PATTICITTI
21 maggio 2012 11:22
potresti opporti alle dimissioni dall'ospedale pubblico in quanto il papà è non autosufficiente invalido ed ultrasessantenne sino a che non avrai trovato una soluzione consona alle tue esigenze a questo proposito consulterei il sito della fondazione promozione sociale onlus che indica al meglio cosa si puo' fare se si adotta questa soluzione.
un saluto
elebon
01 giugno 2012 09:53
Salve, sono ancora elena, ringrazio chi mi ha risposto e vi aggiorno, sperando che possa essere utile a qualcun altro… ho scoperto che calcolare l’ISEE estratto (cioè quello del solo paziente) è una possibilità in più che si da al paziente, ma nel nostro caso non conviene e non è la situazione giusta, in primo luogo perché pare che serva almeno la sentenza per l’invalidità, ed io ho solo la domanda e la visita effettuata, poi perché se lo si fa “estratto” non compare il fatto che mio padre ha a carico mio fratello, (e nel nucleo familiare c’è anche mia madre invalida + del 65 % che aggrava ulteriormente la situazione e fa scendere ancora di più l’ISEE, nonostante che sia separata legalmente e non a carico ) calcolando l’ISEE normale , infatti, risulta ben sotto il limite di 13.000 euro e quindi la partecipazione alle spese del comune di Roma dovrebbe essere certa, in questo caso, quindi andremmo a pagare “solo” circa 800- 900 euro, QUINDI IN SINTESI IL PAZIENTE Può SCEGLIERE IL TIPO DI ISEE Più CONVENIENTE E CONSONO ALLA SITUAZIONE REALE, NON è OBBLIGATO A FARLO ESTRATTO SE QUESTO AGGRAVEREBBE LA SUA SITUAZIONE, ANCHE SE SUPERA IL LIMITE DI Età …. Chiedo comunque conferma non vorrei consigliarvi male… grazie di tutto, elena.
elebon
01 giugno 2012 09:55
... e cmq, grazie a Patticitti, per la sua risposta, cmq utile !
elebon
15 giugno 2012 09:11
sono sempre io, aggiornamento n° 2: ho trovato inspiegabilmente un posto nel giro di 15 giorni in una RSA vicino roma, accreditata e autorizzata dalla regione Lazio, dopo aver chiesto se fosse convenzionata, alla loro risposta affermativa ho trasferito li mio padre. Ora dopo un mese, mi dicono che hanno un contenzioso con il comune di roma, per cui per fare domanda di compartecipazione alla spesa da parte del comune, ho dovuto farla accettare dall'ufficio protocollo e farla accettare così dall'ufficio servizi sociali. questi però non possono lavorarla fino a che il comune di roma non accetteranno di fare una convenzione con la RSA. Risultato: ora l'RSA mi farà i conti come se fosse tutto in regola e mi farà pagare quello che pagherei con l'aiuto del comune, mi hanno già detto però che la retta sulla quale faranno i conti è quella totale, e non solo su quella alberghiera di 59 euro al giorno, e quindi che probabilmente a mio padre lasceranno solo 380 euro per le sue spese personali. Io penso forse erroneamente che la legge dica che invece i conti si debbano fare solo sulle spese alberghiere, non sulla retta totale di 3.600 euro, mi sbaglio ?
elebon
11 luglio 2012 09:10
tutto bene quel che finisce bene ! ultimo aggiornamento.. spero. Il comune di Roma ha accettato di partecipare alla spesa anche se mio padre non ha ancora l'invalidità e l'accompagno, e ... i miei conti erano sbagliati, infatti la compartecipazione alla spesa di mio padre non sarà di € 900,00 ma dovrà essere di soli € 322,00, è finita bene, quindi, in questo modo potremo pagare la retta, le spese personali e riuscire a farlo anche per mio fratello, grazie alla ADUC e spero che questa mia testimonianza possa servire ad altre persone, alla prossima.
dgiulivo
24 luglio 2012 11:37
Salve, avrò probabilmente da affrontare un caso simile a quello di Elena.
Mio padre è un invalido civile grave, accertato dall'inps, con parkinson e demenza grave che ora è ricoverato in ospedale ormai allettato, con flebo e catetere.
Credo sia probabile che tra qualche settimana possa venire dimesso (mi sto ancora chiedendo come mai) e quindi debba andare in una casa di riposo.
Mio padre ha una pensione di 1310 euro e viveva con mia madre che ha solo la pensione minima inps di 450 euro e sono in affitto (di 480 euro).
Considerando che da noi una casa di riposo ha una retta di 1600-1700 euro circa e vista la situazione economica dei miei genitori, mio padre NON dovrebbe partecipare alla retta con TUTTA la sua pensione, giusto?
Vi ringrazio in anticipo per le risposte che potrete darmi.
Saluti
Davide
oberdan
07 marzo 2013 17:14
Cari amici ed amiche,
anche io e la mia famiglia ci siamo trovati costretti a combattere una lotta, inizialmente epositolare, poi giudiziaria con la RSA, dove è ricoverata mia madre.
Vi scrivo ora, perchè ieri ci è stata comunicata una notizia bellissima.
Accadeva, infatti, come la RSA richiedesse a mia madre il pagamento di una retta mensile di € 1.697,00, quando lei ne percepisce € 1.100,00 di pensione.
Senza dilungarmi troppo, ci siamo rivolti, leggendo un forum su internet, ad un avvocato di Roma che aveva seguito una vicenda simile.
Sono passati due anni e mezzo dall'inizio della causa e ieri il legale ci ha chiamato dicendoci che avevamo vinto; infatti, il giudice ha riconosciuto che a mia madre, nel pagare la retta alla RSA, si sarebbe dovuto garantire il mantenimento della quota di pensione sociale.
Il giudice ha anche disposto che la RSA paghi a mia madre quanto da lei pagato nel corso degli anni (pur non dovendo) per un importo di euro 9.500,00.
Ricordo infine che durante gli anni della causa, su consiglio del legale, mia madre ha pagato una quota ridotta riconosciuta giusta poi dal giudice pari ad € 650,00.
A Vostra disposizione
Antonella
elebon
15 maggio 2013 12:12
carissimi, purtroppo pare che la lotta da fare non sia contro la RSA che applica le normative regionali, ma con la stessa Regione Lazio, tant'è vero che rispetto alla nuova normativa della compartecipazione alla spesa Decreto del Commissario ad Acta del 9 APRILE 2013 N.U00101 sistema tariffario e definizione budget 2013 delle strutture private erogatrici di prestazioni con onere SSR RSA e Assistenza residenziale intensiva, ho trovato in fattura € 300 in più al mese, (10 euro al giorno). senza per altro che sia stato rivisto il tetto ISEE di 13.000 € sopra il quale il paziente o i familiari devono pagare TUTTA LA RETTA, senza che venga, e questo mi è stato ribadito dal Comune di Roma, riconosciuto il diritto che invece gli altri hanno di conservare cmq per se una quota per le spese personali... che dire ? lo sfascio avanza, ed io sarò costretta, insieme a chissà quante altre famiglie , a far tornare mio padre a casa sua senza assistenza, e libero di perdersi per le strade di roma, visto che dopo 3 mesi che gli avevano accordato l'accompagno, l'INPS ha pensato bene di revocarlo nonostante abbia riconoscito un'invalidità grave del 100 % e deambulazione gravemente compromessa.
gianna_per
09 giugno 2013 17:00
Ciao Oberdan-Antonella, ho il tuo stesso problema e vorrei intraprendere un'azione legale...ti vorrei chiedere qualche informazione sul da farsi e soprattutto il nome del tuo legale.
Ti chiedo, cortesemente, se puoi contattarmi in privato. La mia e-mail è
[email protected],
Grazie,
Gianna