matteo.lombardo
08 marzo 2012 08:49
Corretta la risposta di Alessandro Pedone.
Due considerazioni alla chiusura dei mercati di ieri:
1) secondo Bloomberg, l'adesione all'offerta ha già raggiunto il 60%, quindi è molto probabile che verranno attivate le CAC
2)ieri Borsa Italiana ha comunicato che "i prestiti obbligazionari della Repubblica Ellenica sono sospesi dalle negoziazioni a tempo indeterminato". Purtroppo si è verificato quello che ci si attendeva: poichè in caso di attivazione delle CAC i titolo esistenti sarebbero stati ufficialmente annullati (e sostituiti con il pacchetto proposto), chi attendeva l'esito dello swap e poi magari voleva vendere i titoli attuali nel caso negativo (attivazione CAC), adesso difficilmente riuscirà a farlo.
fregati
12 marzo 2012 15:21
Scusate non vorrei fare confusione, ma la risposta precedente forse necessita di un aggiornamento o di una conferma, perche'lo swap e' ancora aperto fino al 23 marzo per i titoli di diritto internazionale per i quali non sono applicabili le clausole di azione collettiva ed i cui titolari non hanno aderito allo swap.
Se non vengono rilasciati chiarimenti vi sono seri rischi che non vi sia a questo punto alcuno swap. Mi sembra quindi che la non risposta e non adesione allo swap possa rappresentare un clamoroso autogoal.
A quanto mi risulta, la ISDA qualifica i seguenti titoli quotati sulla borsa italiana, ora in sospensione, 11 March 2019 IT0006527532 di diritto italiano e XS0224227313 scad 13/07/20 di diritto inglese.
matteo.lombardo
12 marzo 2012 18:08
Quello che dice “fregati” è corretto: i due titoli sono di diritto internazionale.
L’offerta di scambio era indistinta e riguardava circa €177 miliardi di titoli di diritto greco (alla scadenza dell’8 marzo hanno accettato lo scambio 85,6% degli obbligazionisti) e circa €20 miliardi di titoli di diritto internazionale (hanno, fino a ieri, accettato il 69%).
Per i titoli di diritto greco (quelli il cui ISIN comincia con GR, per intendersi) la partecipazione è stata superiore al 66% dei votanti ma inferiore al 95% del totale titoli: hanno perciò deciso di far scattare le CAC per tutti i possessori, anche quelli che non hanno aderito allo scambio o che hanno votato contro. Fine della storia.
Per i titoli di diritto internazionale l’offerta scade il 23 marzo: quelli che hanno già aderito (il 69% qui sopra) non possono ormai tornare indietro. Comunque, essendo questi titoli sotto il diritto di un altro paese, non possono essere applicate le CAC. Chi decide di non aderire all’offerta può fare il cosiddetto “hold-out” (ce ne furono molti anche nel caso dell’Argentina), sperando di essere ripagato alla pari alla scadenza o di ricevere per lo meno un’offerta migliore. Sottolineo il verbo “sperare”: alla scadenza di questi titoli la Grecia potrebbe ripagarli alla pari ma è molto probabile che decida piuttosto di non farlo. Ed il Ministro delle Finanze ha chiaramente detto che non ci saranno offerte migliorative (qui ognuno deve decidere quanto questa minaccia è credibile). Chi non vuole aderire (tipicamente hedge funds o simili) deve essere pronto a far causa nei tribunali di Londra o New York (a seconda della legge che governa i titoli) per vedere i propri diritti rispettati. L'alta aderenza (già 69%) fa però capire che molti (sopratutto le banche europee) hanno giàa aderito o comunque lo faranno prima della scadenza.
Per un investitore individuale la scelta non è semplice: aderire e ricevere adesso il pacchetto proposto; o non aderire e aspettare che rientri qualcosa chissà quando (forse a scadenza, forse tra 10 anni, forse mai). Non so quanti investitori retail con i titoli di diritto internazionale sono pronti/disposti ad una causa in un tribunale internazionale.
fregati
12 marzo 2012 21:14
Grazie a matteo.lombardo per il suo commento.
Purtroppo la situazione e' in continua evoluzione ed in pochi giorni dai commenti in qualche modo rassicuranti tipo quello riportato dal sole 24 ore vedi Vittorio Da Rold del 21 febbraio 2012 con l,articolo titolo "Si riaprono le trattative con i privati" ove si legge ....A differenza del caso argentino del 2001, pari a 95 miliardi di dollari di default, nel caso greco i piccoli risparmiatori, che detengono 16 miliardi circa di bond sui circa 216 in mano ai privati, non sarebbero coinvolti nello swap.." siamo passati in qualche giorno allo swap coattivo e per chi e' al di fuori della legislazione greca al default totale e completo, altroche' restricted o selective.
Prego quindi coloro che si adoperano per i consumatori come Alessandro Pedone di aggiornare le informazioni fornite.
Anche sul sito beppescienza.it si riporta un link a un sito greco(da tradurre con google)con affermazioni di venizelos in merito a rimborsi per i consumatori. Ma a parte il meccanismo di rimborso ancora molto fumoso (estensione garanzia di deposito esistente sui conti?), questo rimborso sarebbe riservato ai piccoli risparmiatori che hanno comprato i bond a 100, quindi sul mercato primario, quindi praticamente solo per greci, gli stranieri c'entrano poco o nulla.
Mi sembra solo demagogia per le future elezioni anticipate in grecia.
Quanta confusione.
Alessandro Pedone
15 marzo 2012 13:43
Per i bond con legislazione estera che non prevedono quindi le CAC e per i quali è stato prolungato il periodo di adesione fino al 23 Marzo ore 9, leggere qui il comunicato stampa che ho da poco diramato:
http://urlin.it/2b236