lorenzo5707
13 dicembre 2012 19:30
Quanto scrive Antonio dimostra che i contributi previsti dal famigerato Art.208 non transitano nemmeno da busta-paga, sono versati dal Comune direttamente al fondo previdenziale ed eludono pertanto l'imposizione Irpef. Se transitassero da busta-paga, il versamento del TFR sarebbe obbligatorio per poter beneficiare della deduzione (peraltro limitata a 5164.57 anno). Ciò non è evidentemente avvenuto finora e, a quanto dicono al vigile, non avverrà nemmeno in futuro: "Tutti dicono che non riguarda il TFR (perchè ciò è solo con il fondo Perseo - contrattazione nazionale) e non la nostra Polizia Locale di Milano, ma non mi fido".
Contrariamente a quanto riportato nella risposta, io credo invece che ad Antonio converrebbe fidarsi e starsene zitto. Il lamentare pubblicamente la scarsa trasparenza sull'accordo Comune-Sindacati-Unipol potrebbe far scoprire altarini conosciuti da pochi ed attirare involontariamente su di sè ed i suoi colleghi anche la critica di Monti: "Chi evade mette le mani nelle tasche dei cittadini onesti".
venessian55
13 dicembre 2012 21:55
Attento, Antonio da Limbiate, a non sollevare un vespaio. Leggi la lettera di Giuseppe di pochi giorni fà:
http://investire.aduc.it/lettera/previdenza+complementare+codice+della+strada_253693.php
Buona parte dei proventi delle multe, come prevede l'articolo 208 del Codice della Strada, sono appunto destinati alla previdenza integrativa dei poliziotti, anziché alla sicurezza stradale come prevedono tutte le altre voci del citato articolo. Se il vigile, che rischia la vita ogni giorno, merita un trattamento di miglior favore rispetto a quello di un impiegato qualsiasi che mette timbri in un oscuro ufficio comunale, questo trattamento dovrebbe trovare spazio e trasparenza tra i costi del personale e non essere surrettiziamente camuffato come spesa per la sicurezza stradale, incentivando l'irrogazione di sanzioni ed eludendo la tassazione Irpef.
venessian55