MicBen
26 giugno 2013 19:05
Vi ringrazio per la risposta ma, forse per la brevità della mia comunicazione, quanto da voi indicato non corrisponde esattamente al mio caso.
L'architetto in questione ha infatti presentato all'Ordine solo la seconda notula a saldo di 7.503,77euro (i costi onerosi aggiuntivi sono stati indicati, nella vidimazione, come importo ulteriore). Non credo di possa quindi parlare di rettifica della prima stesura presentata dal professionista.
MicBen
26 giugno 2013 19:49
Facendo inoltre riferimento alle Legge 2 marzo 1949, n. 143 "Approvazione della tariffa professionale degli ingegneri ed architetti", risulta che:
Art. 5
Gli onorari sono stabiliti a discrezione oltre che per le consulenze anche per le prestazioni seguenti e simili e in tutti quei casi in cui non sia possibile applicare il criterio per analogia:
a) ricerche industriali, commerciali, economiche, confronti di sistemi di produzione, di costruzione e di impianti;
b) esperienze, prove, studio di processi di fabbricazione, misure di portate di corsi di acqua;
c) studi di piani regolatori di viabilità ed edilizia urbana e dei problemi della circolazione e del traffico;
d) studi di piani regolatori idraulici di bacini fluviali e per la scelta della migliore soluzione per impianti idroelettrici;
e) organizzazione razionale del lavoro;
f) perizie estimative di beni in forma di parere verbale o di lettera, memorie e perizie stragiudiziali in tema di responsabilità civile o penale, consulenza su brevetti, interpretazioni di leggi e regolamenti, sentenze, contratti, certificati di autorità marittime o consolari o di registri di classificazione di navi;
[…]
Le generiche diciture "Colloqui..." non possono - a quanto ho letto - essere rubricabili nelle voci previste dall'art. 4.
Come ha potuto l'Ordine degli Architetti di Pisa vidimare una notula a saldo in cui ogni ora e frazione di ora (anche per "tentativi di telefonata"!) è stata tout court moltiplicata per 56,81euro?
E' questa la tutela del consumatore?
minotauro5801
27 giugno 2013 09:25
Se ancora non lo hai capito, te lo spiego:" Rivolgersi ai vari ordini è solo un inutile spreco di tempo e di denaro".
MicBen
29 giugno 2013 11:35
Non è una questione di capire ma di accettare che tutto rimanga esatammente com'è.
Io non lo accetto perché, così come sono abituata a dare, anche pretendo correttezza e trasparenza. E mi dispiace constatare che un'intera categoria di professionisti si pieghi di fronte allo status quo, miope nel non vedere i danni di credibilità che tutto questo comporta.
Che gli Ordini allora abbiano almeno il pudore di non pubblicare norme deontologiche che rimangono lettera vuota. Sarebbe un passo avanti nella 'trasparenza'.