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assicurazione auto Legge Bersani
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Lettera 
13 giugno 2012 0:00
 
salve,
ho acquistato un'auto per mio figlio ed ad uso di famiglia, vorrei usare la legge bersani per assicurarla. ho fatto un preventivo con un assicurazione tramite internet( che ho firmato) che mi chiede lo stato di famiglia fatto dal comune, costo €14,62, ho autocertificato ma non va bene. Non voglio spendere inutilmente la suddetta somma,piuttosto mi rivolgo ad un altra assicurazione, a costo di pagare di più. Per Me è una vera rapina (sia pure legale). Mi viene un dubbio sarà così anche per le altre compagnie? se faccio un assicurazione tradizionale è la stessa cosa? Potrei rivolgermi ad un giudice di pace? possibile che il cliente è diventato solo un pollo da spennare, e fanno pure le leggi per spennarlo?. Trovo illegale, e illegittima tale richiesta perchè è assurdo che la legge dice che posso autocertificare ma poi sono obbligato a pagare per lo stesso certificato! Chi è il furbo l'assicuratore o la legge che pone tasse su tutto ( quindi sia l'uno che l'altro) ? Quanto si può andare avanti così?s Cordiali saluti
Bruno, da Labico (RM)

Risposta:
per usufruire della legge Bersani in materia di RC auto è necessario un documento comprovante lo stato di famiglia. L'autocertificazione deve essere obbligatoriamente accettata da tutti gli uffici della pubblica amministrazione (enti statali e locali comprese scuole, università', etc.) nonché da tutte le società e gli enti (anche privati) che gestiscono servizi pubblici.
Sono escluse da questo obbligo tutte le società che svolgono attività privata, quindi banche, assicurazioni, notai, etc. I soggetti privati (es. banche, assicurazioni, notai), non sono obbligati ad accettare l’autocertificazione, a meno che essi non vi consentano. E quindi possibile, ma non certo, riuscire a trovare una assicurazione che accetti l'autocertificazione.
Inoltre, a seguito dell'entrata in vigore della legge di stabilità L. (183/2011), dal 1° gennaio 2012 agli uffici comunali è vietato rilasciare certificati da esibire ad altre pubbliche amministrazioni e ai privati gestori di servizi pubblici (art. 40, D.P.R. 445/2000). Pertanto l'ufficio comunale d'Anagrafe può rilasciare certificati soltanto ad uso privato. Questo comporta che per i certificati rilasciati dal suddetto ufficio (residenza, stato famiglia, contestuali, esistenza in vita etc.) è previsto il pagamento dell'imposta di bollo (art. 4 della tariffa alleg. A al D.P.R. 642/1972) dell'importo di € 14,62 e dei diritti di segreteria pari ad € 0,52 per ciascun documento, ad eccezione dei casi in cui è prevista dalla legge una specifica esenzione.
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