applicata (in parte come poi spieghero') in via straordinaria(a patto che non la rivelassi alle numerose persone che avevo presentato e che avevano visto la stessa necessita' non potendo piu' operare a pieno con tali limitazioni).
Per tranquillita' mia prima della chiusura della agenzia ed immediatamente dopo, segnalo a mezzo fax con ricevuta ed e-mail, alla Banca che la loro decisione di chiudere Caserta mi portera' a questa conseguenza e quella che e' la mia richiesta: non ho risposta ad entrambi le lettere.
Ad aprile 2002 chiudo SENZA SPESE uno dei miei due conti, prelevando il saldo da Internet e riconsegnando al promotore Libretto Assegni -Bancomat e Carta di credito e ricevendo ricevuta su modulo prestampato della Banca.
A fine Maggio per quello di mia Moglie faccio la stessa cosa ed a meta' giugno (ritenendo terminati gli addebiti che avevo dovuto spostare su altro conto aperto sulla BIPOP sostenendo per 3 mesi doppi costi di oneri, 3 Viacard, 3 Telepass etc) chiedo il saldo al promotore, che me lo invia via fax da me conservato, e stacco l'ultimo assegno a mm pari al saldo.
Contestualmente gli consegno tutti i carnet, viacard, e quant'altro ed ottengo la solita ricevuta.
Da notare che il conto aziendale era oramai inutilizzato, poiche' era stato trasferito a Lecce e non aveva l'operativita' via internet poiche' non possibile per quell'istituto alle societa'. Avevo anche richiesto l'abilitazione al Remote Banking-passivo(ma in due mesi non erano riusciti ad abilitarmelo) che la BIPOP mi attivato.
Cio' MI AVREBBE consentito di visualizzare via internet almeno l'estratto conto.
Avevo lasciato una somma sul conto per far fronte a bollette ed addebiti che per il trimestre di convivenza con il nuovo conto, sarebbero continuati ad arrivare, ma non sapevo piu' dal 31 marzo quanto vi fosse e se fossero arrivati accrediti da Aziende clienti che seppure avvertiti, ci avrebbero potuto ancora accreditare somme a nostra insaputa sulle Vecchie coordinate.
Immaginarsi il disagio a cui sono stato costretto (avvisare tutti i clienti e fornitori, spostare addebiti, attendere l'incasso degli effetti a scadere e non poter pagare quelli emessi gia' da fornitori sul vecchio CAB/ABI per fatture con scadenze multiple (30-60-90-12-150) dovendo quindi fare bonifici con le spese di insoluto etc. etc.
Ciliegina finale, il saldo inviato per fax era sbagliato poiche' ci hanno stornato alcuni accrediti che avevano fatto per errore sul nostro conto (circa 3000 euro) e di cui si erano avveduti dopo: per poco non ci facevano protestare da soli. Avvisato in tempo ho provveduto ad effettuare bonifico pari al saldo mancante per farmi pagare il mio assegno!
Dopo alcuni giorni hanno fortunatamente chiuso il conto e, ad onor del vero, non hanno avuto il coraggio di chiedermi gli oneri dovuti allo scoperto di valuto che loro stessi avevano creato (verbalmente avevo preavvisato la promotrice che, avendo le prove fax, li avrei denunciati se ci avessero provato).
Nonostante tutti i disagi creati, hanno voluto concludere comunque in bellezza, ritenendo che, mia moglie (che in realta' e' comunque socia della societa' da me amministrata) non potesse creargli piu' problemi e quindi non le hanno chiuso "del tutto" il conto.
Significa che, pur avendo ritirato ogni mezzo di utilizzo (bancomat, Carta SI, Assegni, Accesso Internet), non avendo trovato sul conto, che come per gli altri avevo praticamente azzerato, i 25, 82 euro per la chiusura, Lo hanno virtualmente lasciato aperto.
Questo significa che: mensilmente le inviano E/C, trimestralmente le addebitano i bolli e... da Settembre Novita': nuove condizioni = 5 euro per CANONE SERVIZIO (ma quale visto che e' inutilizzabile)!
A nulla sono serviti i miei fax a nome suo ed a nome mio che lamentavo la mancata applicazione della chiusura alle condizioni pattuite con il promotore e richieste prima ancora dalla chiusura di Caserta.
Ho anche fatto minacciare da mia moglie per fax, che come socia, mi avrebbe chiesto (come amministratore) di quantificare i danni derivati dall'assurdo trasferimento del conto societa' a Lecce.
NULLA: NE UNA RISPOSTA NE UNA SPIEGAZIONE (NON DICONO NEANCHE CHE IL CONTO, CHIUSO A MAGGIO CON TANTO DI RICEVUTA DEL PROMOTORE CHE RITIRAVA GLI STRUMENTI DI USO, NON LO CHIUDONO PER VIA DELLE SPESE).
Gli unici a rispondere sono stati quelli della societa' Spazio Finanza alla quale avevo minacciato di chiudere anche ogni rapporto con loro vendendo i fondi, ma solo per dire che loro non c'entrano nulla e che non hanno alcun potere nei confronti della banca; molto gentilmente pero', compresa la situazione, promettono di inviare anche loro copia della mia alla Banca perche' mi risolva se possibile il problema.
Che devo fare?
Segnalo all'ombudban la cosa?
Nel frattempo il conto di mia moglie sprofonda sempre piu' a rosso mese dopo mese, con in piu' interessi e spese.
Vorrei un consiglio Grazie
Il sottoscritto aveva aperto due conti correnti personali, uno alla moglie ed uno come societa', ed inoltre aveva fatto in passato ottima pubblicita' facendo aprire ad amici parenti e collaboratori numerosi rapporti bancari.
Inizialmente i conti non prevedevano alcuna spesa (addirittura i bolli erano a carico dell'istituto) l'unica spesa era l'eventuale chiusura Lit. 50.000, ma perche' uno avrebbe dovuto chiudere un conto con tali condizioni!
Dal 99 al 2002 alcune condizioni erano cambiate (i bolli e gli interessi) ma il conto restava vantaggioso.
Al 31/03 banca 121 Oramai Mps Chiude l'unica sede Banca 121 di tutta la provincia di Caserta ed i conti o vengono trasformati in conti MPS o trasferiti al Cab di Lecce.
I conti in questione (tranne quello della societa' che e' tradizionale, con spese ed operazioni a forfait) sono on Line e quindi resta qualche possibilita' di consultarli ed operare tramite internet e poi successivamente viene proposta una convenzione che consente di versare e prelevare (con un limite massimo di Lit.1.500.000) presso uno sportello MPS.
Appena a conoscenza di tale decisione, non aderendo alla trasformazione dei conti B121 in conti MPS a tutt'altre condizioni, chiedo al mio promotore di riferimento di:
1) Chiudere nel giro di 3 mesi dal 31/3 3 dei 4 conti a me riferiti (su uno dei miei due avevo dei fondi azionari in grave perdita e non volevo venderli in quel momento) senza dover pagare la spesa di chiusura poiche' scelta obbligata.
2) aderire solo per il conto che non chiudevo alla convenzione MPS per poter fare qualche versamento e prelievo.
Tale condizione mi viene garantita ed applicata (in parte come poi spieghero') in via straordinaria(a patto che non la rivelassi alle numerose persone che avevo presentato e che avevano visto la stessa necessita' non potendo piu' operare a pieno con tali limitazioni).
Per tranquillita' mia prima della chiusura della agenzia ed immediatamente dopo, segnalo a mezzo fax con ricevuta ed e-mail, alla Banca che la loro decisione di chiudere Caserta mi portera' a questa conseguenza e quella che e' la mia richiesta: non ho risposta ad entrambi le lettere.
Ad aprile 2002 chiudo SENZA SPESE uno dei miei due conti, prelevando il saldo da Internet e riconsegnando al promotore Libretto Assegni -Bancomat e Carta di credito e ricevendo ricevuta su modulo prestampato della Banca.
A fine Maggio per quello di mia Moglie faccio la stessa cosa ed a meta' giugno (ritenendo terminati gli addebiti che avevo dovuto spostare su altro conto aperto sulla BIPOP sostenendo per 3 mesi doppi costi di oneri, 3 Viacard, 3 Telepass etc) chiedo il saldo al promotore, che me lo invia via fax da me conservato, e stacco l'ultimo assegno a mm pari al saldo.
Contestualmente gli consegno tutti i carnet, viacard, e quant'altro ed ottengo la solita ricevuta.
Da notare che il conto aziendale era oramai inutilizzato, poiche' era stato trasferito a Lecce e non aveva l'operativita' via internet poiche' non possibile per quell'istituto alle societa'. Avevo anche richiesto l'abilitazione al Remote Banking-passivo(ma in due mesi non erano riusciti ad abilitarmelo) che la BIPOP mi attivato.
Cio' MI AVREBBE consentito di visualizzare via internet almeno l'estratto conto.
Avevo lasciato una somma sul conto per far fronte a bollette ed addebiti che per il trimestre di convivenza con il nuovo conto, sarebbero continuati ad arrivare, ma non sapevo piu' dal 31 marzo quanto vi fosse e se fossero arrivati accrediti da Aziende clienti che seppure avvertiti, ci avrebbero potuto ancora accreditare somme a nostra insaputa sulle Vecchie coordinate.
Immaginarsi il disagio a cui sono stato costretto (avvisare tutti i clienti e fornitori, spostare addebiti, attendere l'incasso degli effetti a scadere e non poter pagare quelli emessi gia' da fornitori sul vecchio CAB/ABI per fatture con scadenze multiple (30-60-90-12-150) dovendo quindi fare bonifici con le spese di insoluto etc. etc.
Ciliegina finale, il saldo inviato per fax era sbagliato poiche' ci hanno stornato alcuni accrediti che avevano fatto per errore sul nostro conto (circa 3000 euro) e di cui si erano avveduti dopo: per poco non ci facevano protestare da soli. Avvisato in tempo ho provveduto ad effettuare bonifico pari al saldo mancante per farmi pagare il mio assegno!
Dopo alcuni giorni hanno fortunatamente chiuso il conto e, ad onor del vero, non hanno avuto il coraggio di chiedermi gli oneri dovuti allo scoperto di valuto che loro stessi avevano creato (verbalmente avevo preavvisato la promotrice che, avendo le prove fax, li avrei denunciati se ci avessero provato).
Nonostante tutti i disagi creati, hanno voluto concludere comunque in bellezza, ritenendo che, mia moglie (che in realta' e' comunque socia della societa' da me amministrata) non potesse creargli piu' problemi e quindi non le hanno chiuso "del tutto" il conto.
Significa che, pur avendo ritirato ogni mezzo di utilizzo (bancomat, Carta SI, Assegni, Accesso Internet), non avendo trovato sul conto, che come per gli altri avevo praticamente azzerato, i 25, 82 euro per la chiusura, Lo hanno virtualmente lasciato aperto.
Questo significa che: mensilmente le inviano E/C, trimestralmente le addebitano i bolli e... da Settembre Novita': nuove condizioni = 5 euro per CANONE SERVIZIO (ma quale visto che e' inutilizzabile)!
A nulla sono serviti i miei fax a nome suo ed a nome mio che lamentavo la mancata applicazione della chiusura alle condizioni pattuite con il promotore e richieste prima ancora dalla chiusura di Caserta.
Ho anche fatto minacciare da mia moglie per fax, che come socia, mi avrebbe chiesto (come amministratore) di quantificare i danni derivati dall'assurdo trasferimento del conto societa' a Lecce.
NULLA: NE UNA RISPOSTA NE UNA SPIEGAZIONE (NON DICONO NEANCHE CHE IL CONTO, CHIUSO A MAGGIO CON TANTO DI RICEVUTA DEL PROMOTORE CHE RITIRAVA GLI STRUMENTI DI USO, NON LO CHIUDONO PER VIA DELLE SPESE).
Gli unici a rispondere sono stati quelli della societa' Spazio Finanza alla quale avevo minacciato di chiudere anche ogni rapporto con loro vendendo i fondi, ma solo per dire che loro non c'entrano nulla e che non hanno alcun potere nei confronti della banca; molto gentilmente pero', compresa la situazione, promettono di inviare anche loro copia della mia alla Banca perche' mi risolva se possibile il problema.
Che devo fare?
Segnalo all'ombudban la cosa?
Nel frattempo il conto di mia moglie sprofonda sempre piu' a rosso mese dopo mese, con in piu' interessi e spese.
Vorrei un consiglio Grazie
Risposta ADUC
poiche' la richiesta di chiusura non e' stata formalizzata immediatamente per raccomandata A/R (i fax non hanno valenza), a nostro avviso e' difficile esigere che adesso la chiusura avvenga senza spese: pertanto, se il conto non aveva sufficiente copertura, occorrerebbe effettuare un versamento adeguato in modo da evitare che questo rimanga aperto e proseguano gli addebiti. Questo, in quanto le variazioni avvenute, a questo punto sono accolte e non piu' contestabili.
Ad ogni modo, puo' comunque scrivere sia alla Direzione Centrale di Lecce della Banca che all'Ombudsman bancario (V. delle Botteghe Oscure 46, 00187 Rm).
Ad ogni modo, puo' comunque scrivere sia alla Direzione Centrale di Lecce della Banca che all'Ombudsman bancario (V. delle Botteghe Oscure 46, 00187 Rm).
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