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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 aprile 2002
Domanda 19 aprile 2002
19 Apr 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Sono socio di una piccolissima società di consulenza ingegneristica (3soci). Abbiamo avuto un commercialista di Firenze sino al 31-12-2001, la sede legale era a Firenze.
Nel corso del 2001, anche per la fuoriuscita di uno dei soci, abbiamo deciso di cambiare sede alla società portandola a Bologna. A tal fine dovevamo fare 2 atti notarili: una cessione quote (scrittura privata) ed una per modifica sede legale, conversione in euro, modifica statuto.
Per questo in ottobre abbiamo contattato un notaio per un preventivo per gli atti, ed anticipato ad un commercialista di Bologna che lo avremmo scelto per seguire la società dal 1-1-2002.
Quando in dicembre abbiamo confermato al notaio di voler stipulare gli atti questi ci ha detto che per motivi di tempo non sarebbe più riuscito ad effettuarli entro la fine dell'anno. Saputa questa risposta il nuovo commercialista, in accordo con il notaio di sua conoscenza si è offerto di preparargli lui certe pratiche in modo da snellire la pratica. Io ho tenuto a chiarire (verbalmente) che noi avremmo pagato esclusivamente il notaio come da primo preventivo e che se lui svolgeva alcune prestazioni in vece sua si sarebbe dovuto accordare personalmente con il notaio per un suo (del commercialista) adeguato compenso.
Il giorno dell'atto inoltre si è presentato di sua iniziativa presso lo stesso notaio avendo appunto preparato lui certe pratiche. In tale sede, di fronte sia al notaio e che al commercialista abbiamo saldato le spese degli atti, come da accordi verbali, esclusivamente al notaio.
Una settimana fa, a circa metà aprile 2002, ci viene consegnata una pre-parcella la quale oltre alla parcella concordata per la gestione della società per il primo trimestre riportava voci di 200+600 EURO per le prestazioni fornite a seguito di suddetti atti.
Ovviamente abbiamo già contestato anche formalmente tramite raccomandata A/R l'addebito delle suddette per i seguenti motivi:
l'atto di cessione delle quote è a scrittura privata e quindi non addebitabile alla Altech (per questo infatti già i singoli soci hanno pagato il notaio, sempre con lui presente)
per il secondo atto che eravamo già d'accordo che non gli avremmo riconosciuto alcunchè, non essendo peraltro all'epoca il commercialista dell'azienda. DI non aver dichiarato nè ufficiosamente nè tantomeno ufficialmente tali spese in maniera preventiva. Gli abbiamo confermato inoltre quello che già in maniera verbale avevamo già accordato, e cioè che per ogni pratica di sua competenza che ritenesse necessaria ma non inclusa nel preventivo accordato sulle prestazioni per la gestione nell'anno 2002 deve sempre comunicare preventivamente la spesa e richiedere autorizzazione a procedere, a questo punto per iscritto.
Una settimana prima inoltre abbiamo scoperto che dovevamo pagare le ritenute d'acconto per i mesi di gennaio e febbraio, non avendo lo stesso commercialista provveduto a comunicare alcunchè a riguardo e tanto meno ad inviare il mod. F24 preposto, come al contrario aveva sempre fatto il nostro precedente commercialista. Da notare che nel preventivo delle prestazioni professionali per il 2002, c'è chiaramente indicato che è compresa la redazione del mod.F24 per il pagamento delle imposte. Inoltre a differenza del preventivo in gennaio si è verbalmente accordato nel pagare le imposte trimestralmente e non mensilmente.
Il commercialista si è difeso dicendo che tutti i suoi clienti si compilano e pagano da soli i moduli F24 per il pagamento delle ritenute d'acconto, che mai avrebbe potuto immaginare che il nostro precedente commercialista ci rendeva tale servizio, che quando si è accordato per i pagamenti delle imposte trimestrali intendeva l'IVA e non anche le ritenute d'acconto, che essendo un'azienda operativa già da 3 anni dovevamo sapere certe cose, ecc. ecc.
Noi ovviamente gli abbiamo, nella stessa raccomandata A/R, attribuito la completa responsabilità della sanzione (pari ad altri 600E circa).
Abbiamo fatto bene?
Cos'altro possiamo fare?
Dobbiamo pagare?
Abbiamo diritto a recedere dal contratto di collaborazione con questo commercialista (questi cita il termine del 31-12-2002 con tacito rinnovo, nel punto seguente si dice che "entrambe le parti possono recedere dal contratto tramite preavviso di un mese da fornire alla controparte tramite lettera A/R", non mi è chiaro se ci si riferisce alla disdetta al termine dell'anno o alla interruzione anche prima di tale termine.

Risposta ADUC
per quanto concerne gli atti stipulati dal commercialista al momento delle modifiche societarie, occorre dimostrare che l'accordo prevedesse che non venissero pagati, in quanto sono stati effettivamente redatti e comunque da voi accolti.
Naturalmente, potreste contestare adesso, pero' la vostra posizione, sotto questo aspetto, e' un po' in dubbio.
Per il resto, tutto cio' che risulta in contratto e non e' stato rispettato e' contestabile e deve essere specificamente rilevato come inadempienza. Di conseguenza, sono questi gli aspetti che ci parrebbe necessario venissero adeguatamente evidenziati in raccomandata A/R, chiedendo anche una valutazione ed un intervento in merito all'Ordine dei Commercialisti.
Dimostrando l'inadempienza, sara' conseguentemente possibile agire per la rifusione del danno.
Occorre tuttavia vi siano prove in merito.
Per quanto concerne il recesso, non abbiamo molti elementi in piu' di quelli che lei ha per valutarne la lettura piu' corretta: tuttavia, si riterrebbe che il recesso sia esperibile in qualsiasi momento. Pero', se e' indicata espressamente -e non solo come periodo indicativo a prospetto- la durata per un periodo di 12 mesi, allora si deve desumere che sia relativo alla scadenza.
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