Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 febbraio 2002
Subject: Richiesta di chiarimento
Salve, sono rappresentante degli studenti della Facolta' di Economia dell'universita' Insubria di Varese. Scrivo per avere chiarimenti su una questione relativa ad arrotondamenti dovuti all'introduzione dell'Euro.
La Societa' che ha l'appalto per la distribuzione di bevande ed altri alimenti, L'AUTOMATICA di CURA CARPIGNALO (PV) con succursale in COCQUIO TREVISAGO (VA), ha da poco cambiato i propri distributori automatici consentendo l'acquisto dei loro prodotti solo con gli Euro. Il problema e' che se prima un caffe' costava £500, ora il suo prezzo ammonta a €0.26; il che sarebbe corretto se non fosse per il fatto che la "macchina" non accetta monete da €0.01 e 0.02 e in piu' non da' il resto!!!!.
Cosi' di fatto il prezzo di un caffe' e' salito a? 0.30 (£580.881) UN RINCARO DEL 16%!!! C'e' da dire pero' che la somma in eccesso, in genere €0.4, rimane a disposizione del successivo fortunato consumatore.
La Societa' interpellata ci ha risposto che:
- tale situazione e' inevitabile perche' nessuna macchina erogatrice accetta centesimi inferiori a €0.05.
- inoltre insiste nel non considerare la situazione creatasi come un rincaro perche' e' facolta' dello studente munirsi di una chiave elettronica (distribuita pagando una cifra che prima era di £8.000 come cauzione) che dopo essere stata "caricata" di rende il costo del caffe' effettivamente di €0.26. Quello che noi studenti ci chiediamo e' se il comportamento della Societa' in questione sia corretto o meno; se basta l'esistenza della suddetta chiave per evitare di portare il costo del caffe' a? 0.25; e se in effetti non esistano distributori che accettino gli? 0.01 e? 0.02.
Pronto a dare ulteriori specificazioni sulla questione nel caso in cui queste non siano sufficienti (o non sufficientemente chiare), e in attesa di vostri suggerimenti, porgo i miei distinti saluti.
Rappresentante degli Studenti Universita' dell'Insubria
Facolta' di Economia
Salve, sono rappresentante degli studenti della Facolta' di Economia dell'universita' Insubria di Varese. Scrivo per avere chiarimenti su una questione relativa ad arrotondamenti dovuti all'introduzione dell'Euro.
La Societa' che ha l'appalto per la distribuzione di bevande ed altri alimenti, L'AUTOMATICA di CURA CARPIGNALO (PV) con succursale in COCQUIO TREVISAGO (VA), ha da poco cambiato i propri distributori automatici consentendo l'acquisto dei loro prodotti solo con gli Euro. Il problema e' che se prima un caffe' costava £500, ora il suo prezzo ammonta a €0.26; il che sarebbe corretto se non fosse per il fatto che la "macchina" non accetta monete da €0.01 e 0.02 e in piu' non da' il resto!!!!.
Cosi' di fatto il prezzo di un caffe' e' salito a? 0.30 (£580.881) UN RINCARO DEL 16%!!! C'e' da dire pero' che la somma in eccesso, in genere €0.4, rimane a disposizione del successivo fortunato consumatore.
La Societa' interpellata ci ha risposto che:
- tale situazione e' inevitabile perche' nessuna macchina erogatrice accetta centesimi inferiori a €0.05.
- inoltre insiste nel non considerare la situazione creatasi come un rincaro perche' e' facolta' dello studente munirsi di una chiave elettronica (distribuita pagando una cifra che prima era di £8.000 come cauzione) che dopo essere stata "caricata" di rende il costo del caffe' effettivamente di €0.26. Quello che noi studenti ci chiediamo e' se il comportamento della Societa' in questione sia corretto o meno; se basta l'esistenza della suddetta chiave per evitare di portare il costo del caffe' a? 0.25; e se in effetti non esistano distributori che accettino gli? 0.01 e? 0.02.
Pronto a dare ulteriori specificazioni sulla questione nel caso in cui queste non siano sufficienti (o non sufficientemente chiare), e in attesa di vostri suggerimenti, porgo i miei distinti saluti.
Rappresentante degli Studenti Universita' dell'Insubria
Facolta' di Economia
Risposta ADUC
Quello che sicuramente NON e' contestabile, e' il rincaro in quanto tale. Ad ogni modo, il punto da chiarire e' se sia o meno legittimo che la macchina non dia resto, a fronte di un prezzo apparentemente inferiore ma di fatto superiore (il che, non e' un rincaro, ma un vizio, un'inadempienza). Si conferma che nel caso in cui fosse possibile esclusivamente l'uso di moneta, sarebbe contestabile l'indicazione: la societa' avrebbe dovuto obbligatoriamente dichiarare il prezzo effettivo o modificare il dispositivo. Nel caso in cui, invece, fosse previsto un diverso modo di ricarica (con questa "chiave"), la questione appare piu' complessa, in quanto non e' inibita la possibilita' di effettuare il pagamento dovuto, e quella a centesimi appare come una possibilita' aggiuntiva.
Pertanto, potendo comunque contestare, da quanto ci pare di capire non consiglieremmo un contenzioso.
Pertanto, potendo comunque contestare, da quanto ci pare di capire non consiglieremmo un contenzioso.
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