PatrizioGraziosi
17 ottobre 2011 10:40
Premesso che condivido la scelta dei buoni postali (sono un precario di 29 anni con moglie e figlia e faccio lo stesso, ma con i buoni indicizzati all'inflazione), chiedo, appunto, come mai si consigliano buoni postali ordinari e non all'inflazione?
In un post di due giorni prima (13 ottobre) sulla stessa materia (previdenza integrativa, 35 enne) si suggerivano infatti quelli indicizzati all'inflazione, infatti esse garantiscono il mantenimento del potere d'acquisto, mentre gli ordinari no. E' vero che con le serie di ottobre il rendimento a 20 anni dei buoni ordinari è (relativamente) molto alto, ma se nei prossimi 20 anni l'inflazione dovesse essere mediamente maggiore del 3,4% il potere d'acquisto del capitale calerebbe, cosa che non succede con i buoni postali all'inflazione...è pur vero anche che se l'inflazione crollasse, con gli ordinari il rendimento sarebbe molto, molto, maggiore...
Chiedo se sia possibile integrare la risposta,
grazie.
franco6741
18 ottobre 2011 13:47
Il fondo espero non conviene, perchè se si aderisce da insegnati di ruolo si perde il tfs e si passa al tfr, che è meno conveniente del tfs, non di poco, poi non si può conoscere il rendimento del fondo in anticipo, il fondo potrebbe anche perdere parecchio, cosa che non succede tenedosi il tfs.
Da insegnante precaria giusta la scelta di buoni postali, anche se rendono poco, si potrebbe optare per BTP, che garantiscono cedola semestrale, o, in alternativa un pac, valutando bene costi accessori e commissini varie.
roberto p
18 ottobre 2011 18:08
IL POST DEL 13 10 A CUI FA RIFERIMENTO IL SIG PATRIZIO E' IL MIO. IL CONSIGLIO CHE DATE A GERARDO MI LASCIA ORA CON + DUBBI DI PRIMA, MA RITENGO ANCHE IO COME IL SIG. PATRIZIO CHE CONVENGA INVESTIRE IN BUONI INDICIZZATI ALL' INFLAZIONE.INFATTI CONSIDERANDO ANCHE UN INFLAZIONE BASSA INTORNO AL 2% +(1,1% TASSO GARANTITO)IL PUNTO DI PAREGGIO CON I BUONI ORDINARI SI OTTERREBBE VERSO IL DECIMO ANNO.SAREBBE UTILE DARE ULTERIORI CHIARIMENTI.
SALUTI
PatrizioGraziosi
20 ottobre 2011 14:14
Caro Roberto,
condivido la sua idea ma non capisco i suoi numeri, infatti il vantaggio dei buoni indicizzati all'inflazione (BFPi) è ben maggiore: con un'inflazione "solo" del 2%, con i BFPi avrebbe infatti un 3,1% lordo (3.12%, per la precisione), ben maggiore del rendimento dei buoni ordinari, a dieci anni basta una inflazione maggiore dell'1,5 % perché rendano di più quelli indicizzati all'inflazione.
Il confronto migliore consisterebbe nel moltiplicare i coefficienti della tabella B del foglio informativo dei BFPi per la rivalutazione per l'inflazione ipotizzata: Coeff.B * (1 + i)^n, con i l'inflazione (i=0.02 se l'inflazione è 2%) e n il numero degli anni, in modo da ottenere il coefficiente lordo con i BFPi e confrontarlo con quello nella tabella B del foglio dei buoni ordinari.
Ad ogni modo dalla pagina http://www.beppescienza.it/ è possibile scaricare, nella sezione dedicata alla protezione dall'inflazione, un file excel con tutti questo calcoli già fatti.
PS: il tasso garantito cambia di mese in mese, il primo del mese, questi di ottobre sono particolarmente generosi; occorre prestare attenzione anche alla struttura: nel periodo giugno 2010 - giugno 2011 i BFPi rivalutavano il capitale solo dal terzo o quarto anno, non da subito, con esiti negativi sulla efficacia nella protezione del potere d'acquisto.
PPS Anche io sarei contento se Roberto Cappiello arricchisse la risposta.
Grazie