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Lettera del consumatore

19 novembre 2001
Domanda 19 novembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - La Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella di Capo d'Orlando, e' Istituto d'alta cultura riconosciuta dal Presidente della Repubblica, istituita per volere testamentario degli ultimi proprietari sopravvissuti, i fratelli Casimiro e Agata Giovanna Piccolo. Il poeta Lucio Piccolo, loro fratello, e' morto nel 1969. I Piccolo sono cugini in primo grado di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che frequento' la Villa di Capo d'Orlando e qui scrisse molte pagine del suo capolavoro "Il Gattopardo". La Fondazione, la cui sede e' una splendida villa di fine Ottocento, e' rimasta sostanzialmente intatta dall'epoca in cui vivevano i proprietari. Oggi e' un museo con pregevoli collezioni d'arte e uno splendido parco con piante rare, un vero e proprio orto botanico. Possiede anche un cimitero dei cani con i nomi degli animali defunti incisi sulle lapidi. La Fondazione svolge un'intensa attivita' culturale promuovendo convegni, concerti, incontri, mostre di prestigio. Ogni anno giungono migliaia di visitatori per ammirare il paesaggio, il parco, il museo. Qui visse il poeta Lucio Piccolo, che fu lanciato da Eugenio Montale, e che era cugino dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa autore del "Gattopardo". Proprio a Villa Piccolo, che egli era solito frequentare, Tomasi scrisse molte pagine dell'indimenticabile capolavoro. Questa premessa era necessaria per comprendere meglio il quesito che si viene a porre. La Fondazione ha di recente riordinato l'archivio storico in suo possesso, che e' composto di lettere di tutti i componenti della famiglia, e che presto dovrebbe essere pubblicato. Dopo la morte del poeta Lucio Piccolo, avvenuta nel 1969, il figlio naturale del poeta, da lui legalmente riconosciuto, ed allora minorenne, eredito' un terzo dei beni, che erano quelli spettanti come erede, a seguito di regolare divisione attuata dal giudice tutelare. A lui andarono tutti i carteggi del padre e i relativi diritti d'autore su tutte le opere paterne. Da sempre il figlio ha e avuto la speranza che il resto dei beni degli zii potesse spettargli alla loro morte. Le sue speranze furono deluse, perche' per volonta' testamentaria dei suoi parenti, fu istituita la Fondazione. Tra le carte che si trovavano in archivio sono venute alla luce poche lettere scritte da Lucio Piccolo nell'adolescenza al padre. Il figlio in vista della pubblicazione dell'opera, pubblicizzata dalla stampa, ha scritto una lettera, intimando la Fondazione di restituire entro cinque giorni tutti gli scritti redatti dal padre, in quanto ne e' lui il solo e legittimo possessore, e ha diffidato la Fondazione dal pubblicarle. Essendo trascorsi 32 anni dalla morte del poeta, ed essendo stata effettuata una legale divisione dei beni ad opera del tribunale, e' legittima una simile richiesta? Non si applica l'usucapione? Non trattandosi di opere dell'ingegno, e quindi suscettibili dei diritti d'autore, ma solo di lettere scritte piu' di 70 fa, e che non ledono l'onorabilita' di alcuno, ne' sono oggetto di particolari segreti, e' possibile pubblicarle? Grazie per i consigli che invierete.

Risposta ADUC
La questione non e' di nostra competenza, tuttavia non riteniamo legittima la pubblicazione in assenza del consenso del destinatario, in quanto il contenuto e' comunque privato, nel momento in cui il destinatario risulta chiamato in causa e dichiarato.
Inoltre, nel momento in cui si addivenisse ad una pubblicazione, si sarebbe di fronte ad un'opera dell'ingegno, e come tale verrebbe trattata. Consigliamo di studiare bene il caso avvalendovi di un legale esperto nel settore.
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