captainharlock
04 gennaio 2011 09:24
è sempre colpa di qualcun altro: la Consob, i manager avidi e corrotti, le banche approfittatrici, la Spectre… (vogliamo metterci anche i cari vecchi comunisti che fanno sempre comodo in queste situazioni?)
Mai nessuno che dica: “ho fatto un errore, non dovevo investire in questa società perché non l’ho analizzata bene, non capisco cosa facciano, non so valutare le prospettive future e non ho la minima idea se il prezzo corrente sia adeguato al valore intrinseco”.
Troppo spesso i risparmiatori si lasciano attrarre dalle mode del momento: “ma compra anche te la New Economy (o l’oro, i mercati emergenti, mettete voi l’asset class che preferite), io ci ho già guadagnato il 50% in una settimana, vorrai mica essere l’unico che non ci guadagna?”
Che tipo di analisi ha fatto lei (o chi le ha proposto l’investimento) per dire che il prezzo dell’IPO di €160 era giusto? Quelle valutazioni furono fatte su assunzioni di crescita futura troppo ottimistiche, non solo per Fastweb ma per tutto il settore. Chi le dice che adesso l’azienda stia andando bene? È il secondo, terzo o quarto player in un mercato in cui nessuno ha pricing power, che richiede investimenti consistenti a rendimenti ridotti ed in cui c’è forte concorrenza (quindi non vedo tutte queste favorevoli aspettative future). Inoltre è sotto inchiesta per truffa e riciclaggio e ha visto molti manager arrestati o incriminati: il crollo recente è dovuto a questi motivi.
Non sono andato a vedere i dettagli di Fastweb, ma sarei molto sorpreso se la società producesse degli stabili e consistenti flussi di cassa (ebbene sì, sono i famosi cash flows a determinare il valore di una società, non le “prospettive” future”…)
marco6572
05 gennaio 2011 00:17
Scusa captainharlock,
ma se non sei andato a vedere i dettagli di FastWeb, allora di cosa stai parlando???? E' tua usanza aprire bocca senza esserti documentato sul soggetto di cui parli? In tal caso permettimi di dire che pecchi un tantino di presunzione, e c'è da chiedersi perchè scrivi, ti senti forse chiamato in causa? Lavori forse alla Consob?
Siamo in tanti piccoli risparmiatori FastWeb ad essere rimasti fregati, e le vicende sono sotto gli occhi di tutti, FastWeb però non è il primo caso, ma speriamo vivamente sia l'ultimo. E' chiaro a chi ha gli occhi per osservare e non ha interessi da difendere, che da anni sulla borsa Italiana si stanno ripetendo espropri più o meno pilotati a prezzi da saldo di aziende quotate, magari anni prima a prezzi da capogiro.
Bene, quello che i piccoli risparmiatori ed azionisti chiedono è semplicemente che la Consob faccia il proprio mestiere e vigili su questi casi (facendo i controlli sugli scambi azionari quando questi sono palesemente anomali), cosa che non sta facendo da anni, infatti con questo operato la Consob sta di fatto appoggiando ed avvallando questo tipo di pratiche che io definirei ruberie a danni dei piccoli, e permettimi di dire che l'immagine della nostra borsa ne esce molto male, ed è chiaro che sempre meno soggetti saranno interessati ad investire in una borsa così malsana.
Mi auguro che la prossima volta prima di intervenire in qualsiasi discussione tu abbia almeno la bontà di leggere qualcosa sull'argomento.
Saluti
Roberto
captainharlock
05 gennaio 2011 12:34
Caro Roberto,
visto che mi hai tirato in ballo ti rispondo volentieri. Avevo argomentato perché non ritengo Fastweb un buon investimento già nel mio primo post senza andare nei dettagli ma conoscendo comunque la società e l’offerta di Swisscom (ho amici che sono nella tua stessa situazione), ma visto che ti interessa ecco qui la mia analisi (chiedo scusa in anticipo per la lunghezza).
Il primo punto riguarda la Consob: no, non lavoro lì e lungi da me difendere un organismo che ritengo inefficace, troppo politicizzato e non dotato degli strumenti adatti a fare il proprio lavoro. Sono assolutamente d’accordo che l’immagine della borsa italiana è pessima, ma questo è da innumerevoli anni (il famoso parco buoi risale agli anni 1970…), ed infatti preferisco investire su altri mercati azionari. Sono anche d’accordo che se ci sono state manipolazioni, frodi o quant’altro la Consob debba intervenire (se hai dati su scambi che sono “palesemente anomali” fai un bell’esposto all’organismo, non scriverlo sul blog dell’ADUC!). Quello che però deve essere chiaro a tutti, investitori sofisticati o piccoli risparmiatori, è che la Consob (ma neppure Banca d’Italia, Ministero del Tesoro o qualsiasi altro organismo) ha alcun titolo per intervenire sui “prezzi” di ciò che è scambiato in borsa. Se qualcosa viene quotato a prezzi da capogiro e poi riportato ai privati a prezzi dal saldo, la responsabilità di controllare è di chi investe: in primo luogo, se il prezzo che paga per comprare è equo; ed in secondo luogo se gli amministratori a cui affida il suo investimento sono onesti. Chi compra ignorando questi fattori deve prendersela con se stesso (o la banca/promotore che lo ha consigliato senza analizzare questi punti), non certo con la Consob.
Veniamo adesso alla valutazione di Fastweb: non ho analizzato nel dettaglio il piano industriale ed il business per mancanza di tempo, ma rimango della mia idea iniziale che ad una rapida occhiata non è un’azienda nella quale mi interessa investire: player marginale in un mercato in cui nessuno ha pricing power e che richiede investimenti consistenti a rendimenti ridotti (altra premessa: ognuno valuta come vuole le aziende/settori in cui ritiene sia conveniente investire, quello che segue riflette semplicemente la mia filosofia).
Dal 2000 (anno di quotazione) al 2009 (ultimi risultati disponibili) il fatturato di Fastweb è cresciuto da €56 milioni a €1.944 milioni, cioè del 48% annuo: niente male, vuol dire che il business è davvero importante nell’economia moderna (ammesso e non concesso che i bilanci siano regolari, visti gli sviluppi dell’ultimo anno…)
Ma se si guarda agli utili, nello stesso periodo di 10 anni l’azienda ha prodotto una perdita cumulata di €1.270 milioni, con un solo anno in attivo (il 2008) e per un misero €1,1 milioni. A livello operativo (cioè prima di interessi, tasse e altre voci) è stata positiva solo dal 2007, di nuovo con una perdita cumulata al 2009 di €794 milioni.
Qui qualcuno potrebbe obiettare: gli utili sono la mera conseguenza dell’applicazione dei principi contabili, ed i maggiori costi per Fastweb sono non-monetari come ad esempio gli ammortamenti. Ottima osservazione: il valore di qualsiasi investimento è infatti dato dai cash flows (in maniera semplificata: la differenza tra i soldi che fisicamente entrano ed escono dall’attività), non dagli utili.
Andiamo a guardare quindi i cash flows. Dal 2000 ad oggi le attività operative hanno prodotto un totale di €1.670 milioni in cash flows, più bassi e negativi nei primi anni, positivi e consistenti in seguito (una media di €475 milioni negli ultimi tre anni). A fronte di questi, però, Fastweb ha spesso la bellezza di €5.300 milioni in investimenti vari, una media di oltre €500 l’anno dalla quotazione. Quindi, i cash flows disponibili per gli azionisti sono stati finora negativi di ben €3.630! E da dove sono venuti i soldi per finanziare questi investimenti? Ovviamente dal debito, che è salito ogni anno ed oggi ammonta a €1.570, ovvero circa 2 volte i mezzi propri. In parte gli sbilanci sono stati finanziati anche dagli azionisti stessi, mediante due aumenti di capitale di €270 milioni nel 2003 e di €780 milioni nel 2005. Come conseguenza, il valore di libro per azione è sceso da €29 a €11: un ottimo uso delle risorse aziendali, non c’è che dire…
Qualcuno potrebbe fare un’altra osservazione: l’azienda è in rapida crescita, è ovvio che faccia ingenti investimenti. Di nuovo corretto, ma ad una condizione: che gli investimenti aggiuntivi abbiano un rendimento sufficiente. La crescita in se e per se conserve a niente, è anzi dannosa e distrugge valore se costa più di quel che rende.
Quindi, non siamo così pessimisti con una società in rapida espansione: qual è la situazione di Fastweb? Il rendimento del capitale investito è stato negativo per i primi 7 anni da public company ed è diventato positivo solo negli ultimi tre anni, attestandosi però attorno al 4% (molto basso e di gran lunga inferiore al costo del capitale che è attorno a 10%-11%). Lo stesso vale per il rendimento dei mezzi propri: stesso trend e massimo valore raggiunto del 5%. E stesso discorso per i margini: mentre il MOL è buono (media del 45% negli ultimi anni), sottraendo ammortamenti ed altri oneri il margine di profitto si riduce a -6% sullo stesso periodo.
Ammetto di non essere in grado di stimare con confidenza il futuro di una simile società, perché richiede molte assunzioni su tassi di crescita, margini e costi. Ma ad una valutazione spannometrica, per me Fastweb può valere tra €12 ed €34: la disparità di risultati è data proprio dall’incertezza su molte variabili future.
Per Swisscom, vale di più dei €18 che ha offerto? Probabilmente sì, altrimenti non avrebbe offerto quel prezzo, viste anche le ampie perdite cumulate che possono essere dedotte dalla tassazione futura. NB: molto del debito di Fastweb è intragruppo da Swisscom, quindi quest’ultima ha un ulteriore interesse a consolidare la controllata.
Per tornare alla questione posta dalla signora Laura nel post iniziale, Fastweb potrebbe (e sottolineo potrebbe) valere più di €18 ma non molto di più: tutto è basato sulla crescita attesa, se continuerà ad essere buona e se i rendimenti a salire. Io non credo molto alle previsioni sempre ottimiste di manager ed analisti e se rimanesse sul mercato ai prezzi correnti per me non sarebbe un buon investimento: il debito è troppo elevato, i rendimenti del capitale ed i margini sono ridotti se non negativi, è un operatore marginale in un mercato molto competitivo, deve continuare a spendere molto in investimenti in infrastrutture senza avere la certezza di ritorni sufficienti e soprattutto senza avere i mezzi a disposizione (cash flows operativi insufficienti).
Infine, per completezza, ecco in sintesi alcune opinioni di banche d’affari su Fastweb ad inizio 2010, cioè prima delle investigazioni: non che abbiano questo gran valore perché anche loro sono piene di conflitti d’interesse, ma offrono comunque una prospettiva sul titolo:
- Credit Suisse: l’attività sta rallentando, le nuove regole favoriscono Telecom Italia e Vodafone, ridurre (prezzo obiettivo €18);
- Goldman Sachs: neutrale, non ci sono margini di miglioramento (prezzo obiettivo €20);
- Deutsche Bank: ridurre le stime per profitti e rendimenti (prezzo obiettivo €22);
- JP Morgan: buona crescita, ma EBITDA, investimenti e flussi di cassa molto “disappointing” (prezzo obiettivo €22);
Tanto ti dovevo. Adesso sarei curioso di sapere che tipo di analisi (business, management e valutazione) hai fatto tu quando hai deciso di comprare a €160 all’IPO od in seguito. Se invece preferisci continuare a prendertela con la Consob o chi altri e piangere che i piccoli azionisti sono sempre abusati, fai pure: io rimango convinto della necessità di ciascuno di prendersi le proprie responsabilità prima di fare qualsiasi investimento, piuttosto che rimuginare sulle colpe di chissà chi quando scopro di aver preso una fregatura.
marco6572
10 gennaio 2011 18:08
Caro Captain,
sono stupefatto, l'altro giorno hai affermato di non seguire FastWeb, due giorni dopo mi tiri fuori tanto di analisi dettagliata e precisa, ti faccio i miei complimenti e ti ringrazio per tutte le utili informazioni, ma resto sul serio sbalordito, evidentemente FastWeb la segui da un pezzo e proprio per bene, e di sicuro hai mille interessi nell'affermare quanto stai dicendo al fine di supportare la tesi che la colpa è dei piccoli risparmiatori.
E' chiaro come il sole che se le indagini fossero fatte dalla Consob emergerebbero fatti molto gravi e complicità di fondi e grossi investitori in questa truffa ai danni dei piccoli risparmiatori, facile immaginare che ci sia molta gente che come te non vorrebbe mai che tali pentole sporche vengano aperte, ma la gente onesta e che non vive alle spalle degli altri la pensa ben diversamente.
Ultima risposta, ai tempi della bolla in tanti credettero in aziende quotate a prezzi da capogiro, permettimi di dire che coloro che puntarono su FastWeb ebbero anche ragione, guardando ai risultati odierni, speriamo solo che questo esproprio a prezzi da saldo sia contrastato dalle autorità competenti, altrimenti è chiaro che questa borsa assumerà sempre più le sembianze di un mercato malato, ingiusto, illegale, in mano ai ladruncoli di turno.
Saluti
Roberto
captainharlock
10 gennaio 2011 19:21
Caro Roberto,
rispondo al tuo messaggio ma direi che questo sarà il mio ultimo intervento, non ho intenzione di aprire una polemica sul sito dell’ADUC: ognuno è libero di pensarla come meglio crede, vorrei solo chiarire i miei punti di vista che forse per il momento non ho reso bene.
1)conosco Fastweb di nome e so cosa fanno, ma non avevo mai analizzato la società nel dettaglio; conosco abbastanza il settore per aver fatto nel passato una dettagliata analisi di Vodafone ed altre telecom europee (per la cronaca, la mia conclusione su Fastweb è simile a quelle delle altre tlc: non buoni investimenti ai prezzi attuali). La società non è mia rientrata tra i titoli che seguo perché utilizzo alcuni criteri di screening che la escludevano (questo non vuol dire che sia un cattivo investimento in assoluto, semplicemente che io preferisco società con altre caratteristiche). Venerdì ho tuttavia deciso di spendere due ore ad analizzare i bilanci e gli indicatori principali di redditività di Fastweb; come tuttavia ho già detto non ho avuto tempo di analizzare il suo business rispetto agli altri operatori, quindi non so se potrà crescere di più, se opera in segmenti migliori, etc…
2) non ho mai detto che la colpa è dei piccoli risparmiatori né ho interessi da supportare con simili affermazioni; nel tuo caso specifico non so nemmeno se hai comprato su suggerimento di qualcuno (banca o promotore), se hai le azioni come eredità di un fondo o gestione patrimoniale, se le hai comprate direttamente sul mercato; non ho idea di come e perché sei arrivato a Fastweb.
3) Ritengo, e questo è vero, che chiunque faccia un investimento (piccolo risparmiatore o istituzionale che sia) debba controllare bene cosa compra (quindi un’analisi del business, dei rendimenti, del management: questo soltanto per cominciare) e quanto lo paga; gli errori li fanno tutti (io per primo, ho il mio armadio pieno di scheletri ed investimenti sbagliati, anche se preferisco chiamarli esperienze fatte…). Personalmente preferisco però sapere prima in cosa investo piuttosto che tirare freccette a caso e sperare che poi vada tutto bene;
4) non lavoro per un fondo, ma gestisco i miei investimenti direttamente: quello che non ti permetto è di pensare che non voglio che “le pentole sporche vengano aperte” o peggio ancora che non sono onesto o che vivo alle spalle degli altri; non sai chi sono quindi astieniti da giudizi personali basati sul nulla.
5) Tu ripeti: “E' chiaro come il sole che se le indagini fossero fatte dalla Consob emergerebbero fatti molto gravi e complicità”. A cosa ti riferisci esattamente? Hai informazioni delle quali io non sono a conoscenza (che è assolutamente possibile, visto che tu sei un azionista ed io no)? Se sì, potresti cortesemente condividerle, ad esempio gli scambi anomali di cui parlavi l’altra volta? Inoltre dovresti fare un bell’esposto alla Consob come annunciato dalla signora Laura, in cui descrivi tutti i tuoi dubbi: sparare a caso teorie di cospirazione sul forum ADUC senza sostanziarle non serve a niente.
6) Lo ripeto per l’ultima volta: se queste cose sono vere hai perfettamente ragione, è compito della Consob intervenire. Ma vorrei che fosse chiaro che il ruolo della Consob è puramente quello di arbitro: deve ad esempio controllare che chi propone gli investimenti sia competente ed autorizzato; che non ci siano accordi occulti tra azionisti: che il mercato abbia tutte le informazioni rilevanti in tempi ragionevoli; etc. Per quello che riguarda questa OPA deve controllare che l’offerta rispetti tutti i criteri di legge, come ad esempio i tempi, le restrizioni o vincoli, accordi occulti. NON può intervenire (ed è così che deve essere) sul prezzo di offerta, dicendo ad esempio che la società vale molto di più, che è in buona posizione, … Questo non rientra assolutamente tra i suoi compiti!
7) Un’ultima considerazione (e credimi, non voglio assolutamente implicare che tu sei stupido perché hai comprato a €160 ed io un genio perché non ho comprato): continui a dire che chi ha puntato su Fastweb ha avuto ragione, che i risultati odierni ne sono la prova, che il prezzo offerto di €18 è da esproprio. Io ti ho argomentato (in modo non completo e con una valutazione fatta in fretta) che secondo me questo non è un buon investimento nonostante l’aumento del fatturato dal 2000 ad oggi e che il suo valore non è molto lontano da €18. Tu invece hai ignorato la mia domanda e non hai fornito nessuna analisi che giustifichi le tue valutazioni né quanto credi che sia il valore intrinseco (NdR: che è ben diverso dal prezzo di borsa): potresti cortesemente rispondere?
Che tu ci creda o no, io ritengo che investire sia semplice ma non facile. Semplice perché ci sono poche fondamentali cose per riconoscere le buone società da quelle meno buone; ma non facile perché ci vuole disciplina nel seguire questa filosofia, avere la pazienza di poter investire per il lungo periodo ma soprattutto non farsi attrarre dalla moda del momento e valutare il prezzo di quello che si compra. Mi sembra (e se mi sbaglio sarò ben lieto di ammetterlo) che tu abbia violato quest’ultimo punto.
Se ti va di argomentare le tue considerazioni e rispondere alle mie osservazioni e domande, sarò ben lieto di leggerle; altrimenti, per me finisce qui.
giorgio1612
13 gennaio 2011 09:17
Sono perfettamente d'accordo con Laura quando si sofferma a considerare gli aspetti morali della questione. Lo si sa, e lo si è sempre saputo, che in questi casi la morale viene messa sotto i piedi.
Invito i risparmiatori ad informarsi sulla vicenda dell'OPA sulle azioni Italdesign Giugiaro, di pochi anni fa (OPA del 2003). E' emblematica e molto istruttiva. In estrema sintesi, qualcuno trovò il modo di trasformare il crollo della borsa di fine 2001 (conseguente all'attentato alle torri gemelle) in un business personale enorme, alle spalle dei poveri piccoli azionisti. La Società in questione si pose sul mercato borsistico nel 1999, piazzando le azioni a 7 €uro. Sfruttando il crollo delle quotazioni, le riacquistò (tramite un'altra Società dello stesso gruppo !!!) al prezzo di 4,4 €uro. A voi valutare l’aspetto etico della questione (plusvalenza di circa 130 milioni di €uro, all'epoca). Bisogna fare in modo che le leggi non consentano piu’ questo tipo di eraggiro. Non ci si puo’ meravigliare se poi i risparmiatori fuggono dalla borsa : adesso un azionista non e’ nemmeno padrone di decidere lui stesso quando rivendere un titolo da lui acquistato giacche’, si e’ visto, glielo possono espropriare !!!
Ho investito della questione parlamentari e associazioni di tutela dei risparmaiatori. Tutti hanno voluto manifestarmi il loro accordo con il mio pensiero, ma nessuno ha agito.
L'ADUC stessa mi ha scritto che questa è un'altra vicenda tipicamente italiana : negli USA non sarebbe stato consentito che accadesse.
Il presidente della Consob dell'epoca mi telefonò (si trovava addirittura ricoverato all'ospedale) per spronarmi ad agire e per scusarsi dell'accaduto. Mi disse che quando autorizzò l'operazione stava per essere sostituito e non si sarebbe mai immaginato quello che poi è accaduto sotto la presidenza successiva. Insomma, c'è stato un ... "trucco" (se avrete voglia di documentarvi, capirete facilmente) !
captainharlock
13 gennaio 2011 18:42
Faccio un’eccezione alla mia promessa di non commentare più su questo tema, ma solo per questa volta.
Non essendo un azzeccagarbugli, sono andato a cercare le norme che regolano questa situazione di squeeze-out a seguito di un’OPA. Si tratta dell’articolo 108 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 - Testi Unico sulla Finanza (che potete trovare a questo link:
http://www.consob.it/main/documenti/Regolamentazione/normativa/dlgs58_1998.htm#Art._108)
La Consob non ha discrezionalità assoluta sulla determinazione del corrispettivo da pagare, ma deve rispettare dei paletti, soprattutto in termini di prezzo di mercato.
A parte queste considerazioni e capendo la frustrazione di chi ha comprato alla data dell’IPO, nessuno ha risposto ad una mia precisa domanda: quanto credete che valgano le azioni Fastweb se €18 vi sembrano un esproprio? Come arrivate a tale conclusione? Non basta dire fu quotata a €160 quando era un progetto su carta e quindi adesso deve valere di più! Quel progetto era fondato sulla sabbia, Fastweb non è né un’azienda solida né sana ne tanto meno produce utili/flussi di cassa sufficienti per giustificare una valutazione superiore.
marco6572
16 gennaio 2011 14:21
Captain,
in questo caso non ha senso parlare di squeeze-out, lo sai bene visto che sei molto preparato, e l'azienda è chiaramente molto solida, produce utili, etc etc...
Sono sorpreso che in un attimo tu sia passato da grande esperto (esperienza a quanto dicevi acquisita in pochi giorni, come hai fatto????) a persona completamente disinformata e impreparata...
In questo caso l'assoluto silenzio di tutti, come in molti o altri casi, è chiara evidenza della malafede che regna nel nostro paese, le associazioni consumatori chiedono sempre e solo soldi, ma poi quando c'è da fare qualcosa chiudono gli occhi e fanno finta di nulla...troppo facile lavorare così, di fatto appoggiando il sistema, dicendo di esistere, ma non facendo nulla quando serve, sono ormai decine i casi di OPA pilotate e di fatto veri e propri furti ai danni dei piccoli azionisti e ripsarmiatori...
Cosa hanno fatto le associazioni consumatori?????
Cosa ha fatto la Consob????
E tu captain stai ancora qui a replicare a che fine???? Hai tempo da perdere o hai interessi personali????
E' chiaro come il sole che qualsiasi persona ragionevole e un minimo sensibile capirebbe quantomeno cosa stanno passando i piccoli risparmiatori e diresti una parola in loro favore, invece tu hai tempo ancora di scrivere contro ed appoggiare un sistema chiaramente malato.....
Lasciami dire che questa è l'Italia che ci meritiamo, visto che esiete gente come te...
Saluti
lucillafiaccola1796
16 gennaio 2011 20:31
10 anni fa... a quel tempo andavoancora a messa... ora non credo più a niente... i fall'iti capitalisti dim pensano solo a fottere gli ingenui risparmiatori
I MELIMGNO ma... NON LI BUTTO ! Aderite anche Voi Marco ed altri come Marco... è un fondo che rende in benessere...! L'unico a cui rivolgersi... gli altri sono peggio dei banchi della roulette... russa, naturalmente... la prima ad imbertarsi i soldi dei contribuenti italiani fu la Fiat... ricordate? creando una finanziaria...le finanziarie ora le hanno trsformate in fondazioni ma sempre di pir'ati trattasi e non quelli informatici WiWa gli Hackers!
captainharlock
17 gennaio 2011 08:58
è proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
non solo rigiri i fatti e le miei opinioni nel modo che fa più comodo a te (e continui a diffamarmi senza sapere niente), ma non hai ancora risposto alle mie semplici e dirette domande:
- quando hai comprato fastweb, che analisi hai fatti?
- quanto valeva per te allora, e quanto vale adesso? perchè non hai venduto nel 2007 a €47?
anche queste tue considerazioni sono ovviamente colpa mia?
se poi sei convinto che la società sia solida, ben posizionata e che produca utili, beh, fatti tuoi
marco6572
17 gennaio 2011 13:01
Ti chiedo scusa se ti senti diffamato, ma spero tu possa capire il mio punto di vista, ovvero trovo singolare e privo di ogni senso il fatto che una persona ragionevole come te perda tempo a scrivere a danno dei piccoli risparmiatori su un blog come questo, visto che in ogni caso la vicenda è chiaramente dannosa nei confronti dei piccoli risparmiatori, mi chiedo solo quale sia il motivo del tuo accanimento......
Un saluto, torno a dedicare il mio tempo a cose ben più utili.....
captainharlock
17 gennaio 2011 14:15
mi dici per favore dove ho scritto a danno dei piccoli risparmiatori?!? le considerazioni fatte valgono per tutti, sia investitori individuali che istituzionali.
sono ovviamente d'accordo (con te e con tutti) che la Consob debba fare il suo dovere; e ripeto che se hai notizia di "atti illegali" falli presenti, sia qui che così li possa conoscere anch'io, sia alla Consob.
Ma il dovere della Consob, e lo ripeto per la centesima volta, non è di sindacare le valutazioni di mercato. SwissCom ha fatto un'offerta (nel 2007 a €47, oggi a €18), e la Consob deve solo controllare che le varie condizioni di legge siano rispettate. NON PUO' DIRE: OFFRITE DI PIU' PER QUESTA E QUEST'ALTRA RAGIONE.
non ti offendere, ma io ritengo che non si possa investire senza prestare attenzione a quel che si compra e quanto lo si paga: non si può pagare €160 per Fastweb e poi dieci anni dopo lamentarsi perchè adesso vale €18. Per farti un esempio, guarda Microsoft: è un'azienda dominante in un settore fondamentale per l'economia, ha rendimenti e margini eccezionali e produce abbondanti profitti e flussi di cassa (cioè tutto il contrario di Fastweb). Eppure oggi sta attorno a $25 e chi l'ha comprata nel 1999 a $150 non rivedrà mai quei livelli: queste persone dovrebbero andare tutte a lamentarsi alla SEC che rivogliono i loro $150? oppure devono accettare di aver fatto un investimento sbagliato (qualsiasi sia la ragione che ce li ha portati?)
PS: ancora non hai risposto alle mie domande: non puoi o non vuoi?
lucillafiaccola1796
17 gennaio 2011 20:22
gli investimenti stranamente si sono rivelati TUTTI sbagliati ma che cassoooooo strannooooo!
a me appare evidente che ci s...fottono. ci s....fottono... ci s....fottono o tentano!
marco6572
20 febbraio 2011 12:06
Ciao,
abbiamo creato un gruppo su Facebook ("RISPARMIATORI TRADITI DA FASTWEB") che intende unire tutti i piccoli azionisti FastWeb danneggiati da questa triste vicenda, qui sotto potete trovare il link, chiaramente ogni segnalazione ad altre persone è benvenuta, più siamo nel gruppo e più l'azione legale potrà essere significativa. Al momento stiamo vagliano alcuni legali ed associazioni consumatori, in ogni caso per poter chiedere i danni non bisogna aderire all'attuale fase di acquisto obbligatorio da parte di SwissCom, per cui bisogna attendere che le azioni ci vengano confiscate al prezzo vergognoso proposto da SwissCom.
Ecco il link:
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_152304058161845¬if_t=group_activity#!/home.php?sk=group_152304058161845&ap=1
Vi aspettiamo in tanti.
Grazie
marco6572
23 marzo 2011 11:27
Buongiorno,
potremmo sapere se l'ADUC alla fine ha daciso di presentare il ricorso al TAR in nome dei piccoli risparmiatori?
Mi permetto solo di fare presente che noi piccoli risparmiatori abbiamo confidato nell'intervento dell'ADUC, che aveva preso a cuore la nostra vicenda, da più di un mese ormai attendiamo la presentazione del ricorso, e se questo ora non fosse fatto noi non avremmo più il tempo per procedere diversamente. Per cui faccio presente alla stessa ADUC che se mai fosse presa la decisione di non procedere con il ricorso, ciò sarebbe per noi tutti piccoli risparmiatori un danno enorme e di fatto una bella presa in giro, la serietà della vostra associazioni si vede infatti proprio in questi casi.
Grazie ancora per l'aiuto
Saluti
marco6572
06 giugno 2011 18:23
Chiedo scusa,
l'ADUC ha poi presentato ricorso al TAR contro questa OPA residuale chiaramente a danno dei piccoli azionisti?
Dal momento che un vostro collaboratore aveva seguito la nostra vicenda, non faccio il suo nome per rispetto, e lo stesso ci aveva dato ottime speranze per settimane e settimane (andando avanti per più di un mese dicendo che stava procedendo con i legali ADUC a presentare il ricorso al TAR), noi piccoli azionisti avevamo confidato in voi per cercare di ottenere giustizia, abbandonando altre strade che forse invece ci avrebbero portato ad ottenere giustizia...
Bene, morale della favola, questo vostro collaboratore sul più bello (ovvero alla scadenza dei termini per presentare ricorso) è sparito senza neanche più rispondere alle nostre mail, faccio presente che su un gruppo facebook avevamo racconlo un centinaio di piccoli azionisti che sul serio chiedevano di essere aiutati, e confidavano tutti in voi ormai.
Spero vi rendiate almeno conto della figuraccia che l'ADUC ha fatto con questa vicenda, vi prego di non mandarmi mai più la vostra news letter con richieste di contributi, dopo questa tistissima vicenda è chiaro che per quel che riguarda me, ma anche molti altri, non rappresentate proprio un interlocutore serio a cui i consumatori o risparmiatori possano affidarsi, mi spiace proprio constatarlo.
cordiali saluti