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matteo7733 05 marzo 2010 19:24
Il suo promotore in questo caso ha ragione. Se prima di richiedere il rimborso totale, si effettua uno switch su un unico comparto, le minusvalenze e le plusvalenze dei vari comparti si compensano, e al riscatto quindi si paghera' la tassa solo sull'effettiva plusvalenza rimasta. Se invece anche dopo la compensazione, rimane una minusvalenza, allora e' necessario che si faccia certificare le minusvalenze dalla societa' che gestisce la sicav, e una volte ricevute chieda alla propria banca di caricarle nel proprio zainetto fiscale. La risposta data dal collaboratore di ADUC, in questo caso non e' esatta. Saluti.
Alessandro_Pedone 09 marzo 2010 12:32
Il commento del 5 Marzo 2010 dell'utente "matteo7733" non ci risulta corretto e per questo abbiamo aggiunto la seguente specificazione:
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Il calcolo dei guadagni e delle perdite ai fini delle imposte delle sicav estere non viene effettuato guardando i soli controvalori iniziali e finali, bensì si segue una particolare procedura relativa agli eventuali passaggi (switches) da un comparto all'altro della stessa sicav. Il tutto è complicato dal fatto che con le sicav estere si paga sempre e comunque l'imposta sulle plusvalenze, perché questa è dal fisco considerata un reddito di capitale e non un reddito diverso come invece le minus delle stesse sicav estere, con la conseguente impossibilità di poter compensare le minus da capital gain coi guadagni da sicav estere.
Esempio: investo 100.000 euro in un comparto, l'investimento va bene ed il controvalore diventa di 110.000 euro. Decido di passare tutto l'importo ad un altro comparto della stessa sicav. Lo switch non porta ad una tassazione ma viene comunque "messa in conto" una plusvalenza di 10.000 euro con conseguente imposta di 1.250 euro.
In seguito effettuo un altro switch in un comparto della stessa sicav, ma questa volta l'investimento si è ridotto da 110.000 a 105.000. Anche in questo caso non viene applicata la tassazione ma viene "messa in conto" una minusvalenza di 5.000 euro, con conseguente credito di imposta pari a 625 euro.
E così via. Nel momento in cui deciderò di uscire dalla sicav, l'intermediario andrà a verificare tutti i movimenti e considererà tutti gli switches effettuati come delle vere e proprie operazioni. Di conseguenza, sarò colpito dall'imposta sulle plusvalenze per tutti gli switches effettuati in guadagno, mentre otterrò la certificazione delle minusvalenze per quelli in perdita.
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Se poi qualche operatore interpreta la norma in maniera differente (abbiamo verificato presso i principali intermediari e tutti operano come sopra indicato) è un altro discorso.
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