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Cara ADUC

Calzatura di lusso difettosa, disservizio azienda

25 gennaio 2008
Domanda 25 gennaio 2008
Risiedo all'estero e la mia famiglia vive a Milano. La scorsa estate durante le vacanze con mio marito mi trovavo di passaggio a Bolzano ed ho acquistato un paio di scarpe di una marca costosa (F.lli Rossetti) in un negozio multimarca. Tornata in Copenhagen ho indossato le scarpe una sola volta in ufficio e queste, entrambe e nello stesso punto, si sono tagliate sia sulla pelle che sulla parte in vernice in maniera non riparabile. Le ho inviate a mia mamma a Milano che le ha portate al negozio monomarca in Via Montenapoleone, dopo che al telefono avevo gia' parlato con la direttrice del negozio e questa mi aveva assicurato che se il difetto era della scarpa l'Azienda mi avrebbe fornito la riparazione o trovato una soluzione per il rimborso alcun problema. La direttrice ha ripetuto la medesima cosa a mia mamma in persona (con testimone). Il negozio non ha mai telefonato per aggiornarmi sulla eventuale riparazione o rimborso (dal 10 novembre in cui le scarpe sono state loro consegnate) e la sottoscritta li ha contattati diverse volte, per sentirsi dire dopo oltre un mese che non avendole acquistate da loro, loro non potevano fare niente, Dopo mie ripetute spiegazioni e lamentele, hanno accettato di parlare con l'azienda. Questa ha fatto sapere che doveva ricercare il prezzo consigliato ai negozi distributori, cosa che ha richiesto un mese aggiuntivo. Oggi (22 gennaio) tramite tale negozio, l'azienda ha fatto sapere che mi daranno un buono acquisto per l'importo del prezzo consigliato della calzatura, ma tale buono puo' essere utilizzato solo ed esclusivamente nel negozio di Bolzano dove ho acquistato la scarpa. Con un'amica ho gia' visto la politica dell'azienda in questi casi, e non e' quella che viene applicata ora nel mio caso. La mia amica acquisto' un paio di scarpe in un outlet, appartenenti alla stagione precedente. Alla loro rapida usura si e' lamentata nel negozio monomarca di Bologna che ha sostituito la scarpa dcendo che quella era la politica dell'azienda ove fosse riconosciuto un difetto di produzione (che pure ora riconoscono).
Io vengo a Milano in visita solo poche volte all'anno e mi fermo solo il weekend. Come posso da Milano, quando ci sono solo sabato e domenica, andare a Bolzano per un buono di acquisto in un negozio ove magari nemmeno trovo un paio di scarpe che mi piace per quella volta o che ci sia in mia misura? Devo tornare alla prossima "visita" alla mia famiglia? Mi sembra che l'azienda, per i prezzi applicati e le attese ingiustificate, stia fornendo un disservizio ad una cliente altrimenti affezionata alla marca. E' possibile che io non possa avere un buono di acquisto per quella marca in uno dei loro negozi, e non siano poi loro a gestire i rimborsi? E ' giusto che sia io a dover utilizzare un weekend per andare a Bolzano invece che stare con la famiglia? E tutto cio' dopo due mesi e mezzo in cui li ho dovuti rincorrere?
Grazie
Silvia, da Paullo (MI)

Risposta ADUC
se il venditore di Bolzano e quello di Milano (a cui ha consegnato le scarpe) sono lo stesso soggetto giuridico, puo' avvalersi delle previsioni del codice del consumo e intimare la sostituzione o il rimborso dei soldi tramite una raccomandata ar di messa in mora
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