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roberto.casiraghi 25 febbraio 2016 11:18
Quando si apre un libretto COOP si deve essere ben consci che il denaro non sarà protetto dal fondo di garanzia interbancario per cui non si deve depositare una porzione troppo elevata dei propri averi ma ciò che, anche se lo perdessimo, non inciderebbe in modo sostanziale sulla nostra condizione economica complessiva. Avere un libretto COOP può però essere utile per quando dovessero accadere le stesse cose avvenute in Grecia. Si ricorderà che in quel paese, all'epoca del referendum Tsipras dello scorso anno, i cittadini ellenici si trovarono di punto in bianco con le banche chiuse per settimane e settimane con la possibilità di ritirare denaro solo tramite i bancomat e in piccole quantità. In casi come quello, avere la possibilità di ritirare somme contanti anche da un'altra fonte sarebbe di indubbia utilità.
macheneso 25 febbraio 2016 16:47
Reputo alquanto difficile l'ipotesi di vedere le banche chiuse e allo stesso tempo le Coop erogare il contante come se niente fosse.
Si potrebbe usare il saldo del libretto per comprare merce, quello sì, sempre che non blocchino anche quella possibilità, e sempre di trovare i punti vendita ancora aperti ed integri.
savpg8801 25 febbraio 2016 18:23
"macheneso" commenta sensatamente. Tuttavia non diciamo le Coop; le cooperative sono di tante specie e operano in tanti settori. La Coop di cui si parla nel thread è di consumo. Altre sono andate in malora e altre sono solide.
Difficile è appurarlo come è difficile per le banche.
Ad ogni modo se per i depositi e i conti correnti bancari esiste un fondo di garanzia (ma necessita vedere bene l'elenco degli aderenti (sito apposito))che coprirebbe(avendone le capacità) entro i centomila euro per banca e per persona, altrettanto non appare evidente, nello stesso modo, per le cooperative che raccolgono prestiti dai soci per utilizzarli e/o investirli.
E' fin troppo evidente che se la cooperativa va in default o ne è sulla strada e i soci-depositanti-prestatori lo imparano, vanno tutti a prelevare e si ritroveranno con pugni di mosche per il semplice fatto che non vi sarà più liquidità disponibile. Anche se si ritiene questa forma di prestito in certo qual modo privilegiata, tuttavia la cassa vuota non sarà in grado di soddisfare le richieste. Potrebbe rilasciare assegni bancari (come fanno normalmente per i prelievi consistenti), ma quando il prenditore si recherà all'incasso, si vedrà rifiutare il pagamento elevandosi il protesto con tutte le conseguenze del caso se non vi saranno fondi, come probabile, e per emissione di assegni a vuoto.
E da qui si innesca parecchio.
Anche farsi migliaia di euro di spesa in poco tempo la vedo poco probabile.
Ma oggidì ormai nulla è più sicuro. Neppure il pentolone murato.
Come ipotizzato meglio differenziare capillarmente e con poche cifre. Non andrà tutto male in fondo e per tutti.
Certo che la sacralità del risparmio, in ogni sua forma, sta venendo meno.
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