simona.andreazza
02 dicembre 2015 11:25
30 giugno 2012 10:23 - max58
A proposito dei costi di dismissione richiesti da Fasweb Spa a tutti coloro che desiderano migrare ad un altro operatore io Vi posso dire con assoluta certezza di NON PAGARLI MAI in quanto non sono dovuti, fatta eccezzione per il caso in cui la stessa fastweb non Vi invii un dettagliato e documentato resoconto degli stessi. Dal momento che, per lo meno per quanto riguarda la migrazione da loro ad altro operatore, di fatto i costi sono tutti a carico del nuovo operatore, come fanno a documentare costi inesistenti? Ecco perche', fatto salvo quanto sopra specificato, Vi consiglio di non pagare mai i costi di dismissione messi in fattura.
Parlo con tanta sicurezza perchè essendo migrato qualche mese ma a infostrada (ero cliente fastew) mi e' arrivata la fattura con addebito di euro 55.66 I.C. per costi di dismissione: ebbene io non solo non li ho pagati ma ho fatto ricorso al corecom e udute udite, l'avvocato della fastweb certa dottoressa Simona Andreazza dopo aver tentato con motivazioni fumose e prive di fondamento giuridico, di convincermi a pagare, nel momento in cui gli ho spiegato che la legge Bersani e' molto chiara
non solo ha dovuto riconoscermi il totale storno dei 55.66 euro di costi di dismissione ma anche un rimborso spese varie per 50 euro, il tutto certificato e documentato da regolare verbale sottoscritto dal conciliatore dott. Alessandro Bidoli.
Faccio nomi e cognomi perchè sono in grado di documentare quanto dico e a tal proposito allego alla presente copia del verbale di accordo relativo al mio contenzioso con fastweb.
Spero con ciò di aver contribuito non solo a far risparmiare dei soldini a qualcuno ma anche a aumentare la consapevolezza fra la gente che opporsi ai sopprusi SI PUO' e SI DEVE.
In relazione al riportato commento, preme precisare che la ricostruzione dei fatti quale offerta è parziale e faziosa; che lo storno di eventuali costi è avvenuto a titolo meramente conciliativo e che lo stesso può essere stato concesso in considerazione di altri circostanze/fatti inerenti il contratto in contestazione, non riportati e/o nemmeno noti all'utente. Diffido, pertanto, dal fare affidamento in "commenti" di tal genere e consiglio i lettori e/o associati di rivolgersi a persone qualificate (...che utilizzino, non ultimo, i canali web nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e dei principi generali del vivere civile -tra cui la riservatezza, la verità obiettiva dei fatti, il rispetto del contraddittorio nonché della c. d. "continenza", intesa come correttezza formale dell'esposizione e non eccedenza dai limiti di quanto strettamente necessario per il pubblico interesse-). Simona Andreazza