Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 novembre 2005
Preg. mi Vi quoto la nota di protesta che ho inviato al servizio reclami online della Conad. Gradirei avere ulteriori consigli in merito alla vicenda. Cordialmente.
Il giorno 7 Nov nella fascia oraria dalle ore 1300 alle 1400, mi sono recato all'ipermercato Conad-E. Leclerc di Carbonia con la precisa intenzione di acquistare una felpa Nike in cotone, gia' vista il gg gg 4 Nov quando acquistai una simile felpa Asic sempre nello stesso punto vendita. I prezzi erano scontati del 50%, ovvero molto invitanti, al netto 9 euro la prima, 13 la seconda. Il gg 7 indossavo la maglietta Asic. Poiche' al banco di esposizione erano tutte in ordine e apparentemente non notavo magliette Nike, per evitare di rivoltare il contenitore inutilmente chiedevo a due commesse intente a sistemare dei prodotti nello scafale limitrofo, se vi era ancora disponibilita' di felpe Nike, la risposta fu di cercare una commessa del reparto tessuti in quanto loro non specificatamente addette. Provai e non trovandone, decisi di cercare la maglia comunque. Una volta trovata la stessa (felpa Nike rossa con maniche bianche) giunge una commessa e le chiedo se esisteva un camerino per indossarla. Mi disse che non vi erano camerini disponibili, quindi sempre con la commessa nelle vicinanze la indosso parzialmente, in pratica solamente con il capo ma poi decido subito di non andare oltre in quanto sicuro della taglia. Per cui con maglietta alla mano vado ad una cassa e prendo un cestino della spesa immettendovi la felpa. Faccio un altro giro per vari stand, acquisto altri prodotti (shampoo, bacinelle plastica, un vaso, succo d'arancia). E proseguo quindi per l'uscita. Pago regolarmente tutti i prodotti alla prima cassa (quella piu' vicina agli uffici) e completata l'operazione vengo subito fermato da un signore sulla sessantina che mi invitava a seguirlo in ufficio. Io pensavo ad un semplice controllo incrociato "scontrino/ prodotti" per cui non do molta importanza inizialmente all'episodio. Appena dentro, chiudono la porta dell'ufficio e questo signore inizia la conversazione dicendo: "Lei ha indossato una maglietta. E qui l'ho blocco subito dicendogli "Guardi che questa maglietta (la Asic che indossavo) l'ho acquistata lo scorso venerdi'". E lui mi risponde con un espressione alquanto ironica e sicuro di quello che stava per contestarmi, "Si sente toccato?, "No, rispondo, ma so fare 1+1", e continua dicendo.. "non mi riferivo a questa maglietta, ma ad una felpa blu adidas". Al che comincio ad alterarmi in quanto non espressamente ma mi stava facendo intendere che avevo occultato questa maglietta blu. Chiaramente io ho negato, in quanto non avevo mai indossato alcuna maglietta Adidas e che oltretutto non capivo dove voleva arrivare. L'unica maglietta che avevo indossato seppur parzialmente era rossa/nike ed era all'interno della busta della spesa regolarmente pagata. Questa conversazione dai toni accesi ha continuato, sempre con il dito puntato su questa benedetta maglietta blu, al che ho chiesto di verificare i filmati delle telecamere interne cosi' avremo chiarito la faccenda. Ho chiesto anche da dove scaturiva questa sua certezza, rispondendo che vi erano due commesse del reparto a prova di cio'. Ho chiesto quindi che venissero in ufficio per un confronto. Avvenuto cio' queste due signorine confermavano che io avevo indossato una maglietta adidas, e poiche' ho pensato anche ad un possibile scambio di persona, le ho chiesto" Non si ricorda che io le chiesi se era disponibile un camerino etc.? E lei rispose: Si, e' lei, ed ha indossato una maglietta blu. Al che mi sono ulteriormente innervosito, oltretutto vi erano un sacco di persone che ai miei occhi stavano guardando in direzione dell'ufficio e che per me era una emerita figuraccia. Viviano in una zona in cui bene o male ci si conosce e capite bene che la situazione era imbarazzante. Poiche' ritenevo il tutto un assurdo, ripetevo di esibire i filmati e comunque io avevo regolarmente pagato la merce che era nella busta spesa invitandoli a controllare. Successivamente si avvicina un altro signore sulla sessantina, e mi chiede, seppur con toni piu' cortesi, conferma di quando avevo acquistato la maglietta che indossavo e di consegnarli lo scontrino della merce che avevo appena acquistato. Stavamo quindi andando oltre, ovvero alla verifica ed alla dimostrazione dell'origine di un altro prodotto da me regolarmente acquistato giorni addietro. Ho dato tutti i riferimenti (data, ora di acquisto, dettagli della mia carta Conad.). ho chiesto inoltre di verificare le telecamere all'ingresso per capire che cosa indossavo al momento dell'entrata. Insomma un calvario ed una frustrazione mia ed esaltazione dei signori in questione, in particolare del primo signore che mi aveva fermato all'uscita dalla cassa. Questo signore l'ho invitato ulteriormente a verificare e che ero disposto a subire una denuncia per furto se trovavano qualcosa di illecito, ma di assumersi anche le sue responsabilita' in quanto l'avrei denunciato per ingiuria se era tutto regolare in considerazione del suo approccio nei miei confronti.
Alla fine, dopo 15 minuti ca di continua tensione e dialoghi alquanto spiacevoli, giunge il signore a cui avevo consegnato lo scontrino e mi dice che si erano sbagliati e di scusarli. La mia risposta e' stata ancora di maggior nervosismo in quanto il primo signore, sempre con aria ironica ed arrogante, insisteva nel dire che la maglietta blu l'avevo comunque indossata. Il quel momento mi sentivo ulteriormente oltraggiato e non nascondo la tentazione di mettergli le mani addosso. Il grosso errore che ho commesso e' stato di non aver chiamato subito le forze dell'ordine non appena era chiaro che non si trattava di un semplice controllo scontrino-merce. Questo abuso di chiudermi dentro un ufficio e di sentirmi accusato o comunque messo in cattiva luce, oltreche' passare per bugiardo mi ha urtato profondamente. Non capisco tuttora l'accanimento dimostrato da queste persone, oltretutto un cliente ha il diritto di indossare un prodotto e poi magari sceglierne un altro, per cui anche se l'avessi realmente indossata non ne vedevo il problema. Ma era evidente la loro convinzione e contestazione ad un mio ipotetico furto, senza che questo potesse essere minimamente dimostrabile. Per due sere consecutive mi sono recato all'ipermercato per cercare di parlare dell'accaduto con un responsabile, che mi dicono essere il Sig Antonio Flore, ma la prima sera mi risposero che era appena uscito con un certo Sig Massidda, e la seconda sera non era in sede. Ho comunque inoltrato l'episodio alla Polizia ed all'Associazione Consumatori. Non ho pretese, ma che almeno queste persone, in particolare il primo signore, vengano richiamate a seguire idonee procedure e soprattutto meno arroganza e maggior delicatezza e senso di rispetto del cliente. Una cosa e' comunque certa, per quanto mi sara' possibile ne io ne i miei familiari metteremo piu' piede all'interno dei supermercati Conad, e non solo, ma le migliaia di euro che annualmente grazie alla mia professione vengono portate da nostri clienti nelle casse dei Vostri negozi della zona, saranno dirottate altrove. Capisco che la Vostra azienda merita tutta la serieta' ed il rispetto possibile, ma per come sono stato trattato sara' difficile usufruire in futuro dei Vostri servizi. In data 10 Nov mi sono nuovamente recato all'ipermercato per avere i nominativi delle persone coinvolte. Il primo signore che mi fermo' e' il sig Massidda GPaolo, il secondo quello della verifica dello scontrino il Sig Flore Antonio.
Cordialmente.
Bernardo, da Sant'Antioco
Il giorno 7 Nov nella fascia oraria dalle ore 1300 alle 1400, mi sono recato all'ipermercato Conad-E. Leclerc di Carbonia con la precisa intenzione di acquistare una felpa Nike in cotone, gia' vista il gg gg 4 Nov quando acquistai una simile felpa Asic sempre nello stesso punto vendita. I prezzi erano scontati del 50%, ovvero molto invitanti, al netto 9 euro la prima, 13 la seconda. Il gg 7 indossavo la maglietta Asic. Poiche' al banco di esposizione erano tutte in ordine e apparentemente non notavo magliette Nike, per evitare di rivoltare il contenitore inutilmente chiedevo a due commesse intente a sistemare dei prodotti nello scafale limitrofo, se vi era ancora disponibilita' di felpe Nike, la risposta fu di cercare una commessa del reparto tessuti in quanto loro non specificatamente addette. Provai e non trovandone, decisi di cercare la maglia comunque. Una volta trovata la stessa (felpa Nike rossa con maniche bianche) giunge una commessa e le chiedo se esisteva un camerino per indossarla. Mi disse che non vi erano camerini disponibili, quindi sempre con la commessa nelle vicinanze la indosso parzialmente, in pratica solamente con il capo ma poi decido subito di non andare oltre in quanto sicuro della taglia. Per cui con maglietta alla mano vado ad una cassa e prendo un cestino della spesa immettendovi la felpa. Faccio un altro giro per vari stand, acquisto altri prodotti (shampoo, bacinelle plastica, un vaso, succo d'arancia). E proseguo quindi per l'uscita. Pago regolarmente tutti i prodotti alla prima cassa (quella piu' vicina agli uffici) e completata l'operazione vengo subito fermato da un signore sulla sessantina che mi invitava a seguirlo in ufficio. Io pensavo ad un semplice controllo incrociato "scontrino/ prodotti" per cui non do molta importanza inizialmente all'episodio. Appena dentro, chiudono la porta dell'ufficio e questo signore inizia la conversazione dicendo: "Lei ha indossato una maglietta. E qui l'ho blocco subito dicendogli "Guardi che questa maglietta (la Asic che indossavo) l'ho acquistata lo scorso venerdi'". E lui mi risponde con un espressione alquanto ironica e sicuro di quello che stava per contestarmi, "Si sente toccato?, "No, rispondo, ma so fare 1+1", e continua dicendo.. "non mi riferivo a questa maglietta, ma ad una felpa blu adidas". Al che comincio ad alterarmi in quanto non espressamente ma mi stava facendo intendere che avevo occultato questa maglietta blu. Chiaramente io ho negato, in quanto non avevo mai indossato alcuna maglietta Adidas e che oltretutto non capivo dove voleva arrivare. L'unica maglietta che avevo indossato seppur parzialmente era rossa/nike ed era all'interno della busta della spesa regolarmente pagata. Questa conversazione dai toni accesi ha continuato, sempre con il dito puntato su questa benedetta maglietta blu, al che ho chiesto di verificare i filmati delle telecamere interne cosi' avremo chiarito la faccenda. Ho chiesto anche da dove scaturiva questa sua certezza, rispondendo che vi erano due commesse del reparto a prova di cio'. Ho chiesto quindi che venissero in ufficio per un confronto. Avvenuto cio' queste due signorine confermavano che io avevo indossato una maglietta adidas, e poiche' ho pensato anche ad un possibile scambio di persona, le ho chiesto" Non si ricorda che io le chiesi se era disponibile un camerino etc.? E lei rispose: Si, e' lei, ed ha indossato una maglietta blu. Al che mi sono ulteriormente innervosito, oltretutto vi erano un sacco di persone che ai miei occhi stavano guardando in direzione dell'ufficio e che per me era una emerita figuraccia. Viviano in una zona in cui bene o male ci si conosce e capite bene che la situazione era imbarazzante. Poiche' ritenevo il tutto un assurdo, ripetevo di esibire i filmati e comunque io avevo regolarmente pagato la merce che era nella busta spesa invitandoli a controllare. Successivamente si avvicina un altro signore sulla sessantina, e mi chiede, seppur con toni piu' cortesi, conferma di quando avevo acquistato la maglietta che indossavo e di consegnarli lo scontrino della merce che avevo appena acquistato. Stavamo quindi andando oltre, ovvero alla verifica ed alla dimostrazione dell'origine di un altro prodotto da me regolarmente acquistato giorni addietro. Ho dato tutti i riferimenti (data, ora di acquisto, dettagli della mia carta Conad.). ho chiesto inoltre di verificare le telecamere all'ingresso per capire che cosa indossavo al momento dell'entrata. Insomma un calvario ed una frustrazione mia ed esaltazione dei signori in questione, in particolare del primo signore che mi aveva fermato all'uscita dalla cassa. Questo signore l'ho invitato ulteriormente a verificare e che ero disposto a subire una denuncia per furto se trovavano qualcosa di illecito, ma di assumersi anche le sue responsabilita' in quanto l'avrei denunciato per ingiuria se era tutto regolare in considerazione del suo approccio nei miei confronti.
Alla fine, dopo 15 minuti ca di continua tensione e dialoghi alquanto spiacevoli, giunge il signore a cui avevo consegnato lo scontrino e mi dice che si erano sbagliati e di scusarli. La mia risposta e' stata ancora di maggior nervosismo in quanto il primo signore, sempre con aria ironica ed arrogante, insisteva nel dire che la maglietta blu l'avevo comunque indossata. Il quel momento mi sentivo ulteriormente oltraggiato e non nascondo la tentazione di mettergli le mani addosso. Il grosso errore che ho commesso e' stato di non aver chiamato subito le forze dell'ordine non appena era chiaro che non si trattava di un semplice controllo scontrino-merce. Questo abuso di chiudermi dentro un ufficio e di sentirmi accusato o comunque messo in cattiva luce, oltreche' passare per bugiardo mi ha urtato profondamente. Non capisco tuttora l'accanimento dimostrato da queste persone, oltretutto un cliente ha il diritto di indossare un prodotto e poi magari sceglierne un altro, per cui anche se l'avessi realmente indossata non ne vedevo il problema. Ma era evidente la loro convinzione e contestazione ad un mio ipotetico furto, senza che questo potesse essere minimamente dimostrabile. Per due sere consecutive mi sono recato all'ipermercato per cercare di parlare dell'accaduto con un responsabile, che mi dicono essere il Sig Antonio Flore, ma la prima sera mi risposero che era appena uscito con un certo Sig Massidda, e la seconda sera non era in sede. Ho comunque inoltrato l'episodio alla Polizia ed all'Associazione Consumatori. Non ho pretese, ma che almeno queste persone, in particolare il primo signore, vengano richiamate a seguire idonee procedure e soprattutto meno arroganza e maggior delicatezza e senso di rispetto del cliente. Una cosa e' comunque certa, per quanto mi sara' possibile ne io ne i miei familiari metteremo piu' piede all'interno dei supermercati Conad, e non solo, ma le migliaia di euro che annualmente grazie alla mia professione vengono portate da nostri clienti nelle casse dei Vostri negozi della zona, saranno dirottate altrove. Capisco che la Vostra azienda merita tutta la serieta' ed il rispetto possibile, ma per come sono stato trattato sara' difficile usufruire in futuro dei Vostri servizi. In data 10 Nov mi sono nuovamente recato all'ipermercato per avere i nominativi delle persone coinvolte. Il primo signore che mi fermo' e' il sig Massidda GPaolo, il secondo quello della verifica dello scontrino il Sig Flore Antonio.
Cordialmente.
Bernardo, da Sant'Antioco
Risposta ADUC
Comprendiamo la sua irritazione e tristezza civica, ma -nel suo interesse- non sia cosi' prolisso se vuole farsi leggere. Noi abbiamo letto tutto e partecipato con lei alla triste vicenda, ma le garantiamo che siamo una sorta di mosca bianca. Ci auguriamo che comprenda il nostro consiglio.
Nello specifico le consigliamo di fare un esposto in procura della repubblica, raccontando i fatti con il massimo di obiettivita' (e ovviamente molto piu' concisi...) e chiedendo al giudice se in essi vi rileva gli estremi di un reato.
Nello specifico le consigliamo di fare un esposto in procura della repubblica, raccontando i fatti con il massimo di obiettivita' (e ovviamente molto piu' concisi...) e chiedendo al giudice se in essi vi rileva gli estremi di un reato.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti