mattiaf
04 giugno 2011 08:49
Innanzitutto grazie mille per la risposta. Purtroppo il negoziante in questione ha chiuso e quindi non mi è più possibile contattarlo per avere una copia della lettera che mi aveva fatto a suo tempo.
La diffida non è arrivata per raccomandata come avevo scritto (io ero via per lavoro e per sbaglio mia mamma mi ha detto che era una raccomandata) ma per posta ordinaria quindi io potrei anche non averla ricevuta. Comunque riflettendo meglio su questa storia è sarebbe stato il negoziante il primo a dover mettersi di impegno per risolvere il problema (dato che lo aveva causato lui) e poi la TRE avrebbe dovuto essere più seria nel gestire le relazioni con la propria clientela.
lupo solitario
04 giugno 2011 13:51
Caro mattiaf, è probabile che stiano giocando sul fattore emotivo, cioè che ti spaventi e paghi.
Inviandoti lettere minacciose, senza riscontro certo che siano stati loro a spedirla, fa ottener loro un duplice scopo: che ti spaventi e paghi, ma in caso di malaparata possono sempre rinnegare la paternità della richiesta.
Allora, prima di impugnare un atto devi accertarti che ti sia stato notificato regolarmente (raccomandata, posta celere, raccomandata1, p.e.c.) e che sia valido, cioè firmato di pugno da chi abbia titolo per farlo (legale, amministratore, ecc.).
Se manca uno di questi elementi ti consiglio di non impugnarlo neppure, lasciali fare, il gioco comincia da quando avviene una notifica valida di un atto valido.
Il legale di una nota casa di libri mi ha inseguito per 2 anni, inviandomi lettere minatorie di ogni tipo con cui cercava il pagamento di alcuni libri che non ho mai ricevuti.
Ad ogni lettera l’importo da pagare aumentava, dopo un po’ ho perso pure il conto; anche qui richieste inviate a mezzo di lettere ordinarie con firma tipo prestampata, cioè neppure Wanna Marchi faceva queste pirlate.
Dopo 2 anni si sono stancati e non mi scrivono più, mi ero abituato a ricevere le loro lettere, a volte sento un po’ la loro mancanza.
E ricordati sempre (in Italia è una regola di sopravvivenza): se mandi un fax stampa e conserva il rapporto di trasmissione; ogni comunicazione per lettera falla a mezzo raccomandata ar e conserva le ricevute e se possibile anche il rapporto di tracking di poste italiane; se consegni un atto a mano, porta sempre una copia in più in cui far apporre il timbro di arrivo. Se puoi attiva una casella di posta elettronica certificata (p.e.c.) che vale a tutti gli effetti di legge e oltre che conservare un rapporto con tutti i dati di invio/ricezione, garantisce anche circa il contenuto.
mattiaf
07 giugno 2011 19:19
Ciao Lupo e grazie per i consigli.
La lettera come dicevo è arrivata per posta ordinaria (quella della tnt mi pare ma cmq senza alcuna ricevuta di ritorno o garanzia di consegna) ed è del tipo prestampata senza alcuna firma come quelle di cui parlavi tu...
si, probabilmente prima o poi si stancheranno:-)