Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 gennaio 2002
Subject: Multe ingiuste
Gentile signora/signore, le scrivo per segnalarle un caso sospetto di multe ingiuste.
Il papa' della mia ragazza vive con la sua famiglia in una casa di corte nel centro storico di Cernusco sul Naviglio, un comune alle porte di Milano. Piu' di dieci anni fa il comune decise di chiudere il centro al traffico facendolo diventare isola pedonale (24h su 24h). La famiglia della mia ragazza (insieme a tutti gli altri residenti all'interno dell'isola) guadagnarono tranquillita', ma stranamente persero il diritto di raggiungere la propria abitazione in auto anche per il solo carico/scarico della spesa, valige etc.: il divieto si estendeva (stranamente) anche ai residenti.
Dopo varie proteste, il comune inizio' a rilasciare dei permessi (autorizzazioni per i residenti) solo a pagamento (circa 40.000-50.000 per una autorizzazione quinquennale).
Il papa' della mia ragazza rinuncio' quasi subito al permesso a pagamento, trovando ingiusto il fatto che un diritto gratuito per tutti i cittadini dovesse essere a pagamento per i residenti nel centro storico (si pensi ad esempio alla necessita' di scaricare la spesa, di accompagnare una persona anziana specie in caso di maltempo...).
Non avendo il box si accontento' di lasciare l'auto nei pressi di parcheggi limitrofi all'area pedonale rinunciando cosi' ad attraversare/utilizzare l'auto nel tratto di isola che lo separa dalla propria casa.
A giugno del 2001 il comune decise di far diventare a pagamento quei parcheggi e di destinare aree di parcheggio interne ai "residenti e autorizzati" con un cartello di divieto di sosta con 2 pannelli integrativi: il primo limita la validita' nei giorni feriali dalle 9 alle 18; il secondo esclude dalla prescrizione residenti ed autorizzati.
Messo alle strette, decise di richiedere il talloncino di riconoscimento per i residenti e di usufruire delle aree di parcheggio contraddistinte da questo divieto.
Nonostante tutto pero', 7 giorni fa, trovo' una multa sul parabrezza per:
* parcheggio in divieto di sosta in area interna destinata ai residenti;
* avere attraversato l'isola pedonale senza autorizzazione.
Ando' immediatamente dai vigili per chiedere spiegazioni e questi gli dissero: <<Lei non deve parcheggiare in via Biraghi perche' i parcheggi di via Biraghi sono destinati ai residenti di via Biraghi.. Faccio notare che via Biraghi si trova nelle immediate vicinanze di via Marcelline (dove abita la famiglia della mia ragazza) e in via Marcelline non vi sono aree di parcheggio. Inoltre non e' affatto vero che ha attraversato l'isola senza autorizzazione e il verbale e' stato compilato dopo le 22.00!
I vigili concludevano consigliando un area di parcheggio molto distante dall'abitazione e altamente scomoda, ma senza annullare la multa.
A questo punto vi chiedo:
* E' corretto pagare cio' che dovrebbe essere un diritto gratuito?
* Se il divieto dice: divieto di sosta nei giorni feriali dalle 9 alle 18 escluso residenti e autorizzati, il codice della strada puo' essere 'liberamente interpretato' dai vigili urbani come in questo caso?
* Se il pannello integrativo restringe il divieto dalle 9 alle 18 e' valida una multa fatta dopo le 22?
* La multa nonostante il talloncino di autorizzazione ben in vista sul cruscotto. Quindi mi chiedo: se i "residenti" sono gli abitanti delle via in questione, chi sono gli "autorizzati"?
A nome dei residenti del centro storico vi chiedo gentilmente un consiglio su come ifendersi da questa assurda burocrazia.
Gentile signora/signore, le scrivo per segnalarle un caso sospetto di multe ingiuste.
Il papa' della mia ragazza vive con la sua famiglia in una casa di corte nel centro storico di Cernusco sul Naviglio, un comune alle porte di Milano. Piu' di dieci anni fa il comune decise di chiudere il centro al traffico facendolo diventare isola pedonale (24h su 24h). La famiglia della mia ragazza (insieme a tutti gli altri residenti all'interno dell'isola) guadagnarono tranquillita', ma stranamente persero il diritto di raggiungere la propria abitazione in auto anche per il solo carico/scarico della spesa, valige etc.: il divieto si estendeva (stranamente) anche ai residenti.
Dopo varie proteste, il comune inizio' a rilasciare dei permessi (autorizzazioni per i residenti) solo a pagamento (circa 40.000-50.000 per una autorizzazione quinquennale).
Il papa' della mia ragazza rinuncio' quasi subito al permesso a pagamento, trovando ingiusto il fatto che un diritto gratuito per tutti i cittadini dovesse essere a pagamento per i residenti nel centro storico (si pensi ad esempio alla necessita' di scaricare la spesa, di accompagnare una persona anziana specie in caso di maltempo...).
Non avendo il box si accontento' di lasciare l'auto nei pressi di parcheggi limitrofi all'area pedonale rinunciando cosi' ad attraversare/utilizzare l'auto nel tratto di isola che lo separa dalla propria casa.
A giugno del 2001 il comune decise di far diventare a pagamento quei parcheggi e di destinare aree di parcheggio interne ai "residenti e autorizzati" con un cartello di divieto di sosta con 2 pannelli integrativi: il primo limita la validita' nei giorni feriali dalle 9 alle 18; il secondo esclude dalla prescrizione residenti ed autorizzati.
Messo alle strette, decise di richiedere il talloncino di riconoscimento per i residenti e di usufruire delle aree di parcheggio contraddistinte da questo divieto.
Nonostante tutto pero', 7 giorni fa, trovo' una multa sul parabrezza per:
* parcheggio in divieto di sosta in area interna destinata ai residenti;
* avere attraversato l'isola pedonale senza autorizzazione.
Ando' immediatamente dai vigili per chiedere spiegazioni e questi gli dissero: <<Lei non deve parcheggiare in via Biraghi perche' i parcheggi di via Biraghi sono destinati ai residenti di via Biraghi.. Faccio notare che via Biraghi si trova nelle immediate vicinanze di via Marcelline (dove abita la famiglia della mia ragazza) e in via Marcelline non vi sono aree di parcheggio. Inoltre non e' affatto vero che ha attraversato l'isola senza autorizzazione e il verbale e' stato compilato dopo le 22.00!
I vigili concludevano consigliando un area di parcheggio molto distante dall'abitazione e altamente scomoda, ma senza annullare la multa.
A questo punto vi chiedo:
* E' corretto pagare cio' che dovrebbe essere un diritto gratuito?
* Se il divieto dice: divieto di sosta nei giorni feriali dalle 9 alle 18 escluso residenti e autorizzati, il codice della strada puo' essere 'liberamente interpretato' dai vigili urbani come in questo caso?
* Se il pannello integrativo restringe il divieto dalle 9 alle 18 e' valida una multa fatta dopo le 22?
* La multa nonostante il talloncino di autorizzazione ben in vista sul cruscotto. Quindi mi chiedo: se i "residenti" sono gli abitanti delle via in questione, chi sono gli "autorizzati"?
A nome dei residenti del centro storico vi chiedo gentilmente un consiglio su come ifendersi da questa assurda burocrazia.
Risposta ADUC
Vista l'irrisorieta' della cifra richiesta per il permesso -addebitabile, si presume a seguito di altre esperienze, a spese di segreteria varie- e' difficile ravvisarvi irregolarita' particolarmente rilevanti. Ovviamente, si puo' valutare la questione dal punto di vista del principio, ma di per se' non meriterebbe contestazione, viste anche le (almeno presunte) finalita'.
Ad ogni modo, la contestazione in termini di principio era piu' che legittima, ma avrebbe dovuto essere compiuta avverso l'Ordinanza, entro 60gg. da quando fu emanata (ricorrendo avanti al Tar).
Oppure, una soluzione alternativa, potrebbe essere quella di prendere una multa -essendo residenti- per parcheggio all'interno dell'area e ricorrere al giudice di pace, contestando la legittimita' della pretesa. La sentenza -ove positiva- avrebbe valore solo nel caso specifico, ma potrebbe essere utile (se non isolata) a far modificare il comportamento del Comune.
Questo, per quanto concerne il caso in generale. Per giungere adesso alla multa specifica, il problema e' questo: i cartelli indicano specificamente che le aree sono destinate ai residenti ed autorizzati. Non identificano meglio quali residenti e quali autorizzati, ma faranno riferimento ad un numero d'ordinanza. Avendo richiesto il permesso come residente, il suo parente ha diritto ad entrare nella zona, ma seguendo le indicazioni specificate nell'ordinanza di riferimento. Pertanto, se il parcheggio e' assegnato a strade di residenza ed il riferimento all'ordinanza c'e', il parcheggio non era legittimo (occorreva chiedere prima i termini dell'ordinanza e non presupporne il contenuto).
Per cio' che invece concerne l'attraversamento, resta da chiarire se sia proprio interdetto l'accesso alla specifica strada anche a taluni residenti (e dunque, anche qui, prendendo visione dell'ordinanza) oppure se debba essere contestabile la mancanza di indicazioni. Inoltre, occorre chiarire se realmente ci sia un divieto di accesso (e che tempi abbia: gli orari indicati sono relativi al parcheggio sulla via). Infatti, se il divieto di accesso fosse circoscritto nel tempo, mancherebbe la prova dell'indebito attraversamento dell'area -non essendo stata vista la macchina circolare nel momento del divieto- e rimarrebbe solo il divieto di sosta.
Pertanto, sotto questo aspetto, il ricorso sarebbe possibile: entro 30gg., al giudice di pace, chiedendo sospensione ed annullamento -secondo le indicazioni riportate nel Modulo Ricorsi Autovelox, in quanto meglio tratteggiato.
Ad ogni modo, la contestazione in termini di principio era piu' che legittima, ma avrebbe dovuto essere compiuta avverso l'Ordinanza, entro 60gg. da quando fu emanata (ricorrendo avanti al Tar).
Oppure, una soluzione alternativa, potrebbe essere quella di prendere una multa -essendo residenti- per parcheggio all'interno dell'area e ricorrere al giudice di pace, contestando la legittimita' della pretesa. La sentenza -ove positiva- avrebbe valore solo nel caso specifico, ma potrebbe essere utile (se non isolata) a far modificare il comportamento del Comune.
Questo, per quanto concerne il caso in generale. Per giungere adesso alla multa specifica, il problema e' questo: i cartelli indicano specificamente che le aree sono destinate ai residenti ed autorizzati. Non identificano meglio quali residenti e quali autorizzati, ma faranno riferimento ad un numero d'ordinanza. Avendo richiesto il permesso come residente, il suo parente ha diritto ad entrare nella zona, ma seguendo le indicazioni specificate nell'ordinanza di riferimento. Pertanto, se il parcheggio e' assegnato a strade di residenza ed il riferimento all'ordinanza c'e', il parcheggio non era legittimo (occorreva chiedere prima i termini dell'ordinanza e non presupporne il contenuto).
Per cio' che invece concerne l'attraversamento, resta da chiarire se sia proprio interdetto l'accesso alla specifica strada anche a taluni residenti (e dunque, anche qui, prendendo visione dell'ordinanza) oppure se debba essere contestabile la mancanza di indicazioni. Inoltre, occorre chiarire se realmente ci sia un divieto di accesso (e che tempi abbia: gli orari indicati sono relativi al parcheggio sulla via). Infatti, se il divieto di accesso fosse circoscritto nel tempo, mancherebbe la prova dell'indebito attraversamento dell'area -non essendo stata vista la macchina circolare nel momento del divieto- e rimarrebbe solo il divieto di sosta.
Pertanto, sotto questo aspetto, il ricorso sarebbe possibile: entro 30gg., al giudice di pace, chiedendo sospensione ed annullamento -secondo le indicazioni riportate nel Modulo Ricorsi Autovelox, in quanto meglio tratteggiato.
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