XENOFILO
24 febbraio 2010 06:44
Se ho ben compreso lei è cittadino italiano. Quindi la procedura non doveva essere quella di presentare una richiesta di nulla osta alla Prefettura, Sportello Unico Immigrazione, tanto meno la Questura, poichè è citato questo ufficio. In questi casi trova applicazione il DLGS 30/07. Il figlio del coniuge di cittadino italiano, ai sensi dell'art. 2 e 3, gode del diritto all'ingresso e al soggiorno nel territorio degli Stati membri. Pertanto, dovrà essere lei sig. UMBERTO a presentare una richiesta diretta al Consolato d'Italia per un visto congiunti di cittadini U.E. La richiesta è fatta in carta semplice, allegando una fotocopia del soggiorno di sua moglie, stato di famiglia e residenza, fotocopia della sua carta identità. Il consolato chiederà poi, a colui che accompagnerà il minore in Ambasciata, il certificato di nascita e il consenso del padre (sempre se indicato sull'atto di nascita).
L'istanza deve essere inviata alla persona alla quale sarà conferito il poder per espletare la pratica davanti al consolato.
Ricordo che il silenzio assenso è stato abrogato dal recente decreto sicurezza (legge 94/09), e comunque questo non è il caso dei ricongiungimenti tra cittadini extraue.