francobin
28 gennaio 2015 03:27
sono ufficiale di anagrafe.L'art.21 regola l'autenticazione di sottoscrizione OVE prescritto, cioè istanze e dichiarazioni sostitutive di atto notorio regolate dall'art. 47 (sempre del 445/2k)che parla di "fatti, stati e qualità personali" tuttavia sia che la firma sia autenticata dall'incaricato, sia che avvenga per UU.PP. con fotocopia C.I. o equival. l'ostacolo "volontà" si può "aggirare" dichiarando di "essere a conoscenza" o "chiedere che altra persona possa agire in vece nostra" sempre manlevando il ricevente da responsabilità: casi tipici il prestito dell'auto o il ritiro documenti
saluti :-)
ecsec
05 ottobre 2023 18:19
Buongiorno a tutti
Ancora sul punto ... ma situazione più chiara del quesito precedente
Ho chiesto a due notai di autenticare la mia firma ex art 47 c. 1 e 2 DPR 445/2000 su una dichiarazione in cui presento non altro che la sintesi di una conversazione breve avvenuta fra me e un terzo, dopo aver descritto il luogo, l'ora e i presenti e che stavano facendo.
Rifiuto da uno e rifiuto dall'altro, senza alcun chiarimento del perchè. L'assenza di spiegazioni è il punto grave.
Si tratta di una conversazione (peraltro sono 3 righe) che ha un certo peso in un dato ambito... ma oltre al "peso" nulla di più e comunque delle conseguenze il notaio non si deve interessare e credo che neppure mi dovrebbe chiedere a che cosa mi serva (cosa che ho comunque fatto): ero presente, mi ha detto, ho chiesto conferma, mi ha confermato
Ora io sono abbastanza scocciato in quanto le responsabilità penali per l'eventuale dichiarazione falsa, sono del dichiarante e non certo di chi verifica l'identità, ovviamente aggiungo che non c'e' tema che io, dichiarante, mi trovi in condizioni di incapacità...