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Fran7 21 febbraio 2017 22:14
La risposta di cui sopra non e' precisa.
Primo bisogna sapere che i sistemi operativi delle banche hanno campi separati per il prezzo di carico e il prezzo fiscale, che non sempre coincidono, per esempio nel caso di affrancamento. Quindi spiegato perche' il cliente e' stato tenuto all'oscuro di tutto. Chiaramente la banca doveva confermare da subito i nuovi prezzi fiscali e non sembra lo abbia fatto. Il Sistema online mostrava i prezzi di carico e non quelli fiscali.
Non c'e' alcuna regola fiscale o logica che obbliga la banca a condiderare come una vendita e riacquisto di portafoglio il cambio di regime fiscale. Potevano benissimo mantenere il prezzi di carico e fiscali originari e il fisco non avrebbe subito alcun ammanco e il cliente sarebbe stato felice.
F
macheneso 23 febbraio 2017 10:49
Invece reputo la risposta corretta. Nel momento in cui il cliente "arriva in banca" col cambio di regime, la banca assume come prezzo di carico (fiscale, ovvio) il valore al 31 dicembre perché il cliente deve appunto "chiudere i conti" col fisco nella dichoarazione dei redditi.
Se così non fosse, la banca dovrebbe accertarsi del prezzo di carico dei titoli mediante documentazione e quindi acquisire dal cliente la dichiarazione dei redditi, cosa che non ho mai visto fare in "qualche annetto" di esperienza nel settore.
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