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Agenzie immobiliari, accordo verbale non rispettato

2 agosto 2008
Domanda 2 agosto 2008
Nel mese di febbraio decido di fermare con una proposta d'acquisto una casa, anche e soprattutto sulle rassicurazioni di un agente immobiliare che, tramite conti e schemi, dichiarava di potermelo permettere in quanto avrebbe venduto il mio appartamento entro breve tempo e ad una cifra che avrebbe coperto tutte le spese con avanzo per eventuali lavori. Fermata casa firmo (purtroppo)un mandato in esclusiva e che scade il 30/7/08, che è lo stesso tempo che ho io per il rogito della nuova casa. Il mio appartamento viene erroneamente stimato dall'agente sia per prezzo sia per misure e viene messo in vendita per 210.000,00 euro pubblicizzandolo come appartamento 74mq box 25mq ecc. E su questo prezzo mi ha chiesto una provvigione pari al 2,5%. Per troppi mesi l'immobile non veniva venduto a causa del prezzo. Dopo una visita fatta dal responsabile dell'agenzia vengo contattata e con molta insistenza, dicendo che purtroppo il mercato è crollato (per non ammettere il loro errore), dovevo assolutamente abbassare il prezzo a 180.000,00euro, anche perchè se volevo vendere rimaneva poco tempo. Mi sono rifiutata dichiarando che secondo i calcoli dell'agente non potevo scendere sotto i 190.000,00 euro altrimenti non coprivo la somma dovuta per la nuova casa e le spese, così ho firmato un aggiornamento del mandato a 195.000,00 euro e una provvigione al 2'%. Dopo ancora altro tempo e l'ansia da parte mia che cresceva per la prospettiva di perdere caparra e provvigioni date all'altra agenzia. Un cliente, inviato dall'agenzia dove ho acquistato, dice di essere interessato e verbalmente rimane d'accordo con l'agenzia che farà una proposta a 190000,00 euro. L'agenzia consegna al presunto acquirente vari documenti dell'appartamento tra cui una piantina catastale. L'acquirente prende le misure sulla piantina e si accorge che i mq non sono 74 ma 56 e il box non 25 ma 19. A questo punto la sua offerta scende a 160.000,00E (sempre verbalmente), ed io vengo a conoscenza dell'errore fatto sulla misurazione. Arrabbiatissima su questo e vari altri atteggiamenti mi presento in agenzia e propongo un accordo davanti al responsabile e all'agente per uscire fuori da questo disastro: io avrei accettato una proposta a 175.000,00E (perdendo così 15.000,00E) e loro avrebbero rinunciato alla provvigione, purtroppo tutto ciò solo a parole senza mettere nulla per inscritto. L'acquirente è stato ricontattato e dopo una trattativa, ed essere stato messo al corrente che il prezzo era stato così tanto ribassato perchè, l'agenzia avrebbe rinunciato alla provvigione da parte mia (ed è pronto a testimoniarlo lui e la sua compagna, anche lei presente a questa affermazione), la proposta è stata fatta e da me conseguentemente accettata. Il giorno 28/7/08 al preliminare di compravendita l'agente si è presentato con la fattura di 3.500,00E che aveva già detto al notaio di scrivere sull'atto (poi cancellata quando ho messo al corrente il notaio del diverbio). Ora: io so che ho firmato per il 2%; ma mi aspettavo almeno un mea culpa ed al massimo di dover conferire all'agenzia un rimborso spese!?! Cosa posso fare,visto che per colpa loro ho già perso 15.000,00E, non vorrei perdere altri 3.500,00E? Grazie in fede, Nadia.
Nadia, da Campagnano (RM)

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