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Fabes 10 luglio 2018 21:44
In riferimento alla risposta riguardante la lettera postata nel vostro sito internet riguardo il seguente argomento: "farmaci da banco venduti da normali commessi " e datata 29 settembre 2008,mi scuso se la mia replica avviene dopo 10 anni,ma purtroppo sono venuto a conoscenza solamente ora di ciò che ho letto.Ciò che contesto non si riferisce alla riflessione dell'utente ma bensì alla risposta data, in particolare quando riportate nella 5° riga : "e siccome per vendere l'ibuprofene non c'è certo bisogno di laurea",così è riportato.Beh..lasciatemi replicare,con tutto il dovuto rispetto del caso, che quanto affermato è la cosa più errata che abbia letto in vita mia.
L'ibuprofene è un farmaco con molteplici effetti indesiderati e come farmaco da banco, seppure vendibile senza obbligo di prescrizione medica nei dosaggi da 200 mg e da 400 mg, può causare non pochi problemi; può interagire con altri farmaci causando problematiche serie,per questo,cari signori,occorre l'intervento del Farmacista per sconsigliare al proprio cliente l'assunzione di questa sostanza, laddove tale situazione risulti pericolosa. I farmaci da banco solitamente, sono di competenza del farmacista in quanto utilizzati per la risoluzione di disturbi non gravi riconoscibili senza l'intervento di un medico e quindi senza fare diagnosi.La liberalizzazione dei farmaci di cui oramai si parla da anni,e che è già una realtà consolidata almeno per i medicinali OTC e SOP vendibili senza prescrizione medica negli esercizi commerciali di vicinato (i cosidetti canali Gdo o parafarmacie) può essere considerata anche una soluzione, per far risparmiare il consumatore,purchè la supervisione di essi rimanga solo ed esclusivamente al farmacista e non da personale non qualificato sulla materia del farmaco,questo a tutela della salute pubblica
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