beppe69
08 marzo 2012 21:34
SAL NON SONO PER NIENTE D'ACCORDO CON LA RISPOSTA DATA, NON DIMENTICATE CHE I TITOLI DI STATO ERANO CONSIDERATI TRA I PIU' SICURI E COMUNQUE QUI SI TRATTA DI TRUFFA me ne assumo tutte le responsabilità , IN QUNTO SI SONO CAMBIATE LE REGOLE DEL GIOCO DURANTE LA PARTITA , SI E' ANDATI AD INSERIRE IL CAC CON RETROATTIVITA'. SE OGGIUNA BANCA MI PRESTA DEI SOLDI E IO NON LI RESTITUISCO, MI PIGNORA I MIEI BENI; PERCHè OGGI NON POSSO PIGNORARE I BENI DELLA GRECIA , PARI AL VALORE DEI MIEI SOLDI?.A GIUDIZIO DI AVVOCATI DI DIRITTO INTERNAZIONALE,IL PIGNORAMENTO E' COSA FATTIBILE.POI PERCHE' I GRECI SINO A 100000,00 EURI SONO GARANTITI DAL FONDO STATALE (finanziato da noi ) E NOI ITALIANI NO?
Alessandro_Pedone
09 marzo 2012 11:01
@beppe69
Come ho scritto nella risposta l'indignazione è giustissima. Razionalmente, però, il punto è capire cosa è possibile fare.
Non ho dubbio che troverà avvocati che le diranno che può pignorare il Partenone. Ci saranno associazioni di consumatori che diranno di fare class action.
Tutte cose viste e riviste. Torni a scrivermi fra una decina di anni e vedremo chi aveva ragione.
Nel frattempo saranno capitati altri casi e la Grecia, come l'Argentina, non avrà insegnato nulla.
Chi si sente (giustissimamente!) indignato si appenderà al filo della speranza di chi gli dice che ha ragione e che può quindi recuperare ciò che, di fatto, non è recuperabile.
Il punto non è se la Grecia ha ragione o meno. E' fuori discussione il fatto che sia in torto marcio. Il punto è: vale la pena spendere soldi per tentare di recuperare ciò che non è recuperabile? Troverà sicuramente chi le dice che invece si può fare qualcosa... d'altra parte chi rischia è il cliente non l'avvocato.
ccamera50
09 marzo 2012 12:12
Quoto in pieno beppe 69 -
oltretutto qualcuno ( italiano intendo , banche o consob ) si è premurato di avvertire ( in modo formale ) i detentori di bond greci dei tagli dei
rating e delle possibilità di quello che stava per succedere ?
a mio avviso l' informazione che le banche hanno pensato di esperire i giorni scorsi invitando telefonicamente in sede non può essere sufficiente a salvarle di fronte a dei possibili ( e auspicabili ) addebiti legali - ma che modo è ? e dove si è mai visto ?
CC
JOKER
09 marzo 2012 12:34
La denuncia di truffa va fatta nei confonti della BCE (quindi in percentuale del 15% ca a Bankitalia e quindi a tutte le banche commerciali partecipanti a Bankitalia); andate su internet e scoprirete come hanno inviato i loro uomini in Grecia per truccare i conti finanziari al fine di far a suo tempo apparire la nazione sana, così i Titoli di Stato potevano essere scambiati...ed a guadagnarci erano sempre quelli della "cricca" bancaria...
Queste cose il Pedone le sa perfettamente, ma purtroppo si limita a rispondere superficialmente ovvero trattare gli argomenti circoscritti alla punta dell'iceberg anziché far emergere in modo chiaro quanto dell'ipotetico igeberg rimane sommerso agli occhi delle persone poco informate.
Con tanti saluti e buona presa per i fondelli a tutti.
ccamera50
09 marzo 2012 16:43
L' associazione tedesca Schutzgemeinschaft der Kapitalanleger ( piccoli risparmiatori )
ha già annunciato ricorsi contro le CAC
noi cerchiamo di convincerci che invece hanno ragione i greci
CC
francescodeleo
09 marzo 2012 19:38
Nel leggere la lettera rimango sorpreso dalle parole usate. Non capisco se che ha scritto la lettera ha sottoscritto i bond prima o dopo che sono emersi i problemi della Grecia. Se è vero che in ogni caso posso capire l'incazzatura (chi vorrebbe perdere oltre il 50% del capitale), è anche vero che se lo scrittore li ha sottoscritti dopo non vedo cosa ha da pretendere ora.
Dauno
10 marzo 2012 20:50
Nella risposta l'avvocato non fa alcun cenno all'informativa della banca in cui si dice che i titoli dela Grecia erano classificati come "titoli a basso rischio". Quando si dice di tutelare i consumatori è bene toccare (a scanso di equivoci) anche questi aspetti (come del resto quello delle associazioni dei consumatori esteri, solitamente più serie di quelle nostrane). Costi della causa: vanno ipotizzati (se 50 mila euro, e se siamo in mille, 5o euro a testa). E' possibile? Io credo che un'associazione di consumatori debba esplorare anche strade diverse dal Foro. Io propongo, se saremo in numero sufficiente, di conferire la scheda elettorale all'associazione e spedirle in massa a Napolitano perché lo Stato non ci ha tutelati come suoi cittadini, lasciandoci alla mercé della pirateria (non solo greca)e ripagando la nostra fiducia nell'euro con il costo della Grecia.Chiediamo di uscire dall'eurozona, che si sta rivelando, mio parere, un imbroglio.
Dauno
12 marzo 2012 23:42
Chiedo scusa. Sono sempre io. Ma è possibile che i consumatori italiani non possano coordinarsi con i consumatori degli altri Paesi. In Germania, mi dicono, si sia già attivato lo studio Groepper Koepke proprio su questa questione. Noi dove stiamo? a girarci i pollici?