Commenti
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lucki 22 ottobre 2012 20:55
Un conto è se il povero Cristo ha acquistato la casa per abitarci,altro conto se per specularci.
federico3781 24 ottobre 2012 22:29
Ma chi glielo dice che tra qualche mese varrà "sicuramente" la metà? Il mercato è in crisi dappertutto, ma se la casa l'ha comprata a Roma (ma sarebbe lo stesso anche a Milano) il deprezzamento dorebbe essere minore rispetto a una città di provincia. Poi il tutto dipende ovviamente da una serie di fattori, tra cui: se in zona centrale o periferica, se ben servita da mezzi pubblici, se la costruzione è recente o vecchia, di pregio piuttosto che popolare, ecc. La legge della domanda e dell'offerta implica che alcune tipologie saranno sempre più richieste, con maggiore tenuta dei prezzi.
macheneso 25 ottobre 2012 19:34
In realtà la bolla ha assunto dimensioni assurde proprio nelle grandi città.
Quanto al "dipende dall'immobile, dalla zona, ecc.", attenzione a non fare la stessa fine di quelli che pensano "io ho titoli solidi in portafoglio, quindi i crolli di borsa non mi possono riguardare".
Cepu 26 ottobre 2012 13:12
Deve fare come negli stati uniti: smette di pagare il mutuo e lascia che la banca si pigli la casa.
massimo1062 27 ottobre 2012 20:37
allora le ipotesi sono due.
massimo1062 27 ottobre 2012 20:42
dicevo ci sono due possibilita'. la prima che lei abbia acquistato casa per necessita' ed allora se vale meno non ci perde finche' non la dovra' vendere, ma se ci abita perche ' venderla. la seconda e' che lei abbia fatto un investimento sbagliando e allora perche' cercare responsabili oltre lei ? si assuma le sue responsabilita'.
macheneso 28 ottobre 2012 11:02
Dal lato finanziario ci perde anche se ci abita e non la vende, altrimenti facciamo il ragionamento di quelli che non vendono i titoli "perché tanto finché non vendo non perdo"..e nel frattempo i titoli continuano a scendere di prezzo, rendendo impossibile il recupero.
Ovvio che abitarci rende il discorso differente.
Purtroppo, la bolla immobiliare ha ammazzato milioni di nuclei familiari, spesso nuovi e giovani. Ed il costo sociale supera qualsiasi costo finanziario.
Cepu 29 ottobre 2012 10:46
La bolla immobiliare è stata creata dalle banche, che di concerto coi fabbricanti concedevano mutui spropositati rispetto al valore degli immobili. Le banche sono in grado di valutare l'effettivo valore di un immobile.
Ma ovviamente, le banche guadagnano quando il mutuo è massiccio. E ora mi pare giusto che le banche vedano i loro mutui andare in sofferenza, e si trattengano gli immobili ipotecati in garanzia al valore che sempre più si avvicina al valore reale, economico.
Le famiglie italiane non possono farsi carico di questi giochetti.
macheneso 29 ottobre 2012 16:07
Tranquillo, che tanto poi le banche si fanno salvare coi soldi pubblici e quindi alla fine ci abbiamo rimesso tutti noi, inclusi quelli che non hanno comprato casa e non hanno fatto mutui.
Cepu 31 ottobre 2012 00:59
Eh no, adesso che gli stati si sono dimostrati insolventi (grecia), c'è poco da fare.
Nessuno stato può più permettersi di salvare banche rischiando se stesso.
Sono cavoli degli azionisti.
maurizio6989 19 novembre 2012 13:17
Solo quando vedrò che il MPS (e sue simili) dichiarerà fallimento, le sagge parole di Cepu assumeranno un valore!
Soprattutto adesso che i banchieri sono direttamente al governo, é molto più probabile vedere lo stato fatto scivolare verso il default, che una sola banca italiana dichiarare fallimento!
Già Tremorti faceva notare che anche se lo Stato Italiano é super indebitato e la recessione avanza, non é grave, fino a che le famiglie hanno risparmi a cui lo stato puo' attingere (anche demolendo il welfare)
Cepu 19 novembre 2012 19:24
Giusto per la cronaca le banchette falliscono eccome! Per montepaschi è sufficiente cambiare il clima politico, con le elezioni 2013, e andrà in aria pure lei.
Ricordarsi sempre che i cittadini hanno il VOTO, arma decisiva e purtroppo sempre sottovalutata, per mancanza di educazione democratica.
(13 settembre 2012) - Corriere della Sera "MILANO - Sotto il peso del crac di Banca Network Investimenti, il piccolo istituto di credito finito in liquidazione coatta amministrativa dopo aver anche congelato i conti dei clienti e ora sotto il faro della procura di Milano, crolla anche il suo primo azionista, Sopaf. Per la holding di partecipazioni controllata dalla famiglia Magnoni è stata presentata lunedì un' istanza di fallimento dal pool di banche creditrici capitanato da Unicredit. A fiaccare Sopaf sono stati i debiti - circa 120 milioni, di cui 71,5 verso le banche e 31 sotto forma di bond - a fronte di una perdita a fine 2011 di 57,9 milioni, che aveva portato in negativo il patrimonio netto di 6 milioni. Perdita in gran parte determinata dalla svalutazione per 49 milioni della quota in Banca Network. Da gennaio Sopaf era insolvente verso le banche, che lunedì hanno deciso di chiedere ai giudici di staccare la spina, dopo che si erano arenati i tentativi di ricapitalizzare la società in accordo con i Magnoni. Anche la loro holding Acqua Blu è stata messa in liquidazione a luglio: aveva una perdita di 25,5 milioni e un patrimonio negativo per 17,7 milioni. In Borsa la reazione è stata immediata, con il titolo Sopaf crollato del 17,5% a un livello minimale di 0,0061 euro."
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