Cara ADUC
Alice tutto incluso, e secondo numero ISDN: onnipotenza Telecom
Domanda
27 ottobre 2008
Cara Aduc,
Scrivo per segnalare uno dei soliti "piccoli abusi" di cui è costellata la nostra beneamata Nazione, quando si ha a che fare con potenti monopolisti. La mia storia è abbastanza semplice: sono un utente soddisfatto Telecom italia: si fanno pagare, ma almeno danno un buon servizio. Almeno, è quello che credevo sino a un paio di mesi fa. Il mio problema, sorge quando, utente Alice 7 mega (vabbè, erano 4 i mega da tempo immemorabile, ma...) chiedo due semplici cose:
Un secondo numero sulla mia linea ISDN (tecnicamente, chiedo di passare da linea mononumero a multinumero su ISDN NT1 plus...) linea che, è bene ricordarlo, GARANTISCE fino a 7 numeri (oltre l'originale...) su doppino digitale, e, contemporaneamente, l'attivazione dell'offerta ''alice tutto incluso'' che mi avrebbe permesso di avere una ''flat'' per urbane e interurbane. Bene, cioè: male... Comincia uno strano tira e molla: la tuttoincluso mi viene rapidamente attivata (d'altronde, non essendoci modifiche d'impianto di un qualsiasi tipo, si tratta semplicemente di una variazione amministrativa) ma del secondo numero su ISDN, non c'è traccia: nulla da fare. Il contratto da me firmato una decina d'anni fa? Lettera morta. Cosa ho scoperto, insistendo e pregando? Che l'incompatibilità non è tecnica, ne' fisica, figurarsi giuridica: ma COMMERCIALE. Ho una simpatica missiva Telecom che mi annuncia che il secondo numero, che PER CONTRATTO mi spetterebbe, avendolo chiesto, su ISDN, no, me lo possono e me lo VOGLIONO dare, anzi, me LO DANNO solo sul LORO VOIP. VOIP proprietario, con il quale ci si lega mani e piedi a Telecom, ai suoi apparati, e a quanto ti danno in comodato d'uso. E se disdici, il numero se lo riprendono, essendo ''virtuale''. Alla fine, un operatore ''avanzato'' mi spiega: l'incompatibilità sorge perchè le offerte ''ALICE MIA" (ossia: cn VOIP in omaggio... a pagamento) a Telecom costano zero. ISDN, invece, è una tecnologia costosa, che non conviene loro continuare a supportare. Peggio: impedisce di vendere linee, costosissime, aggiuntive RTG, o analogiche che dir si voglia, ma ancora peggio, permettono di svincolare le linee voce dall'ADSL. Infatti, chi come me ha ISDN, è raggiunto da un ''doppino aggiuntivo'' che la Telecom attuale vede molto, ma molto male: appunto perchè dedicato, ''aggiuntivo'' separato dal resto dei loro vastissimi servizi integrati. In pratica, e solo per questo, una scelta commerciale, una lettera di Telecom mi annuncia l'incompatibilità COMMERCIALE del mio contratto, debitamente firmato, con la loro offerta.
Quindi, non posso avere quanto PREVISTO dal medesimo. Fra i piccoli e grandi abusi, questo è francamente vergognoso: dato che di fatto crea una nuova fattispecie di nullità di un contratto altrimenti valido, la nullità del ''perchè non mi conviene a me che sono quello che decide'', e se si insiste, la risposta è: "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare"
E tutto questo, per iscritto.
Giosuè, da Scalea (CS)
Scrivo per segnalare uno dei soliti "piccoli abusi" di cui è costellata la nostra beneamata Nazione, quando si ha a che fare con potenti monopolisti. La mia storia è abbastanza semplice: sono un utente soddisfatto Telecom italia: si fanno pagare, ma almeno danno un buon servizio. Almeno, è quello che credevo sino a un paio di mesi fa. Il mio problema, sorge quando, utente Alice 7 mega (vabbè, erano 4 i mega da tempo immemorabile, ma...) chiedo due semplici cose:
Un secondo numero sulla mia linea ISDN (tecnicamente, chiedo di passare da linea mononumero a multinumero su ISDN NT1 plus...) linea che, è bene ricordarlo, GARANTISCE fino a 7 numeri (oltre l'originale...) su doppino digitale, e, contemporaneamente, l'attivazione dell'offerta ''alice tutto incluso'' che mi avrebbe permesso di avere una ''flat'' per urbane e interurbane. Bene, cioè: male... Comincia uno strano tira e molla: la tuttoincluso mi viene rapidamente attivata (d'altronde, non essendoci modifiche d'impianto di un qualsiasi tipo, si tratta semplicemente di una variazione amministrativa) ma del secondo numero su ISDN, non c'è traccia: nulla da fare. Il contratto da me firmato una decina d'anni fa? Lettera morta. Cosa ho scoperto, insistendo e pregando? Che l'incompatibilità non è tecnica, ne' fisica, figurarsi giuridica: ma COMMERCIALE. Ho una simpatica missiva Telecom che mi annuncia che il secondo numero, che PER CONTRATTO mi spetterebbe, avendolo chiesto, su ISDN, no, me lo possono e me lo VOGLIONO dare, anzi, me LO DANNO solo sul LORO VOIP. VOIP proprietario, con il quale ci si lega mani e piedi a Telecom, ai suoi apparati, e a quanto ti danno in comodato d'uso. E se disdici, il numero se lo riprendono, essendo ''virtuale''. Alla fine, un operatore ''avanzato'' mi spiega: l'incompatibilità sorge perchè le offerte ''ALICE MIA" (ossia: cn VOIP in omaggio... a pagamento) a Telecom costano zero. ISDN, invece, è una tecnologia costosa, che non conviene loro continuare a supportare. Peggio: impedisce di vendere linee, costosissime, aggiuntive RTG, o analogiche che dir si voglia, ma ancora peggio, permettono di svincolare le linee voce dall'ADSL. Infatti, chi come me ha ISDN, è raggiunto da un ''doppino aggiuntivo'' che la Telecom attuale vede molto, ma molto male: appunto perchè dedicato, ''aggiuntivo'' separato dal resto dei loro vastissimi servizi integrati. In pratica, e solo per questo, una scelta commerciale, una lettera di Telecom mi annuncia l'incompatibilità COMMERCIALE del mio contratto, debitamente firmato, con la loro offerta.
Quindi, non posso avere quanto PREVISTO dal medesimo. Fra i piccoli e grandi abusi, questo è francamente vergognoso: dato che di fatto crea una nuova fattispecie di nullità di un contratto altrimenti valido, la nullità del ''perchè non mi conviene a me che sono quello che decide'', e se si insiste, la risposta è: "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare"
E tutto questo, per iscritto.
Giosuè, da Scalea (CS)
Risposta ADUC
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora, chiedendo l'esatto adempimento:
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In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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