Martedì 9 giugno 2026
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Cara ADUC

Agenzia delle entrate, accertamento con presupposti errati

7 febbraio 2009
Domanda 7 febbraio 2009
Vorrei sottoporre alla Sua attenzione quanto è successo alla nostra azienda.
Nell'anno 2004 abbiamo chiesto un rimborso IVA, nel 2006 abbiamo avuto un accertamento sui redditi prodotti nel 2004. Nel corso di tale accertamento effettuato con metodo induttivo, benché non esistessero i presupposti gravi precisi e concordanti per adottare tale metodo, ci veniva attribuito un maggior reddito rispetto a quello dichiarato pari ad euro 31.452,00.
Questo maggior reddito veniva giustificato dagli accertatori secondo calcoli in base ai quali risultava che le lavorazioni fatte fare esternamente al nostro laboratorio avevano costi superiori al prezzo finale da noi applicato ai nostri clienti. A nulla sono valse le nostre spiegazioni e dimostrazioni documentate (specifiche del settore orafo in cui operiamo che ovviamente non posso riassumerle).
Non ritenendo giusto ciò che il verbale risultante dall'accertamento evidenziava abbiamo fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale. Tale commissione pur ritenendo sbagliato il metodo adottato per l'accertamento e pur evidenziando il buon operato della nostra azienda peraltro con un reddito relativo al 2004 congruo e coerente agli studi di settore e constatando che non erano emerse irregolarità di nessun tipo ha deciso di riconteggiare ugualmente un maggior reddito di 15.000,00 euro per l'anno 2004.
Come LEI ben sa per poter effettuare il primo ricorso abbiamo dovuto pagare un terzo di quanto era stato accertato, ora per ricorrere nuovamente alla commissione tributaria regionale dovremmo pagare un terzo di quanto conteggiato dalla commissione tributaria provinciale e attendere non si sa per quanto tempo prima di una nuova sentenza.
Ora, fermo restando che siamo pienamente d'accordo con una politica contro l'evasione fiscale e consapevoli di essere contribuenti che rispettano il pagamento delle tasse dovute (anche se troppo onerose) la nostra domanda è: come si può riconoscere che il metodo adottato per l'accertamento è sbagliato e pretendere comunque il pagamento di una somma conteggiata con tale metodo? E come può in un momento di grave crisi come quello attuale in cui manca completamente liquidità trovare i fondi per far valere le proprie ragioni?
Ringraziandola per l'attenzione che vorrà dimostrarci, porgiamo Distinti saluti.
Antonella , da Pomaro Monferrato (AL)

Risposta ADUC
ci spiace non poterla aiutare ma, in quanto associazione di consumatori, non siamo ferrati in materie aziendali -e di IVA- e men che mai -al di la' dell'argomento trattato- siamo in grado di entrare nel merito di una sentenza di una commissione provinciale tributaria cosi', a distanza. Crediamo debba rivolgersi, per un parere, ad un commercialista o ad un avvocato tributarista.
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