m7teverde8154
18 dicembre 2016 00:01
Due anni fa il nostro amministratore, in occasione della sostituzione del defangatore, ha suddiviso le spese fra i condòmini adottando erroneamente per l'addebito il conteggio in base ai mm. di riscaldamento invece che in base a quelli di proprietà. Accortosene su indicazione di un condòmino, nell'esercizio successivo, senza consultarsi con chicchessia, l'amministratore ha rimescolate le carte e ha detratto il conteggio fatto in base ai mm di riscaldamento sostituendolo, motu proprio, con quello fatto sui mm di proprietà. Ripeto: ha tentato di rimediare al suo errore con lo stesso criterio con cui potrei rifare io i conti di ritorno a casa dal supermercato. E' lecito un tale comportamento? Si può chiedere in una futura assemblea di ridiscutere una tale procedura? Se sì, con quale probabilità di successo? Faccio notare che il primo conteggio (calcolo sui mm di riscaldamento) ha finito col beneficiare chi ha fatto importanti interventi all'interno del proprio appartamento (tipo il raddoppio del numero dei termosifoni, l'aumento della potenza di ciascuno danneggiando gli altri condòmini) e ai danneggiati la cosa non va proprio giù... Quindi questi ultimi devono adeguarsi al "cosa fatta capo ha"? O c’è una possibilità di rivalsa su chi, per cinque anni, ha potuto godere del conteggio errato? Ci sono gli estremi per rimettere il timone a posto rimborsando i molti che sono stati danneggiati dall’indebito e assai importante arricchimento di pochi (da un calcolo approssimativo fatto a spanna si tratta di rimborsare da parte di cinque condòmini una differenza di consumo in CINQUE anni di ca 50mila W agli altri 38 "derubati")??? Ho notizia che vi è un termine di prescrizione di DIECI anni per poter impugnare questo tipo di “errori assembleari”… E' corretta questa "voce"? O non sta in piedi?
macheneso
18 dicembre 2016 09:10
Non rispondono mai qui nei commenti, devi usare l'apposita pagina per le domande.