Martedì 9 giugno 2026
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Cara ADUC

Alcune critiche al nostro servizio Investire Informati

13 febbraio 2006
Domanda 13 febbraio 2006
Apprezzo molto il vostro lavoro (anche se non condivido che venga svolto gratis indifferentemente a tutti, stimolando la pessima tendenza italica alla "furbizia" che prende senza dare). Ma trovo paradossali e incomprensibili certe vostre posizioni (d'altronde i fiorentini sono appunto cosi': troppo buoni su alcuni argomenti e troppo duri su altri). Non ho capito la incredibile accondiscendenza con le banche nel fallimento di Tecnodiffusione, societa' che si sarebbe tranquillamente salvata se le banche non avessero avuto un atteggiamento, demenziale, strafottente, vessatorio e autolesionista nei confronti di una societa' vittima di crisi oggettiva del settore. Non ho capito la "puntualizzazione" in merito alla "rischiosita'" del prestito sociale Coop. Andava benissimo in un seminario universitario ma mettere paure immotivate addosso ai risparmiatori, come se la Coop stesse per fallire, mi sembra che non fosse proprio la cosa piu' urgente. Cosi' oggi mi sembra assurda la contrarieta' ai risarcimenti pubblici alle vittime di crack finanziari. E' giusto che lo stato italiano non si occupi di bond argentini. Chi investe all'estero non puo' cercare tutele in Italia. E' anche logico che non si possa tutelare chi presta soldi al negozietto all'angolo, perche' lo ha fatto senza nessuna garanzia e quindi di e' assunto in proprio rischi e benefici. Ma chi ha investito in societa' italiane col "bollino blu", ovvero quotate su mercati regolamentati e controllati a diversi livelli pubblici, e ora si trova con carta straccia in mano, non puo' essere abbandonato a se' stesso. Non solo per ragioni "sociali" e solidaristiche ma proprio perche' e' interesse dello stesso svolgersi dell'economia dare un minimo di tutele a chi ha portato i soldi nelle aziende che producono ricchezza. Altrimenti si afferma il principio che i controlli non servono, lo stato si disinteressa e ci prendiamo altri 20 anni di bot-people e le aziende si finanzieranno solo in banca. Buon lavoro.

Risposta ADUC
Se obbligassimo a pagare rischieremmo di assomigliare a talune associazioni che hanno fatto della propria attivita' un vero e proprio business, obbligando tutti al pagamento di una tessera e prendendo finanziamenti dallo Stato o dalle aziende. Preferiamo, invece, "guadagnarci sul campo" i contributi volontari mediante il nostro lavoro quotidiano messo a disposizione di chiunque abbia interesse o bisogno. Dove sarebbe la nostra accondiscendenza con le banche per il caso Tecnodiffusione? Perche' abbiamo scritto che era loro diritto non accettare una ristrutturazione del debito? E' la verita'. Che poi le banche abbiano "figli e figliastri", favorendo gli amici degli amici e non altri, e' verissimo ma pretendere il pagamento dei debiti senza concedere ulteriori proroghe era loro diritto e non possono essere incriminate di cio'. Se poi qualcuno volesse intentare una causa per questo motivo e' libero di farlo, ma secondo noi perde tempo e danaro. Dei "libretti" Coop parliamo da tre anni, come ha letto nella nostra replica. L'articolo nasce dal fatto che i recenti avvenimenti avevano portato (tardivamente, come fatto notare) molte persone a chiedersi, e a chiederci, se i "libretti" Coop fossero sicuri come ritenevano. Non la reputiamo affatto una questione da seminario all'universita', anzi, visto che riguarda oltre un milione di persone. Esistono tanti altri argomenti da trattare? Vero, abbiamo mille idee ma il tempo a disposizione e' quello che e'. Si cerca di fare il possibile, che e' sempre meglio rispetto a non fare niente. Siamo stati sempre contrari ai risarcimenti pubblici per i crack per tutta una serie di motivi:
- Vengono rimborsati tutti alla stessa maniera, compresi quelli che se la sono cercata, vedi quelli che si vantavano con parenti ed amici delle "cedole al 10% senza rischio" offerte dall'Argentina e magari li prendevano pure in giro perche' loro avevano i CCT e non approfittavano del "regalo" argentino.
- Le banche, spesso responsabili, se la cavano per l'ennesima volta perche' questi risarcimenti si sostituiscono ai loro.
- Esistono responsabilita' di enti per mancata vigilanza? Le si accerti, altra cosa che con questi risarcimenti non avviene, invece. Ben vengano, a quel punto, i risarcimenti da parte loro.
- Lo stesso concetto che la collettivita' risarcisca gli investimenti finiti male e' devastante. Se la responsabilita e' di banche, sim, autorita' di vigilanza, ecc. devono essere queste a risarcire, mentre se la responsabilita' e' dell'investitore e' assurdo stabilire che tutti gli altri paghino per errori che sono soltanto suoi. Per non parlare del messaggio "in un modo o in un altro tutto si sistema" lanciato a chi investe. E' con questi messaggi che si desidera educare al risparmio ed al corretto investimento?
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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