Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 marzo 2000
13-Mar-00
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Salve, prima d tutto vi ringrazio per la collaborazione, vorrei chiedere consiglio per cio' mi e' accaduto nel mese di Dicembre 1999.
Mi sono recata in punto vendita LIST (abbigliamento Femminile) dove ho acquistato un Cappotto o meglio un piumino, nel quale era indicato nella targhetta interna "VERA PIUMA D'OCA".
Nel mese di febbraio porto questo capo nella mia tintoria di fiducia, la quale mi comunica che nel lavaggio il mio piumino si e' danneggiato a causa di un difetto di fabbrica (e' pronta ha scrivere una lettera nella quale indica che il lavaggio e' stato effettuato come indicato nell'etichetta ossia a secco) e che il capo non e' realizzato in vera piuma d'oca mi mette a conoscenza che all’interno e' presente anche un materiale sintetico in alta percentuale.
Porto il capo al negozio dove lo avevo acquistato allegando la ricevuta del mio bancomat (189.000 Lit) successivamente da loro smarrita, rilasciata all'acquisto in quanto non mi hanno emesso scontrino fiscale, e lo prendono in consegna per farlo testare alla casa di moda, senza rilasciarmi neanche un documento di presa visione.
Comunico nuovamente con loro (negozio) la settimana seguente, dove un semi responsabile mi dichiara che il capo verra' sostituito, ma spiegandomi che l'articolo non e' piu' disponibile, e potra' essere sostituito solo con capi della vecchia collezione ossia le rimanenze dei saldi, e non sono disposti ad effettuare alcun rimborso in merito.
Quindi chiedo urgentemente consiglio per ottenere un rimborso, in quanto non credo che vi sia alcuna legge che tuteli i commercianti nel caso in cui il danno e' da attribuire ad un difetto di fabbrica.
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Salve, prima d tutto vi ringrazio per la collaborazione, vorrei chiedere consiglio per cio' mi e' accaduto nel mese di Dicembre 1999.
Mi sono recata in punto vendita LIST (abbigliamento Femminile) dove ho acquistato un Cappotto o meglio un piumino, nel quale era indicato nella targhetta interna "VERA PIUMA D'OCA".
Nel mese di febbraio porto questo capo nella mia tintoria di fiducia, la quale mi comunica che nel lavaggio il mio piumino si e' danneggiato a causa di un difetto di fabbrica (e' pronta ha scrivere una lettera nella quale indica che il lavaggio e' stato effettuato come indicato nell'etichetta ossia a secco) e che il capo non e' realizzato in vera piuma d'oca mi mette a conoscenza che all’interno e' presente anche un materiale sintetico in alta percentuale.
Porto il capo al negozio dove lo avevo acquistato allegando la ricevuta del mio bancomat (189.000 Lit) successivamente da loro smarrita, rilasciata all'acquisto in quanto non mi hanno emesso scontrino fiscale, e lo prendono in consegna per farlo testare alla casa di moda, senza rilasciarmi neanche un documento di presa visione.
Comunico nuovamente con loro (negozio) la settimana seguente, dove un semi responsabile mi dichiara che il capo verra' sostituito, ma spiegandomi che l'articolo non e' piu' disponibile, e potra' essere sostituito solo con capi della vecchia collezione ossia le rimanenze dei saldi, e non sono disposti ad effettuare alcun rimborso in merito.
Quindi chiedo urgentemente consiglio per ottenere un rimborso, in quanto non credo che vi sia alcuna legge che tuteli i commercianti nel caso in cui il danno e' da attribuire ad un difetto di fabbrica.
Risposta ADUC
Non esiste alcun diritto della ditta di pretendere che lei accetti le loro condizioni, a fronte di un errore loro. Il problema principale e' dimostrare -avendole loro sottratto il piumino- che sia il bene ad essere difettato e non invece la lavanderia ad essersi sbagliata. Invii al negozio una raccomandata A/R, nella quale specifica il difetto di produzione presentatosi e fa presente di non essere disposta ad accettare la proposta poiche' -essendo il vizio di produzione responsabilita' loro (del negozio, poiche' lei ha effettuato appunto l'acquisto presso il negozio e non presso il produttore)- lei ha diritto al rimborso di quanto versato, mentre non puo' esserle imposto di accettare la sostituzione con merce non di suo gradimento, come invece richiesto dalla ditta. Scriva che se entro 15 gg dal ricevimento, non avranno rimborsatoquanto da lei pagato, adira’ le vie legali, chiedendo il rimborso del danno subito a causa della loro inadempienza.
Potra' cosi' rivolgersi al giudice di pace.
Potra' cosi' rivolgersi al giudice di pace.
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